Antonio Latella affronta Riccardo III scegliendo come arma la parola, che diventa seduzione pura: forza che incanta e inganna, ricordandoci che a tradire il paradiso fu l’angelo più bello.
Il regista scava nell’incanto oscuro del testo, in un giardino scenico che diventa luogo di desiderio e inganno, di relazioni pericolose e poteri che si intrecciano. Riccardo, più che verso il trono, lotta contro il femminile, ed è proprio una donna a infliggergli la sconfitta definitiva, affiancata dal Custode, un personaggio inedito che veglia sull’Eden teatrale, difendendone la fragile bellezza.