Una performance partecipativa che esplora la violenza nascosta nelle forze produttive del desiderio neoliberista.
Porta alla luce il senso di colpa, l’autopunizione e l’insoddisfazione insiti nelle nuove logiche di produttività e autorealizzazione proprie del capitalismo edonistico.
A metà strada tra una lezione di spinning e una conferenza performativa, lo spettacolo mette in scena un Sisifo contemporaneo, intrappolato in una pedalata senza fine: una performance che si ripete ciclicamente nel tentativo di superare sé stessa.
Tra toni estatici e musica merengue-house, il pubblico viene lentamente sedotto e coinvolto in questa frenesia di autosfruttamento.
Oltre a mettere in luce l’incompatibilità dei ritmi e delle narrazioni neoliberiste con i nostri corpi, la performance suggerisce strategie di resistenza per sottrarci all’inerzia della produttività neoliberista e ai suoi meccanismi di seduzione.