In battuage il sesso diventa l'unico strumento di mediazione tra gli esseri umani. Lo spazio scenico diventa metafora del mondo: piccole abitazioni-orinatoio degradate. Un non-luogo in cui il desiderio sparisce nello sprofondare delle anime dentro se stesse. Qui il desiderio si tramuta in affanno distruttivo ed assume un significato anti-erotico: il suicidio dell'eros.
A guidarci è Salvatore, un anti-eroe, angelo del gocciolio di un mondo ormai prosciugato.
il riflesso dei suoi occhi somiglia a un obitorio per vivi, in attesa di un'estrema liturgia.
Dentro tre riti sull’amore, Battuage è l'ultima stazione: il fondo.
Qui i dispositivi che attraversano l'intero percorso arrivano alla loro forma più nuda.
Il rito non fonda più e non apre più soglie, si rovescia in liturgia profanata e sopravvive come protocollo vuoto.
Il simbolo che apre e attraversa tutto è l'acqua: non mare, ma gocciolio di un interno che perde. Il canto si deforma in insulto, la lingua diventa sputo. La madre ritorna come presenza che trattiene, soffoca, reclama. E' un materno non salvifico che diventa linguaggio: presenza fantasma che possiede il corpo del figlio. Nel fondo di Battuage vivi e morti non si alternano: coesistono fino a confondersi.