Dal 27 febbraio al 7 aprile 2026, il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino ospita un evento espositivo di eccezionale rilievo: per la prima volta in Europa, vengono presentati due capolavori assoluti del tulku Zanabazar, figura leggendaria del XVII secolo che fu al contempo massima autorità spirituale della Mongolia e artista rivoluzionario.
L'iniziativa, nata dalla collaborazione con la Galleria Borghese di Roma e il Museo Nazionale Chinggis Khaan di Ulaanbaatar, offre al pubblico l'opportunità di ammirare opere dal valore estetico e spirituale inestimabile, finora mai uscite dai confini mongoli per approdare nel nostro continente.
Nato nel 1635 e riconosciuto già a quattro anni come leader spirituale, Zanabazar (noto come Sua Santità l’Illuminato) fu il primo Jebtsundamba Khutuktu, la più alta carica religiosa della scuola Gelugpa in Mongolia. Oltre al suo ruolo politico e teologico, fu un innovatore poliedrico, capace di firmare le proprie opere in un’epoca in cui l'anonimato era la norma nell'arte religiosa buddhista.
Le due sculture in bronzo, protagoniste del percorso espositivo, rappresentano l'apice della produzione di Zanabazar:
Questi lavori sono inseriti all'interno della collezione permanente del MAO dedicata all'area himalayana, creando un dialogo diretto con i reperti del monastero tibetano di Densatil, principale fonte d'ispirazione per lo stile scultoreo dell'artista mongolo.
Il progetto non si esaurisce con l'esposizione torinese. Rappresenta invece l'inizio di uno scambio interculturale profondo:
Questa esposizione colma una lacuna storica nelle collezioni occidentali, offrendo uno sguardo inedito su un maestro che ha saputo fondere il sacro con una bellezza plastica universale, capace di parlare al visitatore contemporaneo con un linguaggio di sorprendente modernità.