Tre Giorni per il Giardino 2026, fiera del florovivaismo con ospiti ed eventi

Tre giorni per il giardino © Barbara Verduci 2024 / Fai Tre giorni per il giardino © Barbara Verduci 2024 / Fai
Castello di Masino Cerca sulla mappa
DA Venerdì01Maggio2026
A Domenica03Maggio2026

La Tre Giorni per il Giardino 2026 - tra le più amate mostre mercato di florovivaismo in Italia - torna da venerdì 1 a domenica 3 maggio 2026 al parco del Castello di Masino (Torino) e propone il tema Radici, invitando a ripensare il nostro rapporto con l’ambiente e con le comunità in cui viviamo.

In un presente segnato dalla crisi climatica e da profondi mutamenti tecnologici e sociali, le radici ricordano che nessuna forma di vita esiste in isolamento e che ogni equilibrio nasce da relazioni profonde. Così come le piante creano reti sotterranee di scambio e collaborazione sinergica, anche gli esseri umani possono mettere radici e costruire legami prendendosi cura dell’ambiente in cui vivono. In questo contesto il giardino si propone come spazio concreto di apprendimento e partecipazione, dove la cura dei luoghi diventa occasione di incontro e condivisione. Ampio spazio viene riservato alle attività per i piccoli con il programma della Tre Giorni per i bambini, con laboratori, giochi e uno spettacolo dedicati.

Venerdì primo maggio alle 14.45 la manifestazione si apre alla presenza dell’architetto paesaggista Paolo Pejrone, ideatore della Tre Giorni, con il ricordo della scrittrice lucchese Pia Pera, grande donna di pensiero e di giardino, a dieci anni dalla sua scomparsa. Una delle voci più profetiche nel concepire il giardino come luogo di connessione e di scambio con la natura. Nel corso dell’incontro, Emanuela Rosa-Clot e Lorenza Zambon presentano al pubblico il podcast Il giardino segreto, nuova versione radiofonica della pièce teatrale che Pia Pera ha tratto dall’omonimo romanzo di Frances Hodgson Burnett, da lei stessa tradotto. A ulteriore omaggio dell’opera e del pensiero di Pia Pera, Lorenza Zambon legge alcuni brani dal libro Apprendista di felicità.

L’appuntamento primaverile della Tre Giorni per il Giardino 2026, curata da Emanuela Orsi Borio e giunta alla trentaquattresima edizione, declina il tema delle radici nella loro duplice valenza, naturale e sociale. Da un lato, le radici che sostengono e nutrono piante, boschi e giardini, che proteggono il suolo, regolano l’acqua e contribuiscono a mitigare gli effetti del cambiamento climatico. Dall’altro, le radici simboliche, che tengono insieme le comunità umane intrecciando persone, luoghi e storie.

Il programma di incontri sviluppa il tema secondo questa duplice lettura: il primo filone tematico dedicato alle radici naturali, che articolano la rete invisibile della natura, è introdotto venerdì primo maggio alle 15.30, dal climatologo Luca Mercalli, che offre un racconto inedito del clima nel territorio di Masino all’epoca della costruzione del castello, oltre mille anni fa, per poi ripercorrere - sulle orme del suo ultimo libro Breve storia del clima in Italia - l’evoluzione climatica dall’ultima glaciazione fino ai giorni nostri e agli scenari futuri. A seguire, l’agronomo Alessandro Mazzullo guida il pubblico alla scoperta del suolo come scrigno di vita nascosto sotto i nostri piedi, un ecosistema brulicante di organismi viventi, la cui rete trofica è alla base della fertilità naturale e della salute degli ambienti terrestri. Sabato 2 maggio, alle 11.00, il naturalista Franco Correggia presena il progetto Radici nel futuro, un sistema di microaree forestali protette nella parte settentrionale della provincia di Asti: una nuova ed emblematica esperienza di tutela di alberi e boschi naturali cruciale per il futuro dell’umanità e la salute dell’ambiente.

