Cultura Milano Martedì 9 gennaio 2018

Novecento Italiano: a Milano un palinsesto di mostre ed eventi lungo tutto il 2018

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Milano - Lungo tutto il corso del 2018, Milano dedica un palinsesto alle espressioni artistiche e sociali che hanno animato il Novecento in Italia. La cultura del secolo appena trascorso ha infatti segnato profondamente il nostro paese e in particolare la città di Milano, dove hanno preso vita e si sono sviluppati linguaggi nuovi e destinati a influenzare il pensiero creativo in tutto il mondo: dall’arte alla moda, dal design all’architettura, dalla musica alla letteratura, dal teatro al cinema. Il programma di Novecento Italiano intreccia la proposta culturale della città, da gennaio a dicembre 2018, con un calendario di già oltre 150 tra mostre, spettacoli, conferenze, concerti, proiezioni, performance.

È dal palcoscenico che si inaugura il Novecento Italiano, proponendo la messa in scena di tre testi significativi del teatro novecentesco in tre diverse sale milanesi: Il sindaco di Rione Sanità di Eduardo De Filippo al Piccolo Teatro Grassi (dal 9 al 28 gennaio), Le Sorelle Materassi di Aldo Palazzeschi al Franco Parenti (dal 9 al 21 gennaio) e L’angelo dell’informazione di Alberto Moravia al Teatro Out Off (dal 9 gennaio al 4 febbraio).

E ancora molta letteratura del Novecento prende vita nei teatri milanesi, rievocando storie tragiche del secolo scorso - come Primo, testimonianza scenica sulla vita di Primo Levi tratta dal suo Se questo è un uomo al Pacta Salone (dal 30 gennaio al 4 febbraio), o Matilde, che al Piccolo Teatro Studio porta in scena il non-eroismo femminile che si oppose al nazifascismo (dal 24 al 28 gennaio) - o ricordando personaggi chiave del ‘900, come Mario Carrara, docente e padre della medicina legale italiana che si rifiutò di giurare fedeltà al fascismo - Il giuramento al Teatro Menotti (dal 20 al 25 febbraio).

Tanti anche gli anniversari che, all’interno del cartellone di Novecento Italiano, vengono ricordati o celebrati con mostre, spettacoli e concerti. Per il centenario della fine della Prima Guerra Mondiale, Palazzo Morando|Costume Moda Immagine allestisce una mostra documentale che illustra il ruolo nevralgico di Milano durante la Grande Guerra (dal 15 marzo al 15 luglio), mentre la Biblioteca Sormani ripercorre il 1918 attraverso la lente dell’arte e della letteratura (dal 7 novembre al 31 dicembre).

Sono invece cinquanta gli anni che ci separano dal ’68, l’anno delle contestazioni studentesche che in tutto il mondo ha segnato una svolta nei costumi, nella società e nell’industria culturale: la Fondazione Feltrinelli lo racconta pescando dai propri archivi con la mostra '68, Stagione Ribelle (dal 15 settembre al 30 ottobre), mentre la Biblioteca Sormani espone una selezione di riviste, vinili, spartiti e documenti che conservano ancora vivide le tracce di quel cambiamento mentre era in atto nella mostra Milano68 (dal 15 maggio al 14 luglio). Il quarantennale dalla morte di Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci, uccisi al Casoretto nel 1978, viene commemorato al Teatro Elfo Puccini con Viva l’Italia. Le morti di Fausto e Iaio, spettacolo che dal suo debutto nel 2013 continua a commuovere migliaia di spettatori (dal 22 febbraio al 18 marzo).

Era il 1938 quando Ernesto Treccani fondava la rivista Corrente di Vita Giovanile, soppressa dalla censura nel 1940. A ottant’anni da allora, e a quaranta dalla nascita della Fondazione Corrente che conserva la memoria e promuove la conoscenza di quel periodo di grande rinnovamento culturale, due mostre celebrano il movimento di Corrente: una presso la stessa Fondazione Corrente, che mette in mostra i suoi quarant'anni di storia documentando un’intensa stagione della vita culturale milanese (dal 19 settembre al 19 ottobre); l’altra presso il Museo del Novecento dove, in collaborazione con Castello Sforzesco, Casa Museo Boschi Di Stefano e Biblioteca Sormani, si ripercorre l’avventura di questo importante movimento dal suo primo apparire (da novembre 2018 a marzo 2019).

La musica, protagonista nel Novecento di un grande cambiamento - nel contenuto, nel tono e nel linguaggio -, è rappresentata nel calendario del Novecento Italiano di Milano da una serie di appuntamenti: dalla Stagione Sinfonica dell’Orchestra Verdi, che dedica molte esecuzioni a compositori emblematici del Novecento come Ottorino Respighi e Niccolò Castiglioni, a Quello che non ho, spettacolo che il Teatro degli Arcimboldi dedica a Fabrizio De André e a Pier Paolo Pasolini (dal 22 al 25 febbraio); dal progetto sperimentale di Divertimento Ensemble, completamente dedicato al ‘900 Italiano e ospitato al Museo del Novecento, ai concerti della stagione di musica contemporanea al Teatro Elfo Puccini, con due programmi dell’ensemble Sentieri Selvaggi dedicati alle figure di Fausto Romitelli e Armando Gentilucci.

