Torino, 31/12/2025.
Il 2025 amministrativo del sindaco Stefano Lo Russo si chiude simbolicamente nella notte di Capodanno all’Inalpi Arena, dove il Comune di Torino ha organizzato il concerto di fine anno. Poche ore prima, nel pomeriggio del 30 dicembre, il primo cittadino ha tracciato il bilancio dell’anno durante la tradizionale conferenza stampa di fine anno, tenutasi a Palazzo Civico, nella Sala delle Colonne, chiudendo di fatto una fase e aprendo l’ultimo anno di mandato in vista del 2026.
Secondo Lo Russo, quello appena concluso è stato un anno «soddisfacente», pur nella consapevolezza di un contesto complesso. Un periodo segnato da trasformazioni urbane, da una mobilità sempre meno centrata sull’automobile e dal ritorno delle proteste di piazza, con un clima politico che ha iniziato a scaldarsi in vista delle elezioni comunali della primavera 2027.
Uno dei passaggi più delicati del 2025 è stato lo sgombero del centro sociale Askatasuna, storica realtà di corso Regina Margherita 47, al centro di forti tensioni politiche e istituzionali. L’intervento, disposto dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ha aperto un confronto acceso tra Comune e Governo.
Il sindaco ha chiarito che tra gennaio e febbraio il dossier tornerà sul tavolo dell’Amministrazione, con l’obiettivo di «mantenere una finalità sociale dell’immobile a favore del quartiere Vanchiglia», pur riconoscendo che al momento non ci sono le condizioni per riaprire il dialogo. Per la notte del 31 dicembre, intanto, gli attivisti hanno annunciato una contestazione, contribuendo ad alzare il livello di attenzione sulla sicurezza cittadina.
Lo Russo ha ribadito una linea netta: garantire sempre il diritto democratico di manifestare, distinguendo però in modo radicale tra proteste pacifiche e atti violenti, «che non hanno mai giustificazione». Una posizione che ha incluso anche la difesa della partecipazione al corteo dell’assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli, scelta che ha suscitato critiche sia all’interno della maggioranza sia tra le opposizioni.
Nel bilancio di fine anno, il sindaco ha indicato alcune “pietre miliari” dell’azione amministrativa: il progetto della metro 2 e il nuovo Piano generale regolatore, considerati fondamentali per il futuro assetto della città. Il 2026 dovrà essere anche l’anno della consegna dei progetti legati al PNRR, della prosecuzione degli interventi su strade e verde pubblico e dell’apertura di grandi cantieri di trasformazione urbana, come lo scalo Nizza, l’area ex Gondrand e la Cavallerizza Reale.
Più complesso il capitolo del trasporto pubblico locale, penalizzato dai tagli nazionali. Senza nuove risorse, il rischio resta quello di un aumento delle tariffe Gtt, ipotesi che il Comune continua a voler evitare, auspicando un sostegno aggiuntivo da parte della Regione Piemonte.
Grazie anche all’aumento della tassa di soggiorno, il 2026 si preannuncia come un anno ancora fortemente orientato a turismo e grandi eventi. In calendario ci sono appuntamenti di rilievo internazionale come le Final Four di volley femminile, le Final Eight di basket maschile, l’Eurovolley maschile e, a novembre, le Nitto ATP Finals.
«Dobbiamo far conoscere sempre di più Torino al mondo», ha concluso Lo Russo, sottolineando l’obiettivo di rendere i torinesi più consapevoli e orgogliosi della propria città, in una fase in cui le tensioni convivono con un processo di trasformazione profondo e strutturale.