Il 26 agosto la Vuelta 2025 attraversa le Alpi e approda in Francia con la quarta tappa, lunga 206,7 km e caratterizzata da circa 3.000 metri di dislivello positivo. È il primo vero banco di prova in montagna della corsa, con tre salite concentrate nella prima metà e un arrivo a Voiron, in leggera ascesa.
La giornata si apre con il Puerto Exiles (5,6 km al 5,6%, cat. 3), salita breve ma impegnativa, che favorisce attacchi da lontano e serve a scremare il gruppo. Subito dopo arriva il Colle del Monginevro (8,3 km al 6,1%, cat. 2), valico storico affrontato più volte dal Tour de France, la cui regolarità e l’altitudine oltre i 1.800 metri possono mettere in difficoltà chi non ha ancora trovato il ritmo. La terza ascesa, il Col du Lautaret (13,8 km al 4,3%, cat. 2), è lunga e pedalabile, ma spesso decisiva per frazionare il gruppo: dalla vetta, a quota 2.059 metri, inizia una discesa veloce che porta verso Grenoble e introduce agli ultimi 50 km.
Molti tifosi si chiedono: quali sono le difficoltà principali di questa tappa? Oltre alle tre salite chiave, il percorso prevede un traguardo volante a Noyarey, appetibile per i velocisti che puntano alla maglia verde, e un finale mosso che premia corridori completi. Ma chi sono i favoriti di questa tappa? Non gli scalatori puri, penalizzati dall’arrivo non troppo duro, né i velocisti classici. Il terreno sembra adatto a corridori esplosivi come Van Aert o Matthews, abituati ad arrivi nervosi e mosso.
Superate le Alpi e la Val di Susa, il percorso si fa più veloce verso Grenoble: qui il controllo del gruppo diventa difficile e una fuga ben organizzata potrebbe arrivare fino in fondo. Infine, per la prima volta, la Vuelta approda a Voiron, cittadina francese che debutta come sede d’arrivo. Il traguardo presenta una leggera salita finale, terreno ideale per finisseur e corridori da classiche di un giorno.
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