Attualità Genova Lunedì 12 agosto 2019

Maggiordomo di quartiere a Genova: proroga fino a settembre. «In tutta la regione»

© facebook.com/ila.cavo

Genova - Prosegue fino al 7 settembre in piazzetta Luccoli, nel centro storico di Genova, il servizio del Maggiordomo di quartiere, avviato l’8 giugno scorso nell’ambito del progetto dal welfare aziendale al welfare territoriale, finanziato da Regione Liguria (assessorati alle Pari Opportunità e alle Politiche sociali) attraverso risorse del Dipartimento nazionale per le Pari Opportunità e realizzato con i partner operativi Confindustria Liguria e Confesercenti Genova (ente capofila) e con la collaborazione del Comune di Genova. Il progetto, sulla falsa riga del Maggiordomo in piazza Palermo (a cura di Agorà), sta avendo un buon successo.

Confindustria ha siglato la proroga di un mese, dal 10 agosto fino al 7 settembre 2019, con il Consorzio sociale Agorà, gestore del servizio con due persone nell’edicola di piazzetta Luccoli che anche nel mese di agosto e fino ai primi di settembre rimangono a disposizione delle attività commerciali e dei cittadini della zona per commissioni, consegne, piccole manutenzioni e cortesie di vicinato ogni giorno dal lunedì al sabato dalle 9 alle 13.30 e dalle 14 alle 18.30 (il sabato fino alle ore 18).

Nelle prime otto settimane di attività, il servizio è rimasto attivo per 600 ore e 50 giornate, raccogliendo o consegnando 79 pacchi o buste a residenti o commercianti, effettuando 56 interventi di manutenzione o supporto alle esigenze di chi abita o lavora tra via Luccoli e Vico Casana, ricevendo 440 richieste di informazioni. Inoltre, si è registrata una media di 21 anziani che ogni giorno si sono rivolti al Maggiordomo per piccoli aiuti o anche chiedendo semplicemente un momento di ascolto.

Tra le attività maggiormente apprezzate, il ricevimento di pacchi e la consegna agli esercizi di zona e a domicilio (almeno 6 o 7 pacchi al giorno), i consigli e gli aiuti per piccole manutenzioni domestiche, il pagamento di bollettini ed il ricevimento della posta, il monitoraggio degli anziani con la consegna della spesa o dei farmaci a domicilio per coloro che hanno problemi di mobilità, il ritiro delle ricette, l’aiuto nella lettura delle bollette, il monitoraggio di case e di uffici durante le vacanze, la cura di piante o piccoli animali domestici, le informazioni sulla vita di quartiere (offerte, feste, eventi), l’aiuto per trovare badanti, colf, babysitter e così via.

«La prosecuzione dell'esperimento genovese - aggiunge l’assessore Cavo - è la dimostrazione di quanto questo progetto sta funzionando. È un progetto in cui crediamo, come giunta regionale, perché aiuta la conciliazione vita lavoro e restituisce un senso di comunità, ascoltando le esigenze di tutti e recuperando le pratiche di buon vicinato spesso perdute. Ci crediamo talmente tanto da aver deciso di stanziare un milione di euro del Fondo sociale europeo (asse inclusione sociale) per estenderlo a tutta la regione. Sono certa che, il prossimo autunno, i territori, le associazioni del terzo settore e datoriali insieme agli enti locali, sull'esempio di quanto accaduto a Genova, parteciperanno al bando presentando buoni progetti per portare questa esperienza in tutta la regione, nelle zone che ne avranno più necessità».

«Questi dati confermano il successo dell’iniziativa - commentano gli assessori regionali alle Pari Opportunità Ilaria Cavo e alle Politiche sociali Sonia Viale - il cui principale obiettivo è quello di favorire la conciliazione tra vita privata e lavoro. Oggi, residenti e commercianti considerano il Maggiordomo come una risorsa e un’opportunità, tanto che persone residenti in altri quartieri hanno chiesto di estendere il servizio anche nella loro zona».

L’assessore alle Politiche sociali Sonia Viale sottolinea «la funzione sociale e di ascolto svolta dal Maggiordomo di quartiere soprattutto nei confronti delle persone anziane, più fragili e spesso sole che spesso hanno bisogno di un piccolo aiuto per le faccende quotidiane, dal cambiare una lampadina in casa al recapito di pacchi, bollette o farmaci a domicilio mentre alcune volte hanno bisogno di essere ascoltati, di raccontare esperienze e aneddoti della propria vita. Non solo: i contatti e le richieste al Maggiordomo sono aumentate di giorno in giorno con efficacia e celerità, sintomo che l’organizzazione del servizio ha funzionato con una reale integrazione tra il pubblico e il privato».

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