Il 31 maggio si celebra la Giornata Mondiale Senza Tabacco 2025, un appuntamento annuale promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per sensibilizzare sui danni del fumo e sull’importanza di politiche pubbliche efficaci per contrastarne la diffusione.
Il tema scelto per quest’anno è “Unmasking the appeal: Exposing industry tactics on tobacco and nicotine products”, tradotto come “Smascherare l’attrattiva: esporre le tattiche dell’industria sui prodotti a base di tabacco e nicotina”. L’obiettivo è portare alla luce le strategie persuasive utilizzate dall’industria del tabacco e della nicotina per rendere i propri prodotti più accattivanti, soprattutto agli occhi dei più giovani. Si tratta anche di un invito rivolto alle istituzioni a rafforzare le misure a tutela della salute pubblica.
Il tabagismo resta oggi una delle principali minacce sanitarie a livello globale. Il fumo è tra le cause più comuni di tumori, malattie cardiovascolari e patologie respiratorie croniche. I dati più recenti indicano che il 70% dei fumatori inizia prima dei 18 anni, mentre il 94% lo fa entro i 25. In Italia, circa il 24,5% della popolazione tra i 18 e i 69 anni fuma, mentre in Piemonte la percentuale sale al 26,3%.
I dati relativi al consumo di tabacco tra i giovani sono particolarmente allarmanti. A livello globale, sono almeno 37 milioni gli adolescenti tra i 13 e i 15 anni che fanno uso di prodotti a base di tabacco. In Italia, quasi un ragazzo su tre tra i 14 e i 17 anni ha fatto uso, nell’ultimo mese, di sigarette tradizionali, sigarette elettroniche o tabacco riscaldato. Il consumo quotidiano è più diffuso tra le ragazze: tra le 15enni, il 12% fuma ogni giorno, contro il 9,1% dei coetanei maschi. Stanno inoltre emergendo nuove abitudini come il policonsumo, ovvero l’utilizzo combinato di più prodotti contenenti nicotina, una tendenza in crescita tra gli adolescenti.
Il fumo di tabacco ha effetti devastanti sulla salute. Un fumatore ha un’aspettativa di vita inferiore di circa dieci anni rispetto a un non fumatore. Il tabacco causa più morti di alcol, incidenti stradali, AIDS, droghe e omicidi messi insieme. È inoltre collegato ad almeno 27 malattie, tra cui il cancro al polmone, la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), gli infarti, l’ictus, l’impotenza maschile, l’infertilità e varie complicazioni in gravidanza.
La nicotina, alcaloide psicoattivo naturalmente presente nella pianta del tabacco, è la principale responsabile della dipendenza da fumo. Stimola il rilascio di dopamina e attiva i meccanismi cerebrali del piacere, rendendo difficile l’interruzione del consumo.
Smettere di fumare è sempre possibile e comporta benefici tangibili, immediati e a lungo termine. Dopo appena 20 minuti, la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca si normalizzano; dopo 12 ore, i livelli di monossido di carbonio nel sangue rientrano nella norma. Nell’arco di poche settimane, migliorano la circolazione e la funzionalità respiratoria. Nel corso dei mesi, si riducono tosse e fiato corto. Dopo un anno, il rischio di infarto si dimezza, mentre nel giro di dieci anni si abbassa sensibilmente anche il rischio di sviluppare il tumore ai polmoni.
In termini di aspettativa di vita, chi smette a 30 anni può guadagnare fino a dieci anni, chi smette a 40 ne guadagna nove, a 50 se ne guadagnano sei, e a 60 ancora tre.
In Piemonte esistono attualmente 30 Centri Antifumo attivi, distribuiti su tutto il territorio regionale. Questi centri forniscono trattamenti personalizzati per la cessazione del fumo, combinando supporto psicologico e terapie farmacologiche. I servizi fanno parte del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT) o del privato sociale.
Per conoscere il Centro Antifumo più vicino, è possibile consultare il sito dell’Istituto Superiore di Sanità.
In Piemonte sono presenti sedi a Torino, Alessandria, Asti, Nizza Monferrato, Novara, Cossato, Ponderano, Avigliana, Beinasco, Collegno, Pinerolo, Rivoli, Susa, Settimo Torinese, Carmagnola, Moncalieri, Nichelino, Omegna, Borgosesia, Vercelli, Alba, Bra, Cuneo, Mondovì e Saluzzo.
Per ulteriori approfondimenti, è disponibile anche la pagina ufficiale della Regione Piemonte dedicata alla prevenzione.