Attualità Torino Mercoledì 22 maggio 2019

Corteo per il clima del 24 maggio a Torino: orari e percorso

Torino - Dopo la mobilitazione chelo scorso 15 marzo portò nelle piazze di tutta Italia e di tutto il mondo centinaia di migliaia di giovani, in protesta contro le mancate misure dei governi del pianeta contro il cambiamento climatico e le sue cause antropiche, venerdì 24 maggio torna un nuovo Sciopero Globale per il clima promosso dalla rete FridaysForFuture.

L’appuntamento per Torino sarà alle 9.30 in piazza Statuto, luogo da cui partirà il corteo che sfilerà fino in piazza Castello. Il tempo sta scadendo, questo il tema del secondo sciopero globale per il clima, che da piazza XVIII Dicembre si snoderà lungo via Cernaia, via Micca, fino ad arrivare nel cuore della città.

«Abbiamo certamente bisogno di speranza – scrive l’organizzazione citando direttamente la parole della paladina dell’iniziativa, la giovane attivista svedese Greta Thunberg - Ma l'unica cosa di cui abbiamo bisogno più della speranza è l'azione. Una volta che iniziamo ad agire, la speranza si diffonde. Quindi, invece di cercare la speranza, cerchiamo l'azione. Allora e solo allora, la speranza arriverà».

L’invito è quello a considerare la mancanza di tempo, da cui il titolo del secondo sciopero e del corteo. I giovani del movimento FridayForFuture si rifanno all’invito di António Guterres, Segretario Generale dell’ONU, secondo il quale non c’è davvero più tempo da perdere. Parola della comunità scientifica, che ha già chiesto in numerosi appelli un drastico cambio di rotta. Parola anche dell’Intergovernmental Panel on Climate Change dell’ONU - il principale organismo internazionale per la valutazione dei cambiamenti climatici -, che ricorda l’allarme: «abbiamo meno di 11 anni prima di superare il punto di non ritorno». Parola infine dei giovani del movimento, che invocano il loro diritto al futuro, per sé e per le generazioni successive.

«Eravamo in piazza il 15 marzo in più di 2 milioni – si legge sul comunicato stampa della manifestazione - Abbiamo fatto tremare cinque continenti, e dato speranza al mondo intero. “Ci avete rotto i polmoni!” Gridavamo con forza. A fianco a noi hanno camminato insegnanti, genitori, bambini, lavoratori, nonni. Perché il pianeta appartiene a tutti, e tutti apparteniamo a questo pianeta».

Siccità e alluvioni, carestie e acqua inquinata, microplastiche, malattie, estinzioni di massa, carenza di cibo: disastri ambientali prima di tutto, ma per diretta conseguenza anche tragedie umanitarie. «Serve un cambiamento radicale, e deve essere fatto secondo criteri di equità, facendo pagare a chi ha inquinato il prezzo della riconversione, e non scaricandolo sulle classi sociali più deboli – prosegue il comunicato - Giustizia climatica è per noi non solo uno slogan, ma un punto fermo delle nostre richieste, coscienti che salvare il pianeta può e deve essere occasione di innovazione, sviluppo, lavoro e opportunità».

Proprio in seguito alla pressione della rete Fridays For Future, Irlanda e Regno Unito hanno dichiarato lo stato di Emergenza Climatica. Un gesto significativo, che tuttavia ancora non basta. Ecco allora una data non casuale, il 24 maggio, a un paio di giorni dalle elezioni europee dinnanzi alle quali l’organizzazione del Fridays Fo Future torna a chiedere alla politica tutta una rapida ed efficace riconversione del sistema economico e produttivo mondiale e che la tutela del pianeta venga messa in cima alle agende politiche di ogni Paese e continente.  

«Siamo giovani – concludono - ma possiamo votare e lo faremo, assieme a tutti voi, pretendendo che alle parole seguano fatti. Dateci gli strumenti per rendere efficaci le nostre azioni. Con l’esempio e con la voce faremo vedere al mondo dov’è la differenza, dov’è il cambiamento.E per chi finge di non vedere, di non sentire, grideremo ancora più forte. In piedi nelle nostre piazze, di fronte alla nostra campagna, al nostro mare, alle nostre montagne.Noi ci saremo, perché ci riguarda. Vi chiediamo di esserci, perché vi riguarda».

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