Mix Milano 2021: programma, orari, ospiti e biglietti del festival di Cinema Lgbtq+ e Cultura Queer

Mix Milano 2021: programma, orari, ospiti e biglietti del festival di Cinema Lgbtq+ e Cultura Queer

Cinema Milano Mercoledì 15 settembre 2021

Kiss Me Before It Blows Up

Milano - Da giovedì 16 a domenica 19 settembre 2021, all’insegna del nuovo claim Love Matters, a Milano si alza il sipario sul Mix Festival Internazionale di Cinema Lgbtq+ e Cultura Queer, il più seguito festival italiano dedicato alla migliore cinematografia Lgbtq+ nazionale e internazionale, quest'anno alla trentacinquesima edizione.

Diretto da Paolo Armelli, Andrea Ferrari e Debora Guma, il festival torna in formula ibrida al Piccolo Teatro di Milano (Teatro Strehler e Teatro Studio Melato), per la prima volta nella prestigiosa cornice del cortile di Palazzo Reale, all’interno della Flying Tiger Mix Young Arena, e online, accessibile da tutta Italia, su Nexo+, con un programma di oltre 60 titoli in gara, tantissime anteprime nazionali e internazionali, incontri con artisti, registi, scrittori e musicisti.

Il programma di Mix 2021 si apre con la cerimonia inaugurale condotta da Paolo Camilli (giovedì 16 settembre, ore 20.00, Teatro Strehler), accompagnata dall’intervento del deputato Alessandro Zan e dalla performance di danza dei ballerini del Teatro alla Scala Massimo Garon e Alessandra: momento clou della serata la consegna il premio More Love alla senatrice a vita Liliana Segre, presente con un video. Tra le altre special guest del festival spiccano poi Veronica Pivetti e Francesca Michielin, insignite rispettivamente del titolo di Queen of Comedy (venerdì 17 settembre, ore 22.00, Teatro Strehler) e Queen of Music (domenica 19 settembre, ore 20.30, Teatro Strehler), quest'ultimo durante la cerimonia di chiusura condotta da Ema Stokholma e con ospiti musicali i Melancholia.

Tra gli eventi speciali, la presentazione in anteprima italiana dei primi due episodi di Veneno, l’acclamata serie tv spagnola sulla vita della cantante transgender e personaggio televisivo Cristina Ortiz, meglio nota come La Veneno (domenica 19 settembre, ore 18.00, Teatro Studio Melato), alla presenza in sala dei registi, Javier Calvo e Javier Ambrossi e di una delle protagoniste, l’attrice e modella Lola Rodríguez. Fuori concorso si segnala invece la proiezione del primo film dell’artista Jacopo Milani, il cortometraggio La Discoteca, proiettato alla presenza del regista, delle produttrici e di parte del cast, tra cui Eva Robin’s, Eugenia Del Bue e Pietro Turano (sabato 18 settembre, ore 20.30, Teatro Strehler). La serata, che vede anche una speciale esibizione del collettivo Drama Milano, è condotta da Stephanie Glitter e Pierpaolo Astolfi.

Come di consueto, il cuore del programma del Mix Festival Internazionale di Cinema Lgbtq+ e Cultura Queer è costituito dai tre concorsi internazionali - Lungometraggi, Documentari e Cortometraggi - che portano in gara opere nazionali e internazionali diverse nei temi e nei linguaggi ma tutte unite nel comune denominatore di Love Matters. Tra questi, Trans Lives Matter che raccoglie diversi titoli, fra cui molti brasiliani, paese con il triste primato del maggior numero di persone transgender uccise all’anno, come le due anteprime italiane di Valentina, pluripremiato film d’apertura di Cássio Pereira dos Santos, storia di un coming-of-age di un’adolescente transgender (giovedì 16 settembre dopo la cerimonia di apertura, Teatro Strehler, e il film drammatico e sperimentale di Madiano Marcheti Madalena (domenica 19, ore 16.00, Teatro Strehler), o il cortometraggio Swinguerra del duo di videoartisti Barbara Wagner e Benjamin de Burca (in streaming on demand).

