Torna nell’estate 2025 Un Grado e Mezzo, il festival sul cambiamento climatico ideato dall’Associazione CentroScienza, che invita a riflettere sul futuro del pianeta attraverso il punto di vista delle terre alte. Dopo il successo delle scorse edizioni, la manifestazione si rinnova con un’attenzione speciale alle Alpi, veri e propri osservatori naturali della crisi ambientale.
Inserito nel palinsesto delle Settimane della Scienza, il festival si svolgerà dal 7 giugno al 19 luglio 2025 e animerà diverse località alpine, tra cui Torino, Bardonecchia e Gressoney-Saint-Jean, con un ricco ventaglio di esperienze: incontri con esperti, dialoghi aperti, laboratori scientifici, attività per famiglie e percorsi immersivi tra natura e conoscenza.
Il nome stesso – Un Grado e Mezzo – fa riferimento al limite critico di +1,5°C indicato dall’Accordo di Parigi per contenere l’aumento della temperatura globale ed evitare i peggiori scenari legati alla crisi climatica. Un tema reso ancora più urgente dal fatto che il 2025 è stato dichiarato dalle Nazioni Unite Anno Internazionale per la Conservazione dei Ghiacciai.
Protagoniste indiscusse dell’edizione 2025 sono le montagne, con i loro ghiacciai in ritirata, le foreste in sofferenza, le riserve idriche minacciate e un equilibrio ecologico sempre più fragile. Le Alpi, in particolare, si stanno riscaldando a un ritmo doppio rispetto alla media globale, con effetti concreti: fusione dei ghiacciai, riduzione della neve, carenze d’acqua e instabilità dei suoli. Ma proprio da queste cime può partire un nuovo modo di abitare il mondo.
La curatela scientifica è affidata a Elisa Palazzi, climatologa, e a Michele Freppaz, esperto di suoli alpini e neve. Al loro fianco, due voci autorevoli nella comunicazione ambientale: Giorgio Vacchiano, ricercatore e divulgatore, e Luca Mercalli, climatologo e giornalista scientifico.
Tra gli appuntamenti più attesi:
“Un Grado e Mezzo” non si limita a informare: vuole generare consapevolezza, stimolare un cambiamento reale, e invitare ciascuno a fare la propria parte. Perché ogni gesto sostenibile, anche piccolo, può avere un impatto significativo.