The Day May Break: la luce alla fine del giorno © Andrea Guermani
Dal 18 marzo al 6 settembre 2026 è aperta al pubblico presso le Gallerie d'Italia di Torino (piazza San Carlo 156) la mostra The Day May Break: la luce alla fine del giorno, a cura di Arianna Rinaldo, un progetto espositivo dedicato a uno dei più importanti fotografi contemporanei attivi sui temi della crisi climatica e della distruzione ambientale: Nick Brandt.
Avviata nel 2020, in piena pandemia, The Day May Break è una serie globale in quattro capitoli che segna una nuova fase nella ricerca di Brandt. Il progetto ricalibra l’attenzione dell’artista su persone, animali e ambienti colpiti dalla distruzione ambientale in aree del mondo che risultano tra le meno responsabili del collasso climatico, ma che ne subiscono in modo sproporzionato le conseguenze.
Per la prima volta, alle Gallerie d’Italia di Torino, tutti e quattro i capitoli di The Day May Break sono presentati insieme, in un percorso immersivo di 63 immagini di grande formato che restituisce una visione al tempo stesso dura e poetica di ciò che resta e di ciò che, nonostante tutto, può ancora offrire speranza.
Nick Brandt (Londra, 1964) è un artista profondamente impegnato, con uno sguardo capace di coniugare rigore etico, forza narrativa ed eleganza formale. Dall’inizio degli anni Duemila, la sua pratica artistica si concentra sulla progressiva scomparsa del mondo naturale e sull’impatto devastante delle attività umane sugli esseri più vulnerabili del pianeta, persone e animali. Le sue immagini, di straordinaria bellezza, attraggono lo sguardo con un virtuosismo estetico che non attenua, ma anzi amplifica, la drammaticità della realtà rappresentata. Il lavoro di Nick Brandt si distingue per un metodo rigoroso e meticoloso: ogni capitolo è il risultato di mesi di preparazione, pianificazione e collaborazione con troupe locali che conoscono profondamente i territori e le comunità coinvolte. Le scene sono costruite con precisione, la luce e l’atmosfera nascono dall’attesa del momento perfetto e dalla capacità di rispondere agli elementi imprevedibili della natura. A queste fasi seguono lunghe settimane di stampa e selezione delle immagini, in un processo privo di scorciatoie, volto a stabilire un dialogo diretto e profondo con lo spettatore.
Chapter One, The Day May Break (2021), realizzato in Kenya e Zimbabwe, è ambientato in santuari per animali salvati dalla distruzione dell’habitat e dagli effetti del bracconaggio. Qui, animali e persone colpite dal cambiamento climatico - sfollate da cicloni devastanti o impoverite da siccità prolungate - sono ritratti insieme nello stesso fotogramma, in scene sospese e quasi surreali che raccontano una dignità condivisa e un comune senso di perdita.
Chapter Two, Sanctuary (2022), fotografato in Bolivia, prosegue questa riflessione su un altro continente. In un paese di straordinaria biodiversità, oggi sempre più minacciato da incendi, alluvioni e siccità, Brandt ritrae persone e animali segnati dal collasso climatico, uniti da un destino comune affrontato con resilienza e dignità.
Con Sink / Rise, Chapter Three (2023), realizzato nell’arcipelago delle Fiji, l’artista guarda al futuro prossimo. I protagonisti delle immagini, fotografati sott’acqua mentre compiono gesti quotidiani, rappresentano le comunità che nei prossimi decenni perderanno terre, case e mezzi di sostentamento a causa dell’innalzamento del livello del mare. La bellezza dell’ambiente marino si accompagna a una tensione silenziosa: un presagio di perdita imminente.
Il percorso si conclude con The Echo of Our Voices, Chapter Four (2024), realizzato in Giordania su commissione di Intesa Sanpaolo, che ritrae famiglie di rifugiati siriani costrette a vivere in condizioni di sfollamento permanente. In un paesaggio desertico che diventa simbolo della scarsità d’acqua aggravata dal cambiamento climatico, Brandt restituisce immagini di forza collettiva, dignità e speranza, ponendo l’accento sulla resilienza e sul desiderio condiviso di un futuro migliore.
Una piccola sezione della mostra è dedicata al dietro le quinte del lavoro di Nick Brandt, offrendo ai visitatori l’opportunità di entrare nel processo creativo del fotografo e di conoscere la complessità produttiva che sostiene ogni immagine. Attraverso alcune fotografie e ad un contenuto video realizzati durante le fasi di lavoro nei diversi paesi coinvolti, questa sezione permette di comprendere il lavoro e l’impegno necessario a dare forma ad ogni fotografia, dove esseri umani e animali sono stati fotografati allo stesso tempo nella stessa inquadratura. The Day May Break si configura come un appello urgente e silenzioso al tempo stesso: attraverso immagini di straordinaria potenza visiva ed emotiva, Nick Brandt invita a riconoscere una verità spesso ignorata, ovvero che il destino degli esseri umani, degli animali e del pianeta è profondamente e indissolubilmente intrecciato.
La mostra è accompagnata da una serie di eventi e incontri gratuiti, parte del public program #INSIDE, che si svolgerà ogni mercoledì in museo. Mercoledì 18 marzo 2026, giorno di apertura della mostra, alle ore 18.30 presso la sala immersiva del museo una conversazione tra l’artista Nick Brandt e la curatrice Arianna Rinaldo; a seguire, alle ore 19.30, firmacopie del catalogo.
La mostra è aperta al pubblico nei seguenti orari: martedì, giovedì, venerdì, sabato e domenica dalle 9.30 alle 19.30; mercoledì dalle 9.30 alle 20.30; lunedì chiuso (ultimo ingresso 90 minuti prima della chiusura). Biglietti: intero 10 euro; ridotto 8 euro; ridotto speciale 6 euro; ingresso gratuito per under 18 e per tutti la prima domenica del mese. Maggiori info all'800 167619.