L’architettura e soprattutto il design sono stati senza dubbio linguaggi espressivi qualificanti della forma estetica e culturale del ‘900. Per questo il programma di Novecento Italiano propone nel corso dell’anno ben quattro personali dedicate ad alcuni dei suoi protagonisti: alla Triennale di Milano l'appuntamento è con Ettore Sottsass (fino all'11 marzo 2018) e Achille Castiglioni (dal 13 settembre 2018 al 13 gennaio 2019), al Pac - Padiglione d'Arte Contemporanea con Vittorio Gregotti (fino all'11 febbraio 2018) ed Enzo Mari (dal 18 dicembre 2018 al 10 febbraio 2019).

Secolo denso, innovativo, veloce ed eclettico, il Novecento italiano ha anche sparigliato le carte nelle divisioni tradizionali tra le arti e reso ancora più sottile il confine non solo tra architettura e design, ma anche tra pittura e moda, scultura e fotografia, performance e teatro. Ecco allora che il programma di Novecento Italiano propone una serie di esposizioni che, ciascuna per un tratto, sono in grado di raccontare il panorama artistico e culturale del ventesimo secolo affrescando un paesaggio ricco di suggestioni. Alcune mostre fondamentali per comprendere l’arte del Novecento italiano sono già aperte al pubblico - come Lucio Fontana - Ambienti/Environments all’Hangar Bicocca (fino al 25 febbraio) e Strehler tra Goldoni e Mozart a Palazzo Reale (fino al 4 febbraio) - ma altre ancora saranno allestite in corso d’anno: come Giosetta Fioroni - Viaggio Sentimentale (dal 6 aprile al 26 agosto) e Margherita Sarfatti (dal 21 settembre 2018 al 24 febbraio 2019), due grandi personalità che saranno entrambe ritratte nelle sale del Museo del Novecento; le signore dell’alta società del primo ‘900 sono invece raffigurate alla Gam in una mostra dedicata a Giovanni Boldini, in dialogo con la collezione della Galleria (dal 16 marzo al 17 giugno); mentre le opere divisioniste, e poi futuriste e poi metafisiche, di Carlo Carrà potranno essere ammirate a Palazzo Reale (dal 4 ottobre 2018 al 3 febbraio 2019).

La grafica ha la sua rappresentazione nella mostra Segno, forma e colore del Novecento italiano al Castello Sforzesco, con opere dei più celebri maestri del secolo, da Boccioni a Pistoletto (dal 23 marzo al 22 luglio), mentre l’arte concettuale di Mario Merz con i suoi igloo trova spazio all’Hangar Bicocca (dal 25 ottobre 2018 al 24 febbraio 2019). Linguaggi più vicini al contemporaneo anche per la mostra Non ti abbandonerò mai di Franco Mazzucchelli che espone al Museo del Novecento la propria produzione artistica di grandi gonfiabili in PVC degli anni Sessanta e Settanta (dal primo marzo al 3 giugno). Con la mostra Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918-1943, infine, Fondazione Prada attraversa tutto il panorama artistico e culturale italiano tra le due guerre, in corrispondenza con la nascita, l’affermazione e la caduta del Fascismo (dal 18 febbraio al 25 giugno).

Il Novecento è stato anche il secolo dell’affermazione internazionale del made in Italy nella moda. Ai primi del ‘900 in Italia l’unico riferimento di stile era infatti Parigi, ma grazie alla pioneristica attività di alcune ormai leggendarie figure - come Rosa Genoni, alla quale vengono dedicati una mostra e un convegno all’Archivio di Stato di Milano (dal 13 gennaio al 24 marzo) e lo spettacolo teatrale Rosa Genoni e l'invenzione del made in Italy allo Spazio Banterle (dal 2 al 4 febbraio) - il mito della moda italiana comincia a farsi strada dentro e fuori dai nostri confini. Outfit ‘900 a Palazzo Morando (fino al 4 novembre 2018) racconta questo percorso, partendo appunto da alcuni abiti dell’alta moda francese di inizio secolo, passando per il lavoro di importanti sartorie italiane, fino alla consacrazione dello stile italiano in tutto il mondo. Anche l’Associazione Camera della Moda, che dal 1958 promuove e coordina lo sviluppo della moda italiana, interviene a celebrare l’ascesa compiuta nel secolo scorso con la mostra Italiana: l'Italia vista dalla moda 1971-2001 a Palazzo Reale, che racconta l’Italia vista dalla moda in un tempo ricco di relazioni e scambi tra gli esponenti di quella generazione italiana di artisti, architetti, designer e intellettuali che ha impostato le rotte della cultura internazionale.

«Il programma di Novecento Italiano è stato pensato per proporre riflessioni e approfondimenti su questo secolo ricco e complesso che ha contribuito in maniera determinante alla costruzione del nostro presente», commenta l’assessore alla Cultura del Comune di Milano Filippo Del Corno. «Un contributo così imponente, soprattutto in termini culturali, da rendere necessario un omaggio che attraversi linguaggi e discipline differenti ed esplori i segni e le opere fondamentali dell’intero periodo». Per contribuire al palinsesto di Novecento Italiano con nuove iniziative si può inoltrare la propria proposta a c.novecentoitaliano@comune.milano.it: la call è sempre aperta.

Non solo Milano però: il palinsesto trova a Cremona un programma parallelo di iniziative dedicate in particolare ai grandi personaggi ed eventi che hanno fatto la storia della città e del paese: don Primo Mazzolari, Mina e il Premio Cremona. La sinergia tra Milano e Cremona - cominciata grazie alla collaborazione tra la mostra Dentro Caravaggio in corso a Palazzo Reale e la mostra Il Genovesino in corso alla Pinacoteca di Cremona - prosegue e si amplia: concentrando la programmazione culturale sul secolo scorso, Cremona si collega così al capoluogo di regione per l’ampliamento del cartellone e la promozione delle molte iniziative.

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