Ottantaquattro Pagine: lo spettacolo teatrale dei detenuti del carcere Lorusso e Cutugno di Torino

Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” Cerca sulla mappa
DA Lunedì19Maggio2025
A Giovedì22Maggio2025
Evento terminato

Dal 19 al 22 maggio, il teatro interno alla Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino ospita Ottantaquattro Pagine, un progetto teatrale intenso e commovente nato all’interno del carcere stesso. Lo spettacolo unisce parole, musica, effetti sonori e scenografie evocative per portare in scena una vicenda che parla di colpa, consapevolezza e desiderio di riscatto. I protagonisti sono detenuti-attori, autori del testo e interpreti diretti di un percorso umano e artistico costruito sotto la regia di Claudio Montagna.

Dopo la prima assoluta andata in scena a Torino a dicembre 2023, Ottantaquattro Pagine torna tra le mura in cui ha preso forma, grazie a un laboratorio che ha coinvolto 37 detenuti nell’ambito del progetto nazionale “Per Aspera ad Astra”, promosso da ACRI e Fondazione Compagnia di San Paolo, e realizzato da Teatro e Società in collaborazione con il Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale e con il supporto della direzione e degli operatori del carcere torinese. Le quattro repliche, tutte sold out e aperte anche al pubblico esterno, hanno rappresentato un momento importante di confronto, con la partecipazione di esponenti istituzionali, su cosa può diventare il carcere se si fa anche luogo di crescita e riflessione collettiva.

Una storia vera riemersa dall’oblio

Al centro dello spettacolo, una lettera scritta oltre un secolo fa da un giovane detenuto, indirizzata ai figli della donna che aveva ucciso. Composta durante un mese di isolamento e ritrovata nell’archivio del Museo Lombroso dell’Università di Torino, la missiva ha ispirato la regia di Montagna e il lavoro collettivo del laboratorio teatrale.

In quelle pagine scritte a mano affiorano dolore, rimorso, desiderio di comprensione e di perdono, ma anche la lucida consapevolezza della pena da espiare. Gli attori-detenuti, guidati da Franco Carapelle, Elisabetta Baro e Diego Coscia, hanno trasformato questa testimonianza in un percorso personale e collettivo, fatto di parole, riflessioni, haiku e frammenti poetici, restituiti in scena con l’aiuto di video proiezioni e accompagnamenti sonori.

Accanto al gruppo di detenuti, sul palco ci sono anche Claudio Montagna e Margherita Data-Blin, con musiche dal vivo firmate da Alberto Occhiena e Paolo Morella. Le scenografie sono arricchite da cinque macchine teatrali che riproducono eventi atmosferici come pioggia, vento, neve, tuono e mare. Queste suggestive installazioni sono state progettate e costruite dagli studenti del Padiglione B dell’IPIA Plana, con la supervisione di Claudio Cantele del Teatro Stabile, in collaborazione con il Primo Liceo Artistico di Torino e l’IIS Giulio.

Il teatro come formazione e trasformazione

Il progetto ha coinvolto anche il mondo accademico. Le attività del laboratorio sono infatti diventate oggetto di studio e tirocinio universitario, nell’ambito di un modulo dedicato al rapporto tra teatro e carcere, curato dalla professoressa Silvia Sordella del Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università di Torino, con la partecipazione di alcuni studenti del corso in Tecniche di insegnamento dell’italiano per stranieri.

Ottantaquattro Pagine non è solo uno spettacolo teatrale: è la testimonianza viva di come l’arte possa aprire varchi anche nei luoghi più chiusi, dando voce a chi spesso non ne ha. Una riflessione sulla responsabilità, sul perdono e sul potere trasformativo della parola.

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