Agli storici riconoscimenti Miglior Lungometraggio (assegnato da una giuria con presidente Juliette Canon, coordinatrice della piattaforma Festival Scope e programmatrice del queer film festival Chéries-Chéris), Miglior Documentario (conferito da una giuria presieduta da Pilar Monsell, pluripremiata regista, artista e ricercatrice spagnola) e Miglior Cortometraggio (attribuito da una giuria composta da giovani universitari rappresentanti il variegato spettro della comunità Lgbtq+), quest’anno si affiancano dei nuovi premi: il Premio per la Miglior Sceneggiatura, a cui partecipano i titoli del concorso Lungometraggi, assegnato da una giuria presieduta dalla scrittrice e giornalista Lidia Ravera; e il premio Mix Queer Shorts to Be, rivolto a cortometraggi in via di sviluppo,conferito da una giuria composta dai direttori artistici dei festival del Southern European Lgbtqia+ Film Festival (Bilbao, Parigi, Salonicco), network nato nel 2020 di cui il MiX è membro fondatore, e il cui riconoscimento consiste in un brano musicale originale della compositrice argentina Camila Fawape.

Come per le ultime edizioni, tutte le proiezioni in presenza e in streaming sono gratuite per le amiche e gli amici del Mix che effettuano il tesseramento all'associazione Mix Milano Aps (costo 15 euro; ridotto 10 euro per under 26) sul sito del festival Mix, dove è anche consultabile il programma dettagliato e aggiornato di tutti gli eventi. Il tesseramento consente di assistere a tutti gli spettacoli in tutte le tre location, incluso lo streaming digitale su Nexo+. Confermata anche la Tessera Sospesa, pratica solidale avviata nel 2020 che, contestualmente all’acquisto della propria tessera, permette di mettere a disposizione una tessera gratuita a chi ne fa domanda all’indirizzo mail del festival.

Concorso Lungometraggi: 14 titoli di cui 8 in anteprima italiana

Accanto alle due anteprime italiane già segnalate, il film d’apertura Valentina e Madalena, in concorso arriva Sublet, il nuovo film del regista israeliano Eytan Fox, che torna al festival con la storia di un giornalista americano che a Tel Aviv riscopre sé stesso grazie all'incontro con un giovane del posto. Swan Song è invece il nuovo film dell’acclamato regista di Another Gay Movie, Todd Stephens, un viaggio dalle note agrodolci con protagonista l’istrionico Udo Kier, attore di culto che ha lavorato con registi del calibro di Andy Warhol, Rainer Werner Fassbinder, Gus Van Sant e Lars Von Trier. Anche il film Aos Nossos Filhos porta la firma di un’affermata cineasta, la attrice e regista portoghese Maria de Medeiros, che porta a Mix 2021 un adattamento di un'opera teatrale sul tema della maternità lesbica. Affronta invece la storia di una paternità omosessuale l’anteprima italiana di The Surrogate dell’americano Jeremy Hersh, ritratto di una famiglia queer che si confronta con lo stesso tipo di domande difficili a cui tutti i potenziali genitori devono rispondere. Sempre dagli Stati Uniti e, sempre in anteprima italiana, arriva l’esilarante commedia autobiografica Potato Dreams of America di Wes Hurley, il creatore dell’acclamata serie Capitol Hill, un divertente melodramma camp che esplora l’infanzia del regista, sceneggiatore e attore di Seattle nato in Russia. Ancora due commedie, sempre in anteprima nazionale, entrambe opere prime, con Kiss Me Before It Blows Up dell’israeliana Shirel Peleg, girato a Tel Aviv all'inizio di quest'anno, che affronta le romantiche disavventure di due donne israeliane di età diversa; e Jump, Darling del canadese Phil Connell, che in questo suo primo lungometraggio ha avuto modo di lavorare con l'attrice premio Oscar Cloris Leachman, recentemente scomparsa, dirigendola in una delle sue ultime interpretazioni. Sempre dal Canada arriva l’anteprima italiana di How to Fix Radios, straordinario primo lungometraggio di Casper Leonard ed Emily Russell, con protagonisti due adolescenti queer che si ritagliano il proprio destino in una comunità rurale nel sud dell'Ontario. Dall’Australia, invece, un altro racconto di formazione in anteprima italiana, My First Summer, debutto al lungometraggio di Katie Found, che affronta magistralmente temi come la dolce esplorazione della libertà, la curiosità giovanile e la perdita dolorosa, con un cast di talenti brillanti tra cui Markella Kavenagh e Maiah Stewardson. Chiudono la selezione del Concorso Lungometraggi, tre opere di genere drammatico, passate in importanti rassegne cinematografiche internazionali: il già citato Feast, un’intrigante decostruzione del famigerato caso Hiv di Groningen, in cui tre uomini iniettarono deliberatamente ad altri sangue infetto da Hiv durante festini a base di sesso; Glück di Henrika Kull, film presentato in anteprima assoluta all’ultima Berlinale, che racconta la storia di un  incontro improbabile e dell’amore  tra due prostitute in un bordello di Berlino; e il pluripremiato Poppy Field del rumeno Eugen Jebeleanu, film di denuncia acclamato in moltissimi festival di cinema internazionali, che testimonia come l’omofobia imperi nei paesi dell’Est europeo, ricordando il valore del cinema nella lotta per i diritti.

