All’interno del programma Il futuro è una schiuma cosmica, terza edizione del bando TO.BE, pensato per sostenere lo sviluppo professionale di artistə emergenti in fase di formazione o post-diploma, Galleria Weber & Weber presenta “Ferrofonia”, mostra personale di Matilda Elia, con testo critico di Barbara Ruperti. L’inaugurazione è in programma giovedì 12 giugno alle ore 18:00, presso la sede di via San Tommaso 7 a Torino.
La mostra è curata da Ghёddo, collettivo curatoriale indipendente attivo sul territorio, e rientra in una serie di esposizioni che mettono in dialogo giovani artistə e spazi di arte contemporanea torinesi. Il progetto è sostenuto dalla Fondazione Venesio con il patrocinio della Città di Torino e dell’Accademia Albertina di Belle Arti.
In Ferrofonia, Matilda Elia indaga il tema della vibrazione come forma primordiale e universale di comunicazione sensibile. Nata a Torino nel 2002, con un percorso che unisce musica lirica e arti visive, Elia si è formata tra il Teatro Regio, l’Accademia Albertina e il Conservatorio di Alessandria, sviluppando una pratica artistica interdisciplinare che unisce scultura, performance, fotografia e musica.
La sua ricerca si esprime attraverso una poetica del corpo e del gesto, in cui la performance assume un ruolo centrale, facendo convergere suoni, immagini e scrittura musicale. In mostra: sculture in ferro, installazioni sonore e opere su carta, che reinterpretano elementi del linguaggio musicale — note, pause, alterazioni — in chiave grafica e gestuale.
Durante il vernissage l’artista presenterà una performance inedita, in cui il proprio corpo diventerà cassa di risonanza, fondendosi fisicamente con lo strumento musicale e trasformando suono e materia in una singola presenza vibrante. L’intero progetto invita il pubblico a immergersi in un ecosistema sonoro dove suono, spazio e corpo si fondono in un’esperienza percettiva intensa.
Matilda Elia ha iniziato la sua formazione artistica giovanissima, entrando a otto anni nel coro delle voci bianche del Teatro Regio di Torino. Dopo il liceo artistico, ha proseguito il suo percorso in scultura all’Accademia Albertina, affiancando agli studi accademici la formazione musicale in canto lirico. Le sue opere mescolano pratiche teatrali e performative con una forte attenzione alla materia, alla scena e ai codici visivi dello spettacolo.
Il collettivo Ghёddo, curatore della mostra, nasce nel 2022 con l’obiettivo di promuovere linguaggi contemporanei attraverso una visione curatoriale etica, partecipativa e sperimentale. Il gruppo è composto da Olga Cantini, Rachele Fassari, Davide Nicastro, Barbara Ruperti e Marta Saccani. La mostra resterà aperta fino al 28 giugno 2025.