Torino, 11/12/2025.
A Torino, pochi indirizzi possono vantare una storia lunga e stratificata come quella di Platti 1875, uno dei caffè storici più rappresentativi del panorama piemontese e oggi al traguardo dei 150 anni. Nato nel 1875 come liquoreria “Principe Umberto” e trasformato successivamente dai fratelli Ernesto e Pietro Platti, il locale è diventato un punto di riferimento culturale, sociale ed enogastronomico per generazioni di torinesi.
Situato all’angolo tra corso Vittorio Emanuele II e corso Re Umberto, Platti conserva ancora oggi gli arredi originali in stile Luigi XVI realizzati dalla ditta Valabrega: stucchi, lampadari d’epoca, specchi monumentali e il celebre bancone in legno intarsiato degli anni Venti. Un patrimonio storico che contribuisce a mantenere intatto il fascino del grande caffè europeo.
Nel corso del Novecento, il locale è stato frequentato da studenti, intellettuali e protagonisti della cultura italiana. Tra questi Cesare Pavese, spesso presente per incontrare l’editore Giulio Einaudi, e Luigi Einaudi, futuro Presidente della Repubblica. Anche il senatore Giovanni Agnelli, il fondatore del marchio Lavazza e numerosi imprenditori torinesi consideravano Platti un luogo abituale di ritrovo.
Un episodio storico lega il caffè anche allo sport: il 1º novembre 1897, proprio davanti alle sue vetrine, alcuni studenti del liceo D’Azeglio decisero di fondare quella che diventerà la Juventus FC.
Accanto alla sua eredità culturale, Platti custodisce una forte identità gastronomica. I suoi tramezzini, soffici e preparati ogni giorno con ingredienti freschi, sono diventati un simbolo del locale, così come la Torta Plattina, dolce iconico della casa amato da torinesi e visitatori.
Oggi Platti 1875 continua a essere un punto di riferimento per chi cerca un caffè storico autentico: un luogo dove la tradizione dialoga con il presente e dove ogni dettaglio racconta un secolo e mezzo di vita torinese.
Di Giulia De Sanctis