Portofino, arriva il cestino che raccoglie plastica in mare. Come funziona - Genova

Portofino, arriva il cestino che raccoglie plastica in mare. Come funziona

Attualità Genova Domenica 5 maggio 2019

Cestino SeaBin
© Fabio Liguori

Genova - «Un grande evento green finalizzato all'Ambiente e alla tutela del mare. L'immersione del Seabin a Portofino è tutto questo - dice Giancarlo Linari, Direttore Generale della Portofino Servizi Turistici - e rappresenta un ulteriore elemento di continuità nella nostra scelta di rispetto del territorio nel quale svolgiamo attività. Un piccolo contributo per contrastare la plastica galleggiante e per tentare di fermare questa piaga». È stato infatti consegnato il Cestino Galleggiante che da sabato 4 maggio è in grado di mantenere le acque di Portofino pulite e plastic-free sia sui fondali che in superficie.

Questo sistema innovativo stupisce per il suo funzionamento tanto semplice quanto efficace. Si tratta di un cestino che viene posizionato direttamente in acqua e raccoglie fino a 1,5 kg di rifiuti al giorno, cioè mezza tonnellata l'anno. A differenza dei tradizionali sistemi di raccolta manuale, che sono molto più costosi, può catturare anche micro plastiche e microfibre, particolarmente pericolose perché possono finire nella catena alimentare. Posizionare un dispositivo nel porto è la soluzione migliore, sia perché va collegato alla rete elettrica, sia perché proprio nei porti si accumula una notevole quantità di rifiuti galleggianti.

Questi spazzini dei porti sono già al lavoro, una piccola squadra di bidoni galleggianti che acchiappano tutta la plastica che incontrano divorandola, dalle buste alle confezioni delle patatine, dai cotton fioc alle fibre microscopiche invisibili a occhio nudo. I SeaBin (letteralmente bidoni del mare) sono una (per ora) piccola squadra di operatori ecologici che sta prendendo servizio. Si tratta di un dispositivo molto semplice, nato dall'idea di due surfisti australiani, Andrew Turton e Pete Ceglinski, per proteggere il mare e le onde che amano cavalcare. Hanno dato vita a una startup che ora distribuisce il Seabin in tutte le parti del mondo con lo slogan: Se abbiamo cestini a terra, perché non in mare?

«La mappa dei porti italiani che possono vantare acque più pulite grazie a un Seabin si arricchisce della presenza di Marina di Portofino - continua Linari - Italian Yacht Master, Associazione di Comandanti che condivide un serie di valori come il rispetto, l'onestà, la competenza, la professionalità, la serietà ed il duro lavoro è da sempre attenta alla tematica della salvaguardia dei nostri mari, ha deciso di donare al Comune di Portofino, per successiva installazione e gestione nella Marina di Portofino, un Seabin, il cestino che cattura plastiche e microplastiche».

Gino Battaglia, Comandante e Presidente di IYM non ha dubbi: «L’associazione Italian Yacht Masters, un gruppo di 70 Comandanti, si occupa della preparazione tecnica e professionale dei propri associati, nell’ottica di salvaguardare il futuro dei nostri giovani e costantemente alla ricerca di miglioramento professionale. L'Associazione è inoltre coinvolta in operazioni di beneficenza e alla salvaguardia del mare come il Progetto Green».

IYM ha partecipato alla serata di beneficenza per i figli delle vittime del Ponte Morandi, nell'aiuto all'Ospedale Gaslini. «Con l'operazione Seabin stiamo promuovendo tramite i nostri Comandanti, le Barche e i Porti una politica di protezione dell'ambiente - spiega Battaglia - Offrirlo, per la prima volta in Italia a Portofino dopo quello che è accaduto il 29 di ottobre, ci sembra un inizio importante. Come Presidente di IYM, sono onorato che il Borgo abbia accettato il nostro dono».

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