''Non vediamo perché non avremmo dovuto...Sporco? Pulito? Aggettivi! Quando mai gli aggettivi hanno fatto la storia!'' Così Angelo Manna introduce la prima edizione de ''L'Inferno della poesia napoletana'', un'antologia che nasce per scherzo, ma che in realtà si ritrova ad essere una collezione di capolavori nascosti d’ogni tempo. Chi, dal 600' ad oggi ha scritto, lo ha fatto per necessità, per destabilizzare, per protestare, Contro i bivalenti, lindi fuori e sozzi dentro, contro i falsi moralisti, gli alto-borghesi nobili decaduti, contro i satiri in cotta nera. Contro l'ipocrisia. In una Napoli un po’ puttana, che non ama più rigettando il proprio spirito di città-mondo. Questo vuole, o almeno prova, ad essere Versi Proibiti: una lotta, fra ipocrisia e autentico naturalismo.