Lambrusco DOC a spicchi: alla pizzeria Fuzion di Torino l’incontro tra Emilia e Piemonte

Torino, 03/11/2025.

Un calice di Lambrusco e una pizza d’autore: due mondi diversi che, quando si incontrano, raccontano l’Italia nella sua forma più autentica. È lo spirito di Lambrusco DOC a spicchi, il tour del Consorzio Tutela Lambrusco sostenuto dal PSR Emilia-Romagna, che nella tappa di Torino ha celebrato il legame tra tradizione e innovazione.

Così, mercoledì 29 ottobre e nella cornice della pizzeria Fuzion, il pizzaiolo Domenico Volgare ha ideato un percorso di degustazione in quattro portate che ha unito creatività, tecnica e spirito di ricerca. Un dialogo di sapori fra Emilia e Piemonte, tra tradizione e contaminazioni globali, raccontato attraverso altrettante versioni gourmet della pizza.

Si è cominciato con la Pizza fritta Fuzion, dove la mortadella vietnamita e la stracciatella pugliese si incontrano in un equilibrio inaspettato, esaltato dal Lambrusco di Sorbara DOC Piria di Cantina Paltrinieri, recentemente premiato con Tre Bicchieri Gambero Rosso.

Poi la Pizza Himiko, che porta nel piatto l’incontro tra koji miso giapponese, Parmigiano Reggiano e mozzarella di bufala, abbinata al Vigna del Cristo di Cavicchioli, altro Sorbara DOC di carattere.

Il viaggio è proseguito con l’Amatriciana Fuzion, versione montanara prima fritta e poi in forno, con guanciale al pepe di Norcia e peperoncino gochugaru, servita insieme al Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOC Rio di Cantina San Martino in Rio.

A chiudere, la Snooky, una pizza ricca e golosa con funghi freschi, salsiccia ‘d Muncalè, Grana Padano e maionese in stile giapponese, abbinata al Modena DOC La.Vie di Cantina Ventiventi.

Durante la serata, le diverse espressioni del Lambrusco sono state raccontate dai rappresentanti delle quattro cantine coinvolte e dal giornalista Giuseppe Carrus del Gambero Rosso, che ha guidato la degustazione insieme al Consorzio Tutela Lambrusco.

Il direttore, Giacomo Savorini, afferma che la conoscenza con Giuseppe non è solo un legame personale, ma anche un punto di continuità in un percorso che oggi assume un significato ancora più profondo. «È un cammino che continua – spiega – in un momento complesso per tutto il mondo del vino, in cui anche il Lambrusco è chiamato a interrogarsi su ciò che sta accadendo a livello globale».

Il Lambrusco, infatti, è un vino del mondo. Oggi è presente in oltre 90 paesi ed è una delle denominazioni italiane più esportate non tanto per quantità, quanto per diffusione geografica. «Parliamo di una filiera ampia e strutturata, che conta 10.000 ettari di vigneti dedicati – aggiunge Savorini –. In un mercato nazionale che dagli anni Sessanta registra un calo dei consumi dell’1% annuo, i produttori di Lambrusco sono riusciti a colmare quel vuoto conquistando il mondo».

In questo scenario mondiale complesso, il direttore del Consorzio intravede la forza del Lambrusco: «Questo vino ha un potenziale enorme. A differenza di altre denominazioni che cercano di abbassare il grado alcolico per intercettare le nuove tendenze, noi non ne abbiamo bisogno. È una fortuna e una grande opportunità: la nostra gamma va dal bianco al rosso scuro, coprendo esigenze e mercati diversi».

Per Domenico Volgare, l’esperimento è riuscito: «Il Lambrusco è un vino diretto e vivace, proprio come la pizza: sorprende, stimola, accompagna. Ho voluto costruire ponti tra l’Emilia e il mondo, unendo ingredienti diversi ma sempre nel rispetto della tradizione e dell’equilibrio».

Dopo Torino, il viaggio di Lambrusco DOC a spicchi proseguirà con due nuove tappe a Roma e Milano, occasioni per stampa e operatori del settore di esplorare ancora una volta la sorprendente versatilità di un vino che sa reinventarsi senza perdere la sua anima popolare. Per ulteriori informazioni: www.lambrusco.net

Di Giulia De Sanctis

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