Il grande vuoto, terzo capitolo della Trilogia del vento (Premio della Critica 2019), arriva a Fonderie Limone con una messinscena commovente e visionaria che fonde narrazione teatrale e linguaggio multimediale. Racconta l’ultimo pezzo di strada di una famiglia destinata a svanire nel vuoto, seguendo il lento dissolversi della madre, ex attrice colpita da malattia neurodegenerativa, che conserva solo il ricordo del suo monologo da Re Lear. Lo svuotarsi del suo cervello si riflette nella casa, popolata di oggetti e memorie. Tra tragedia shakespeariana, video in presa diretta e sorveglianza domestica, la scena osserva l’anziana donna nelle sue azioni quotidiane, solitarie e poetiche. Il lavoro dialoga con Ernaux, Samonà e Annicchiarico, trasformando il dolore e la memoria in un’esperienza di bellezza.