Il Barbiere di Siviglia torna al Carlo Felice: «L'opera pop per eccellenza» - Genova

Il Barbiere di Siviglia torna al Carlo Felice: «L'opera pop per eccellenza»

Teatro Genova Teatro Carlo Felice Lunedì 13 gennaio 2020

Figaro
© Marcello Orselli

Genova - «È il manuale dell'opera buffa per eccellenza, un capolavoro di rara genialità che sa mescolare amore, inganno, astuzia e intelligenza dal primo all'ultimo atto. Spesso il teatro tende a spaventare i giovani, ma è un'esperienza che può essere vissuta anche come intrattenimento. Con Il Barbiere di Siviglia di Giacchino Rossini siamo di fronte all'opera pop per definizione. Ognuno deve vederla almeno una volta nella vita». A dirlo è Alvise Casellati, il direttore dell'orchestra che da mercoledì 15 a martedì 21 gennaio 2020 porta Il Barbiere di Siviglia al Carlo Felice. Un ritorno a Genova non solo del capolavoro di Rossini, ma anche del direttore d'orchestra Alvise Casellati: «Ho già diretto Il Barbiere di Siviglia nel 2014. Per me tornare a dirigere questo spettacolo è una grande emozione

Un tesoro del patrimonio operistico nazionale, che però alla prima assoluta al Teatro Argentina di Roma il 20 febbraio 1816, non fu immediatamente apprezzata. Subito dopo il debutto disastroso, infatti, Giacchino Rossini, scrisse alla madre: «Le meraviglie della mia opera sono state disprezzate. Pensavo che il pubblico uscisse dal teatro felice e contento. Ma così non è stato». Tuttavia, il fiasco iniziale duro ben poco: già a partire dalla seconda recita,il Barbiere iniziò a trionfare, diventando col tempo il simbolo stesso del Rossini comico e, forse, dell’opera buffa italiana in generale.

Al Barbiere hanno messo mano un po' tutti, e spesso si è trattato di una mano che ha calcato gli aspetti comici del libretto di Cesare Sterbini tratto dall’omonima commedia di Beaumarchais. Alla tentazione della volgarità comica a tutti i costi non hanno ceduto Filippo Crivelli, Lele Luzzati e Santuzza Calì, rispettivamente regista, scenografo e costumista dell’allestimento del Teatro San Carlo di Napoli, che il Teatro Carlo Felice ripropone oggi non solo perché si tratta di uno spettacolo storico, di un Barbiere all’italiana, ma anche per rendere omaggio a un grande artista genovese, Lele Luzzati.

A dirigere l’Orchestra e il Coro del Teatro Carlo Felice, preparato da Francesco Aliberti, Alvise Casellati, che per il Barbiere ha una particolare predilezione. Protagonista sarà un cast di specialisti rossiniani: Alessando Luongo, Daniele Terenzi e Sundet Baigozhin (Figaro), Annalisa Stroppa e Paola Gardina (Rosina), René Barbera e Francesco Marsiglia (Il Conte di Almaviva), Paolo Bordogna e Misha Kiria (Don Bartolo), Giorgio Giuseppini e Gabriele Sagona (Don Basilio), Simona Di Capua (Berta), Roberto Maietta (Fiorello/Un Ufficiale). Le luci sono di Luciano Novelli, il Maestro ai recitativi è Sirio Restani. Un contributo fondamentale alla ripresa dell’allestimento originale danno Marco Castagnoli (assistente alla regia) e Paola Tosti (Assistente ai costumi).

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