I figli dell'odio. Il libro di Cecilia Sala alle OGR Talks

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Lunedì08Settembre2025
Evento terminato

Che volto hanno le nuove generazioni cresciute tra fanatismo, radicalizzazione e guerra? È la domanda al centro del nuovo libro di Cecilia Sala, I figli dell’odio (Mondadori, in uscita il 2 settembre), che sarà presentato a Torino lunedì 8 settembre alle 18.30 nell’ambito di OGR Talks. A dialogare con l’autrice ci sarà Lorenzo Pregliasco, analista politico e fondatore di YouTrend.

Il libro

Sala parte da immagini concrete e potenti: le giovani ebree di Hebron che contestano i matrimoni misti; i ragazzi palestinesi di Tulkarem che espongono le foto degli amici uccisi sui fucili prima di affrontare i soldati israeliani; un ragazzo di Teheran che piange il cugino giustiziato dal regime mentre osserva con timore ed eccitazione un attacco israeliano all’Iran.

Da qui prende forma un racconto che esplora tre fratture centrali del nostro tempo:

  • la radicalizzazione di Israele,
  • la distruzione della Palestina,
  • la crisi dell’Asse della resistenza con epicentro in Iran.

Con uno stile immediato e vivido, l’autrice attraversa check-point e raid, entra nelle case di leader militari, sopravvissuti, vittime e combattenti, restituendo un quadro in cui emerge un conflitto soprattutto generazionale.

In Israele, i “pacifisti esausti” osservano con sgomento la crescita di una nuova generazione di coloni ancora più radicale e aggressiva. In Palestina, mentre i padri continuano a credere nel dialogo e nella diplomazia, i figli vedono nelle armi l’unica via di risposta. In Iran, nonostante la repressione, migliaia di ragazze senza velo sfidano ogni giorno il regime e le telecamere di sorveglianza.

Le voci e le testimonianze

Il libro raccoglie interviste a protagonisti e osservatori chiave:

  • Hossein Kanaani, tra i fondatori dei pasdaran,
  • Ronen Bergman, giornalista premio Pulitzer che analizza l’incapacità di Israele di contenere l’estremismo interno,
  • Imad Abu Awad, analista palestinese convinto che né la diplomazia né la guerra possano più offrire una soluzione, vedendo invece nello scontro interno israeliano una possibile via d’uscita.

Ne nasce un libro rigoroso e umano, che orchestra testimonianze e contraddizioni per raccontare un Medio Oriente in trasformazione, mentre gran parte del mondo continua a guardare altrove.

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