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Andrea Pezzi Foundation (APF) annuncia la sesta edizione del Festival dell’Umano, l’appuntamento annuale dedicato alla riflessione sull’essere umano e sulle grandi domande del nostro tempo. L’edizione 2026 è dedicata al tema Libertà, un percorso collettivo che invita relatori e partecipanti a interrogarsi sul significato più profondo della libertà nell’epoca della trasformazione digitale, delle nuove tecnologie e dei profondi cambiamenti sociali e culturali.
L’edizione 2026 si svolge sabato 10 ottobre 2026 presso la Sala Agnesi, negli uffici Mint (Ripa di Porta Ticinese, 113) dalle 10 alle 18 ed è articolata in sei atti, ciascuno dedicato a una diversa dimensione della libertà. Tra le 13 e le 14 è previsto un momento conviviale con pranzo offerto ai partecipanti, curato dal catering di Filippo Pietrasanta, che accompagna nuovamente il Festival dopo l’esperienza della scorsa edizione.
Promosso da Andrea Pezzi Foundation, il Festival nasce dalla volontà di costruire un patrimonio culturale condiviso fondato sui valori dell’umanesimo perenne e sull’idea che esista un discorso universale che attraversa la storia dell’umanità e che i grandi uomini e le grandi donne del passato hanno colto e messo in pratica.
Da sei anni il Festival dell’Umano rappresenta un’agorà contemporanea aperta al confronto tra prospettive differenti, uno spazio in cui filosofi, psicologi, manager, imprenditori, studenti, ricercatori, artisti e cittadini, di generazioni e provenienze diverse, si incontrano per riflettere insieme su questioni fondamentali: che cosa significa essere umani? Qual è il rapporto tra individuo e società? Quale senso attribuiamo alla nostra esistenza?
Non un convegno tradizionale, ma un’esperienza partecipativa in cui relatori e pubblico, accomunati dal desiderio di comprendere e riflettere insieme su cosa significa essere umani oggi, sono accolti presso la Sala Agnesi, negli uffici Mint e prendono parte a un dibattito che si sviluppa dal basso, moderato da Andrea Pezzi, con relatori d’eccellenza, a partire dalle domande e non dalle risposte.
Dopo il successo dell’edizione 2025, dedicata al tema Intelligenza, che ha registrato 331.970 visualizzazioni complessive in streaming attraverso i canali della Fondazione e del media partner Corriere della Sera e ha coinvolto 100 partecipanti selezionati in presenza tra oltre 1.000 candidature, il Festival torna a consolidarsi come uno degli appuntamenti più originali nel panorama culturale italiano dedicato al dialogo tra sapere umanistico, innovazione e partecipazione civile.
Il Festival gioca a togliere: ogni atto rimuove uno strato della libertà per avvicinarsi progressivamente alla sua essenza.
Si parte dalla libertà politica, interrogandosi sul rapporto tra geopolitica, intelligenza artificiale, moneta digitale e democrazia. Si prosegue con la libertà sociale, esplorando temi come i diritti, i doveri, la libertà di parola, di educazione, di religione e il diritto alla coscienza, al testamento biologico, a restare offline. Il terzo atto è dedicato alla libertà individuale, riflettendo sui limiti e sulle possibilità di scelta all’interno delle condizioni che caratterizzano ogni esistenza umana: siamo nati in un corpo, in una famiglia, in un tempo storico che non abbiamo scelto. Il quarto atto affronta la libertà creativa, intesa come capacità di trasformare il reale e portare sé stessi nel mondo attraverso l’espressione e l’immaginazione. Segue la libertà interiore, il percorso di conoscenza di sé che consente di liberarsi dai condizionamenti e dalle opinioni dominanti. Infine, il Festival si conclude con la libertà spirituale, una riflessione sul rapporto tra essere umano, senso, legge, trascendenza e fondamento dell’esistenza.
Ciascuno dei sei atti è introdotto da un’opera selezionata in relazione alla specifica forma di libertà affrontata e presentato dal professor Alessandro Rossi, che accompagna il pubblico nell’apertura di ogni momento di riflessione.
Nel corso delle sue cinque edizioni precedenti, il Festival ha ospitato alcune delle voci più autorevoli del panorama culturale, scientifico e sociale italiano e internazionale, tra cui Marta Cartabia, Lorenzo Cremonesi, Claudio Longhi, Barbara Carfagna, Nico Acampora, Don Gino Rigoldi, Irene Pepperberg, Fabio Viale ed Enrico dal Buono.
Anche il 2026 vedrà la partecipazione di personalità provenienti da ambiti differenti, chiamate a contribuire a un confronto aperto e multidisciplinare. Tra gli ospiti confermati per tale edizione figurano Daniel Zaccaro, Don Claudio Burgio e Federico Quaranta.
La partecipazione in presenza è riservata a un numero selezionato di candidati. Per presentare la propria candidatura è necessario compilare un questionario che verrà pubblicato sul sito della Fondazione (andreapezzifoundation.org). Le candidature sono valutate dal team organizzativo e, al termine della selezione, ciascun candidato riceve una comunicazione di conferma o meno della propria partecipazione.
L’evento è trasmesso in diretta streaming sui social della Fondazione (andreapezzifoundat
L’edizione 2026 si svolge con il patrocinio del Comune di Milano.
Tra gli sponsor figura Fondazione Amplifon.
Sono inoltre partner culturali del Festival Piano C Milano e l’Associazione Italiana di Psicologia Psicosomatica (AIPP), che contribuiranno ad arricchire il dialogo interdisciplinare che da sempre caratterizza il Festival dell’Umano.