Mercoledì 29 gennaio al Teatro Gobetti va in scena Medea nell'ambito degli spettacoli della Trilogia sulle Donne dal Mito ai Social.
Chi è Medea oggi? Quando insieme a Luciano Violante e Viola Graziosi abbiamo affrontato Clitemnestra, mi nacque subito l’idea che se la regina tebana si fosse trovata a vagare nei secoli approdando ai giorni nostri, non potesse che essere Alda Merini, poetessa e regina dell’anima della contemporaneità. Per Medea, che Violante sottopone allo stesso meccanismo
di traslazione temporale, l’idea è del tutto opposta. La regina della Colchide è una leonessa ferita, è l’incarnazione del felino, del femmineo eterno che opera per giustizia naturale. Ecco, questa nostra Medea è come il felino che sopprime i cuccioli più deboli e malati per sottrarli alla sofferenza della quasi impossibile sopravvivenza nella giungla degli uomini.
Esistono diverse versioni del mito di Medea, e molte si concentrano sulla grande colpa della maga: aver ucciso i propri figli. Per Euripide Medea si macchia del crimine per vendetta; per Pausania, invece, è innocente. Ma la storia di Medea, che è anche lo specchio della società greca e occidentale, è tuttavia in generale il riflesso di tutte le società costituite, che teme e
rigetta il “diverso”, o, come la definisce Violante, l’estranea.