I supermercati Borello passano a Unes: futuro incerto per 800 dipendenti

Torino, 09/02/2026.

Si chiude un’epoca per la grande distribuzione torinese. Fiorenzo Borello, fondatore del celebre marchio nato nel 1985, ha annunciato la vendita della totalità delle quote al gruppo lombardo Unes. L’operazione, che dovrebbe concludersi entro giugno 2026, segna il passaggio di una realtà che ha fatto della prossimità e dei prodotti locali il suo marchio di fabbrica.

I numeri di un successo di oltre 40 anni

Partito da Montaldo Torinese, Fiorenzo Borello ha costruito un impero basato su metrature contenute e un forte legame con il territorio. Oggi il gruppo conta:

  • 52 punti vendita capillarmente diffusi;
  • 165 milioni di euro di ricavi annuali;
  • 800 dipendenti, quasi tutti assunti con contratti a tempo indeterminato.

Apprensione tra i lavoratori e i sindacati

Nonostante l’intesa preveda la nascita di una newco dedicata al passaggio di capitali e personale, tra i dipendenti regna l'incertezza. I primi segnali del cambiamento sono già visibili: la piattaforma di rifornimento è passata dallo storico fornitore Pam al gruppo Unes, anticipando di fatto l'integrazione.

I sindacati sono già sul piede di guerra per ottenere garanzie precise:

  1. Mantenimento dei livelli occupazionali: nessuno degli 800 posti di lavoro deve essere a rischio.
  2. Tutela contrattuale: richiesta della conferma dei contratti a tempo indeterminato per tutto il personale.

Il Futuro della rete Borello

Sebbene la vendita sia totale, è possibile che Fiorenzo Borello resti alla guida della catena per una fase di transizione prima del ritiro definitivo. Resta da capire se Unes deciderà di mantenere la formula della "piemontesità" o se la struttura dei piccoli punti vendita verrà stravolta per allinearsi agli standard del gruppo lombardo.

Di Giulia De Sanctis

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