Macbeth e Lady Macbeth, coppia infertile di luce e generatrice d’oscurità, duettano alternando tragedia in prosa e libretto d’Opera immersi in uno spazio sonoro che lascia intuire tutta la modernità della partitura verdiana. Con schiacciante e rivoluzionaria teatralità la musica riesce a dar voce e spessore alle cupe allucinazioni dell’incubo della tragedia. Con questo tema d’un uomo perso tra reale e immaginario, verità e finzione, il drammaturgo inglese e il compositore italiano, rispettivamente nel 1606 e nel 1847, anticipano, con stupefacente forza creativa, le teorie sull’inconscio della psiche umana, le cui tesi, tra soglia del visibile e invisibile, sogno e realtà, daranno vita ad una nuova coscienza dell’umana natura, dal ‘900 ai giorni nostri.