Radici: fare rete, coltivare comunità è il tema al centro del secondo filone di incontri in programma. Tra gli appuntamenti più attesi, sabato 2 maggio alle 14.30, la tavola rotonda Comunità verdi, che riunisce esperienze di cittadinanza attiva negli orti condivisi e nei giardini partecipati: da Orti di pace, fondato dall’intuizione di Pia Pera e oggi curato da Nadia Nicoletti, a Orti Generali Torino, dal Chioso, nuovo progetto di cittadinanza attiva legata alla terra e alla cura del paesaggio, realizzato da Federico Chierico a Vigliano Biellese, fino al ruolo di Manuel Bellarosa come giardiniere condotto a Milano. Testimonianze diverse, per luogo e per missione, intorno all’esperienza del coltivare insieme come occasione di incontro e condivisione. Ancora, sabato 2 maggio alle 11.45 Beatrice Barni, vivaista di quarta generazione della storica azienda Rose Barni di Pistoia, fondata nel 1882, racconta su quali conoscenze botaniche, genetiche e vivaistiche si radica il lavoro di ibridazione e la creazione di nuove specie di rose capaci di adattarsi a climi sempre più caldi e instabili.

Uno sguardo particolare viene rivolto alle nuove generazioni, esposte a un contesto digitale sempre più estraniante, con l’intervento dello psicoterapeuta Andrea Mati, in calendario domenica 3 maggio alle 11.00, sulla cura di un giardino o di un orto come opportunità per coltivare legami e collaborazioni creative. Infine, domenica 3 maggio alle 12, Alberto Tintori, esperto vivaista, partendo dal libro Il viaggio degli agrumi in Italia, scritto insieme a Paola Fanucci, guida il pubblico alla scoperta degli agrumi, che affondano le radici nella terra ma anche nelle comunità che li coltivano, custodendo gesti e saperi condivisi.

Arricchiscono la manifestazione allestimenti ispirati al tema Radici, a cura degli espositori in mostra mercato, oltre a presentazioni di libri e workshop di giardinaggio. Sabato 2 maggio alle 12.30 la scrittrice Simonetta Chiarugi, presentando il suo libro Il mio piccolo giardino (Erbario: raccogli e crea con le piante) accompagna il pubblico, grandi e piccoli, nella creazione di un cordage di foglie di iris, mentre sabato 2 e domenica 3 maggio alle 15.30 l’agricoltore Giampiero Gauna svela agli appassionati come riprodurre le piante per talea, tecnica affascinante e alla portata di tutti, e come coltivare specie compagne nello stesso vaso, dando vita a un piccolo ecosistema vivo e dinamico dove convivenza e cooperazione sono essenziali.

I bambini hanno una sezione del programma dedicata, la Tre Giorni per i bambini. Sabato 2 e domenica 3 maggio, lo stand Oasi Zegna ospita, a partire dalle 10.30, i laboratori Un’oasi tutta per me, ispirati agli insegnamenti di Pia Pera, nei quali i partecipanti creano, a partire da piantine e materiali naturali e all’interno di un contenitore riciclabile, la propria oasi, personalizzandola con fantasia e sensibilità, e possono portarla a casa per curarla, annaffiarla e farla crescere. Venerdì 1, sabato 2 e domenica 3 maggio alle 11.00 e alle 12.00 e il pomeriggio alle 15.00 e alle 16.00, si alternano due divertenti attività allo stand Forte di Bard, Mystery box e Una memoria di ghiaccio, incentrate sulla flora apina, che portano i più piccoli a scoprire, attraverso un viaggio ideale sui Quattro Quattromila valdostani (Monte Rosa, Cervino, Gran Paradiso e Monte Bianco), habitat e curiosità sulla montagna. Sabato 2 e domenica 3 maggio alle 14.00 sono in programma laboratori di intreccio e cesteria per bambini, organizzati dall’Associazione Passi d’asino, mentre domenica 3 maggio alle 15.00 l'appuntamento è con lo spettacolo Il bosco ti guarda, a cura del performance artist torinese Davide Toscano (BombettaBook): una narrazione Lar (lettura animata relazionale) dove bambini e adulti diventano parte viva della storia, ispirata al libro Il tasso e la bambina.

Biglietti di ingresso acquistabili in loco ai seguenti prezzi: intero 16 euro (con ingresso al castello 21 euro); ridotto 11 euro per bambini e ragazzi da 6 a 18 anni e studenti da 19 a 25 anni (con ingresso al castello 14 euro); disabili con accompagnatore, iscritti al Fai e convenzioni varie 8 euro (incluso ingresso al castello); ingresso gratuito per bambini sotto i 6 anni e residenti nel comune di Caravino. Sono previste riduzioni per gli acquisti on line; per info 0125 778100.

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