Coronavirus Liguria, Toti: «Rt a 1, saremmo in zona gialla». Savonese rischia zona rossa - Genova

Coronavirus Liguria, Toti: «Rt a 1, saremmo in zona gialla». Savonese rischia zona rossa

Attualità Genova Venerdì 26 marzo 2021

Giovanni Toti
© facebook.com/giovatoti

Genova - La Liguria resterà in zona arancione anche la prossima settimana, prima del passaggio in zona rossa nel weekend di Pasqua 2021 (tutta Italia). Alla luce dei dati che emergeranno venerdì 26 marzo dal monitoraggio Iss-ministero della Salute, e in base al quale il ministro Speranza emetterà le ordinanze che determinano eventuali cambi di colore delle regioni, nessun rischio di passare in zona rossa per la Liguria.

"Secondo i dati dell'ultimo report, che illustreremo nel dettaglio venerdì 26 marzo - dice il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti -, la Liguria sarebbe l'unica regione del Nord Italia in fascia gialla, con RT a 1 e con scenario di rischio basso: non lo siamo per il decreto Draghi che congela la zona gialla fino al termine delle vacanze pasquali, ma il dato è comunque confortante. La provincia dove si registra il più alto numero di contagi è la provincia di Savona che, come è stato nelle settimane scorse nell'imperiese, oggi ha un'incidenza superiore alla media regionale. Abbiamo cominciato oggi (25 marzo, ndr.) valutazioni su eventuali provvedimenti restrittivi: siamo ancora in area discrezionale, non abbiamo toccato i livelli raggiunti a Ventimiglia e Sanremo un mese fa. Quando intervenimmo sul ponente eravamo in fascia gialla, oggi siamo in fascia arancione ed è già prevista la chiusura delle scuole per le vacanze pasquali. Metteremo in atto tutte le misure locali di controllo possibili, ma allo stato attuale i dati non chiedono ulteriori misure restrittive".

"Il cluster ospedaliero di Lavagna pone problemi importanti - prosegue Toti - Non è facile utilizzare personale non vaccinato su mansioni non a rischio contagio: non sapremmo come impiegare infermieri e oss, e come noto non largheggiamo in quelle figure professionali. Ne ho parlato a lungo ieri con il ministro Speranza, che mi ha detto che all'interno del governo c'è una riflessione in corso sull'obbligatorietà per talune categorie, soprattutto ospedaliere. Alla luce della necessità di proteggere i cittadini potrebbero esserci i presupposti legali e politici, ma chiaramente serve una legge nazionale perché rischiamo il caos nei nostri ospedali".

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