Il 2026 si apre al Teatro Concordia di Venaria Reale con un evento di straordinario rilievo culturale. Mercoledì 21 gennaio, l'attore mattatore Ugo Dighero sale sul palco con "Lu Santo Jullare Francesco", un capolavoro di Dario Fo che quest'anno assume un significato profondo.
Lo spettacolo celebra infatti tre ricorrenze fondamentali:
Sotto la regia di Giorgio Gallione, Dighero riprende il linguaggio virtuosistico del grammelot, tipico del celebre Mistero Buffo. La narrazione trasforma la vita del Santo di Assisi in una "giullarata" potente e mai agiografica.
Fo disegna un Francesco "uomo" che si spoglia dei beni materiali per stare con i diseredati, predicando un messaggio di pace a uomini, lupi e uccelli. È la figura del "Giullare di Dio", colui che, seguendo la tradizione medievale, dileggia il potere per restituire dignità agli oppressi.
L'allestimento di Gallione e Dighero non si limita alla ricostruzione storica, ma crea un parallelo civile con l'oggi. Lo spettacolo riflette sulla scelta emblematica di Papa Francesco (il primo a scegliere questo nome nel 2013) e sulla sua sfida riformatrice all'interno di una Chiesa spesso segnata da scandali e corruzione.
Il testo di Fo diventa così uno strumento di analisi contemporanea, richiamando la purezza francescana in un'epoca che il Santo stesso definirebbe vittima dello "sterco del diavolo" (il denaro).
Non è un caso che a dare voce a questo viaggio spirituale sia Ugo Dighero. L'attore, già interprete di Mistero Buffo per anni, ha ricevuto in passato la "benedizione" dello stesso Dario Fo, che lo considerava l'interprete perfetto per la sua scrittura satirica e popolare