Alda Merini. Una storia diversa in scena al Tangram Teatro

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Domenica30Novembre2025
Evento terminato

A distanza di anni e con la tenerezza di un’assenza, Ivana Ferri, ha chiamato Lucilla Giagnoni ad interpretare un percorso articolato tra le liriche ed i racconti di vita scritti da Alda Merini in epoche e situazioni diverse.

 “E’ un po’ abusato e logoro il termine “poeta”. Contaminato, speso male, spesso usato in modo non appropriato. Ma a lei, ad Alda Merini piaceva tanto usarlo, ci si identificava al punto che parlava di sé in terza persona del poeta, un plurale maiestatis che faceva tenerezza. Sentirla parlare era un piacere e ci si accorgeva come in lei la poesia fosse non una sovrastruttura ma il suo modo di pensare e di filtrare l’esterno. Si compiaceva di ciò, amava stupire l’interlocutore e spiazzarlo, spesso lo metteva in imbarazzo lasciando emergere la sua parte bambina. Avvolta nelle sue grandi collane, con l’immancabile rossetto e la compagnia fedele di una sigaretta, parlava della vita, dell’amore, del manicomio con una profondità e una semplicità straordinarie. Ci mancano le sue poesie affidate senza calcolo alle grandi case editrici come al passante che gliene chiedeva una. Ci mancano i suoi occhi che avevano attraversato il tunnel dell’Ospedale Psichiatrico e che avevano visto l’altra faccia della nostra società “perfetta”. Si, Alda Merini è stata una poetessa, anzi lei era la “poesia.”

Così Ivana Ferri ricorda la poetessa milanese scomparsa nel 2009, alla quale aveva dedicato anni fa uno spettacolo “Una sottile linea d’ombra”. E in quell’occasione, la Merini, era stata ospite al Tangram Teatro di Torino dove aveva festeggiato i suoi 71 anni incontrando il pubblico e parlando a ruota libera di poesia e del manicomio che portava come una cicatrice indelebile sulla pelle

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