Concorso Documentari: 11 titoli di cui 6 in anteprima italiana

I temi sulla ricerca della propria identità e sui diversi percorsi di transizione, quest’anno, sono centrali in molte delle opere del Concorso Documentari. A cominciare da Gabi, Between Ages 8 and 13 di Engeli Broberg, documentario che racconta il percorso di crescita, dagli otto ai tredici anni, del giovane Gabi che ad otto anni preferirebbe essere chiamato con i più interessanti nomi Brad, Mike o Paulo. Dal Messico arriva, invece, l’anteprima italiana di Things We Dare Not Do del regista e direttore della fotografia Bruno Santamaría, che segue il coming out dell’adolescente Arturo, sullo sfondo di un paese profondamente machista e omofobo. Rimanendo in America latina, Limiar, racconto autobiografico della fimmaker brasiliana Coraci Ruiz, che segue la transizione di genere del figlio adolescente, affrontando conflitti, certezze e incertezze che lo pervadono, in una profonda ricerca della sua identità. Il regista belga marocchino Jawad Rhalib, mostra, al contrario, un affresco di storie nel suo The Pink Revolution, un’anteprima italiana che segue le vite di una serie di giovani in paesi dove l'omosessualità viene punita col carcere, la persecuzione e la morte, senza cadere in cliché o stereotipi politico-religiosi. Ancora un’anteprima nazionale con Sediments dello spagnolo Adrián Silvestre, che segue la relazione tra sei donne trans, diversissime tra loro, in viaggio verso un’area rurale della Spagna, esplorando le sfumature fisico-caratteriali di ognuna. Workhorse Queen di Angela Washko è invece un'altra anteprima italiana che esplora l’impatto dei reality show sulle comunità drag nelle piccole città americane, seguendo Ed Popil, manager di un centro di telemarketing che intraprende una carriera a tempo pieno nell'intrattenimento all'età di 47 anni con il suo alter ego drag queen, Mrs. Kasha Davis. L’ultimo gruppo di lavori del Concorso Documentari affronta, sotto vari aspetti, la storia del movimento Lgbtq+ in diversi parti del mondo, come le già segnalate anteprime nazionali di Rebel Dykes e Unapolegetic. Ahead of the Curve dell’americana Jen Rainin traccia la storia della comunità lesbica dagli anni Novanta fino a oggi, attraverso la fondatrice della celebre rivista Deneuve (poi Curve), Frances Stevens, detta Franco, analizzando le questioni della visibilità, dell’eredità alle giovani generazioni e i problemi attuali. Infine, in programma due lavori della filmmaker tedesca Monika Treut, Genderation, film presentato all’ultima Berlinale, e Gendernauts, presentato sempre al festival di Berlino nel 1999, viaggio tra le identità fluide o in transizione, della San Francisco di fine millennio; con il secondo film la regista ritorna ai volti e ai luoghi esplorati vent'anni prima, raccontandone i cambiamenti e le nuove questioni legate all’avanzare dell’età.

Concorso Cortometraggi: 39 titoli di cui 26 in anteprima italiana e 2 in anteprima europea

