Genova, Renzo Piano e l'idea del nuovo ponte: 43 lampioni come le vittime

Genova, Renzo Piano e l'idea del nuovo ponte: 43 lampioni come le vittime

Attualità Genova Mercoledì 29 agosto 2018

di A.S.
Toti e Piano con il plastico
© facebook.com/giovatoti

Genova - Martedì 28 agosto 2018, l'Archistar genovese Renzo Piano ha incontrato il governatore della Regione Liguria Giovanni Toti in regione, per parlare della tragedia che ha sconvolto Genova: il crollo di Ponte Morandi, costato la vita a 43 persone. Membri dello staff dell'architetto hanno anche portato un plastico del nuovo ponte, con l'idea di ridisegnare anche l'area della Val Polcevera. Piano ha dato così la sua disponibilità, a titolo gratuito, per fornire idee e soluzioni per la costruzione del nuovo ponte. E iniziano a emergere le idee progettuali. «È un tema che tocca tutti - ha affermato Piano ieri - ll ponte lo costruiscono gli ingegneri, ma sono lieto di poter essere utile al progetto. Bisogna fare presto, ma non in fretta».

E, sulla pagina facebook di Giovanni Toti, si legge: «Per un volta possiamo farla semplice: Autostrade apre il cantiere e paga il conto. Fincantieri costruisce il ponte (se serve con altre primarie imprese necessarie per il loro know-how). Renzo Piano regala a Genova il disegno di un ponte bellissimo. Così, senza polemiche, la città può riavere in fretta un’opera indispensabile, sicura e meravigliosa. Così si onora davvero chi ha perso la vita».

Ma quali solo le linee date da Piano per il nuovo ponte dopo il tragico crollo? Partiamo dall'omaggio alle vittime: il nuovo ponte è illuminato da 43 lampioni per non dimenticarle, che dalla sommità di ogni stelo irradiano una luce che forma una vela. Poi la forma dei molti piloni che sorreggono la nuova striscia d'asfalto che unisce Genova, e che ricordano la prua di una nave se guardati frontalmente. «Siamo solo all'inizio - le parole di Piano ieri - Questa è solo un'idea». Un nuovo ponte sobrio e luminoso, nel ricordo di chi non c'è più e dei familiari delle vittime. Non più un ponte strallato, dunche, ossia una struttura di tipo sospeso nel quale l'impalcato è retto da una serie di cavi (stralli appunto) ancorati a piloni (o torri) di sostegno. E niente campate corte, a esclusione di quelle che passano sulla ferrovia e sul Polcevera, un po' più lunghe.

Ma l'idea di Piano tocca l'intera area della Val Polcevera, periferica ma dal grande valore urbanistico. Da qui, l'occasione di riqualificarla, migliorarla e urbanizzarla. Nel plastico, sotto il nuovo ponte, si intravede del verde, con l'idea di un parco. E, per quando indicato dall'architetto genovese, all'interno del parco e nei dintorni ci dovrebbero essere incubatori di imprese, residenze e start up. «Bisogna fare rapidamente ma non in fretta».

«Ancora una volta l’architetto e senatore a vita Renzo Piano ha colpito nel segno, considerando elemento imprescindibile della sua “idea di ponte” - da lui donata alla città di Genova - la rigenerazione dell’intera area della Val Polcevera, di grandissima importanza, anche se sostanzialmente periferica ma strategica per la città, in un’ottica di un suo rinnovamento economico, tecnologico, sociale oltre che culturale». Così Giuseppe Cappochin, Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.

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