Lo spettacolo mette in scena un dialogo artistico e simbolico tra la Sicilia e il Giappone, rappresentati dai loro vulcani iconici: l'Etna e il Fuji. Ispirandosi alle riflessioni di Fosco Maraini, Zappalà esplora come queste imponenti presenze naturali modellino il carattere, la cultura e la spiritualità dei popoli.
Gli elementi dello spettacolo
L'opera si fonda sull'incontro tra diverse discipline e linguaggi:
- Danza e Musica: Nove danzatori della Compagnia Zappalà Danza interagiscono con i musicisti Munedaiko, specialisti del tamburo tradizionale giapponese (Taiko).
- Paesaggio Sonoro: Le percussioni rituali dei Munedaiko si fondono con le composizioni originali di Giovanni Seminerio.
- Simbologia del Ritmo: Il battito del tamburo richiama il ritmo cardiaco e l'energia vulcanica, creando un rito fisico che unisce corpi e civiltà lontane.
Temi principali
Lo spettacolo indaga i contrasti e le armonie della natura umana e ambientale:
- Dualità: Il confronto tra la "saggezza antica" dell'Etna e l'energia "giovanile e fiera" del Fuji.
- Equilibrio: La tensione tra movimento e immobilità, suono e silenzio, caos ed eruzione rispetto alla quiete rigeneratrice.
- Convivenza Civile: Attraverso il fluire dei corpi e del ritmo, si auspica un'armonia tra i popoli, seguendo l'ideale confuciano di una società lubrificata dalla comprensione reciproca.