Anche quest'anno il festival offre una notevole selezione di cortometraggi suddivisi in sette sezioni: New Routes (Nuove Rotte) presenta una selezione di cinque corti che raccontano di giovani donne disponibili a farsi sorprendere dalla vita e dagli incontri inaspettati e pronte cambiare la rotta che loro stesse si erano date; Upstream (Controcorrente) raccoglie, invece, quattro storie di donne che vivono per loro stesse e si impongono con coraggio e determinazione, come l’anteprima italiana  di Origami, cortometraggio proveniente dall’Iran, paese dove i diritti delle donne e delle persone Lgbtq+ sono calpestati e dimenticati sistematicamente; Take That Chance (Corri quel rischio) include cinque mediometraggi che girano il mondo, dal Canada alla Corea del Sud, dalla Polonia a Israele, mostrando le storie di donne che non si fermano di fronte alla prima difficoltà, ma che vivono la vita per scoprirla, cercando di trovare il loro posto nel mondo; Real Life (Storie di vita vissuta) comprende quattro brevi documentari, sulle difficoltà vissute dalle donne e dalle lesbiche in un mondo in continuo mutamento, dove emergono quotidianamente nuove sfide (come il cambiamento climatico), nuovi bisogni e per fortuna anche nuovi diritti. Completano la selezione dei cortometraggi in concorso i lavori inclusi nelle ultime tre sezioni: The Times They Are a’Changing, raccolta di opere che offre uno sguardo su diversi temi di giustizia sociale; Fovever Young che presenta una serie di titoli pensati per un pubblico più giovane, senza compromessi sulla qualità; e Do You Know What I'm Seeing?, sezione con la quale il festival conferma la sua attenzione per le nuove sensibilità e sperimentazioni.

Mix Off: non solo cinema…

Come per le passate edizioni, sempre ricco e variegato il programma degli eventi off del festival, fra cultura, letteratura e arte, che ne sottolineano lo spiccato aspetto interdisciplinare. Si parte con Tutt* Italian* (sabato 18 settembre, ore 16.00, Teatro Studio Melato), un incontro incentrato su persone che, nate da genitori di origine straniera o all’estero, sono italiane al 100%. A raccontare le difficoltà e le opportunità di vivere in un paese come il nostro, la scrittrice Anna Osei, il cantante David Blank e la stilista Betty Concept; modera Florencia Di Stefano-Abichain. A seguire torna il consueto appuntamento con i libri del Mix, che quest’anno si sdoppia. Nel primo incontro, Mix Book Klub: Storie (sabato 18 settembre, ore 17.00, Teatro Studio Melato), vengono esplorati i romanzi che stanno ridefinendo la mappa della letteratura queer italiana: Il primo che passa di Gianluca Nativo; Frenesia di Flavio Nuccitelli; Lo capisce anche un bambino di Mattia Zecca; La stanza dei canarini di Giulia Contini; e Canone Ambiguo di Luca Starita. Nel secondo appuntamento librario, dal titolo Mix Book Klub: Identità (domenica 19 settembre, ore 16.00, Teatro Studio Melato), protagonisti sono quattro libri di saggistica, ognuno secondo il proprio particolare punto di vista, che forniscono un ritratto sfaccettato della comunità Lgbtq+ contemporanea: Questo libro è Trans di Juno Dawnson, tradotto da Florencia Di Stefano-Abichain; Fuori i nomi di Simone Alliva; Architetture del desiderio a cura di Federica Fabbiani; e Grass*. Strategie e pensieri per corpi liberi dalla grassofobia di Elisa Manici. Gli appuntamenti del Mix Off si chiudono con Queering the Social fra attivismo e ironia (domenica 19 settembre, ore 17.00, Teatro Studio Melato), un momento di riflessione sui social, strumento pervasivo e potentissimo - se non a volte pericoloso - della nostra quotidianità con interventi di Pierluca Mariti (@Piuttostoche), Edoardo Zaggia e Alberto Sacco (Rubrichette), Aldo Mastellone, Muriel e Ethan.

Mix Music! & Show

Torna al festival anche il consueto spazio dedicato alla musica, Mix Music!. Ospiti d’eccezione sono i Melancholia che, dopo aver confezionato la sigla Love Matters dell’edizione di quest’anno, salgono sul palco del festival accompagnando l’assegnazione dei premi finali con il loro rock graffiante (domenica 19 settembre, ore 20.30, Teatro Strehler). Mix Music! è la programmazione musicale a cura di Simone Bisantino e Protopapa, già lanciata nella precedente edizione, che anima le notti del festival 2021 non solo sul palco dello Strehler ma anche nell’inedita Flying Tiger Mix Young Arena nel cortile di Palazzo Reale. Durante le quattro giornate Mix Music! ospita l’r&b vellutato di David Blank e le sperimentazioni audio-visive di Nava (venerdì 17 settembre, ore 19.30, Palazzo Reale), il glam-pop elettronico di Sem & Stenn e il pop raffinato di Blue Phelix(sabato 18 settembre, ore 18.30, Palazzo Reale), il reggaeton romantico di Vergo (venerdì 17, ore 22.00, Teatro Strehler).

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