Liguria: via al servizio da asporto dal 27 aprile. Cosa dice l'ordinanza e misure - Genova

Liguria: via al servizio da asporto dal 27 aprile. Cosa dice l'ordinanza e misure

Food Genova Lunedì 27 aprile 2020

di A.S.
© Pixabay

Genova - «Sì al servizio take-away per attività commerciali e artigianali da lunedì 27 aprile». Lo conferma l’assessore regionale allo Sviluppo economico Andrea Benveduti, a seguito dell’ordinanza n.22 del 26 aprile 2020 firmata dal presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, che anticipa di una settimana le disposizioni del Governo (servizio d'asporto consentito in tutta Italia dal 4 maggio). Come ha confermato Toti: l'ordinanza regionale è valida e viene applicata. Questa estensione vale, quindi, fino al 3 maggio 2020 compreso. Il take-away, in Liguria, si aggiunge così al delivery, già sperimentato da tempo. I ristoratori liguri e genovesi si stanno attrezzando.

Nello specifico, attività come bar, ristoranti, pizzerie e pasticcerie lungo il territorio ligure, a partire dal 27 aprile, oltre al servizio della consegna a domicilio, possono consentire ai clienti il ritiro dei prodotti ordinati presso i locali dell’impresa, nel rispetto di alcune modalità che consentano di evitare gli assembramenti e seguendo le misure di sicurezza. Nel dettaglio, dice l'ordinanza riguardo l'asporto:

  • I clienti devono, ove possibile, ordinare i prodotti on-line o per via telefonica;
  • Gli ingressi per il ritiro dei prodotti ordinati devono avvenire per appuntamenti dilazionati nel tempo;
  • Nel locale deve esser consentita la presenza di un solo cliente alla volta, assicurando che permanga il tempo strettamente necessario alla consegna e al pagamento della merce;
  • Tuttavia, i sindaci possono "superare" questa ordinanza della Regione Liguria. Il sindaco di Imperia, Claudio Scajola, ha deciso di non applicarla, seguendo i dettami del Governo.

Per effettuare il servizio d’asporto, anche a Genova e in Liguria, deve essere garantito il rispetto delle misure di prevenzione prescritte dall’allegato 5 del Dpcm 10 aprile 2020 previste per gli esercizi commerciali di vendita e generi alimentari, tra le quali si segnalano il rispetto delle norme igienico-sanitarie per l’attività di confezionamento, il mantenimento della distanza di un metro di sicurezza interpersonale nei luoghi di lavoro e che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni.

«La nuova organizzazione della vita dei cittadini, che studiano e lavorano da casa, ha comportato un fortissimo aumento della domanda di cibi cucinati o pronti da consumare a domicilio. Una richiesta che, vista l’alta domanda, talvolta non è stata esaudita, andando ad impattare negativamente sui guadagni delle attività commerciali e non soddisfacendo le necessità dei cittadini, costretti così a recarsi più spesso a fare la spesa. Con questa ordinanza rispondiamo a un’esigenza duplice, in linea con le misure di sicurezza e con la tutela della salute dei lavoratori e dei consumatori», dice Benveduti.

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