Mine-Haha è un diario di memorie fittizie che ripercorre la vita di Helene Engel dalla sua primissima infanzia all’adolescenza. A partire dall’omonimo romanzo di Wedekind, lo spettacolo si sviluppa attorno alla formazione di un corpo femminile, mettendo l’accento sulla relazione tra sguardo, corpo ed educazione. In una dimensione espositiva, il corpo di chi è in scena diventa il terreno per indagare i rapporti di potere che corrono tra chi guarda e chi viene guardato, attraverso la messa a tema del ruolo dello spettatore.