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Giovedì primo febbraio 2024, alle ore 10.30, presso la Sala Verdi del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano (via Conservatorio 12), nell'ambito degli eventi milanesi per la Giornata della Memoria 2024, è in programma il concerto Lo swing di Ezio e Renato Levi: storie di musica durante la Shoah, a cura della Verdi Jazz Orchestra con la direzione di Pino Jodice; presenta Luca Bragalini.
Il concerto è dedicato alla memoria di due artisti italiani, la cui storia è stata soltanto recentemente scoperta dal docente di storia della musica jazz, Luca Bragalini. Il primo è Ezio Levi: costretto a lasciare Milano a causa della promulgazione delle leggi razziali, ripara prima negli Stati Uniti e poi in Perù, a Lima. La traversata atlantica coincide con la fine del suo sogno di diventare musicista. Prima di lasciare Milano nel 1938 Ezio aveva firmato diversi articoli sul jazz su varie testate anche internazionali; aveva fondato una delle sale del prestigioso Campari della Galleria Vittorio Emanuele, il Circolo Jazz Hot Milano, uno dei primi jazz club d’Italia; aveva composto e dato veste discografica ad alcune squisite pagine di jazz; aveva scritto musiche per cortometraggi e aveva pubblicato il primo libro autorevole sul jazz pubblicato in Italia, Introduzione alla vera musica jazz.
Legato a Ezio Levi c'è il più maturo Renato Levi, una figura del tutto oscura: proprietario di un negozio di dischi situato di fianco alla Scala, in via Verdi, nei bui anni del fascismo importava jazz dando la possibilità a giovani musicisti e critici di conoscere la musica sincopata americana. Editore e direttore del primo mensile italiano dedicato alla discografia, concedeva un significativo spazio proprio al jazz di cui scriveva con grande competenza. Dalla metà degli anni Trenta invitò anche Ezio Levi a scrivere sul suo Il Disco, ma soprattutto pubblicò a proprie spese il già citato libro sul jazz del giovane amico. Gli scavi di Bragalini hanno chiarito che Renato Levi fu arrestato nel dicembre 1943, partì dal famigerato Binario 21 della Stazione Centrale di Milano per Auschwitz, dove trovò la morte nel gennaio del 1944.
In un anno di indagini Bragalini è riuscito a trovare e a contattare i discendenti dei due Levi sparsi per il mondo: le loro testimonianze hanno arricchito la documentazione con notizie di prima mano. Quasi venti persone, figli e nipoti dei due, lasciano l’Inghilterra, l’Australia, la Svizzera e alcune regioni d’Italia per essere in Sala Verdi giovedì primo febbraio. In quell’ occasione la Verdi Jazz Orchestra esegue alcune pagine di Ezio Levi, ma non manca dediche musicali a Renato Levi, tra le quali una composizione scritta per l’occasione da Pino Jodice. La musica si alterna alla narrazione di Luca Bragalini, che racconta della sua avventurosa investigazione.
Il concerto è a ingresso gratuito previa iscrizione on line, fino a esaurimento posti.