Villa Croce, si dimette il curatore Antonelli. Per lui un posto al Ducale - Genova

Villa Croce, si dimette il curatore Antonelli. Per lui un posto al Ducale

Attualità Genova Giovedì 10 maggio 2018

Il Museo di Villa Croce
© Maurizio Beatrici/Wikimedia Commons

Genova - Carlo Antonelli lascia Villa Croce «a causa delle divergenze con l'attuale amministrazione del Comune sulla linea di conduzione del civico Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce», l'annuncio in una nota arrivata da Palazzo Ducale.

Così, «Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura e il dottor Carlo Antonelli - si legge ancora -  sono giunti alla decisione, in data 7 maggio, di sciogliere consensualmente il contratto di consulenza a suo tempo stipulato per la curatela» che vedeva Antonelli alla guida del Museo di Villa Croce per il biennio 2018-2019.

Termina in questo modo, con tutta probabilità, la complessa gestione-pubblico privata del Museo d'arte contemporanea, cominciata nel 2012 dalla curatrice Ilaria Bonacossa e durata con successo fino al 2017, periodo in cui furono coinvolte nella gestione Comune, Palazzo Ducale, l'Associazione Amixi e dal 2016 anche Open you Art, la startup under 35 che ha vinto il master della Fondazione Garrone e si occupa di staccare i biglietti del museo. I primi scricchiolii della gestione hanno inziato a farsi sentire proprio all'indomani del termine dell'incarico della Bonacossa. Antonelli, dal canto suo, ha più volte cercato di spiegare quali potessero essere i problemi della gestione pubblico privata del museo.   

Sulla fine della doppia gestione nessuna dichiarazione da Antonelli, mentre l'assessore comunale al marketing territoriale, cultura e politiche per i giovani Elisa Serafini fa sapere che «la decisione tra Comune e Carlo Antonelli è del tutto consensuale». Il perchè di questa separazione è da cercare in una divergenza di progetti e interessi, come sottolinea l'assessore: «Antonelli si occupava di curare quelle che erano le mostre temporanee del museo, mentre il Comune vuole portare avanti a Villa Croce un programma che veda pratagonista le mostre permanenti. Attualmente sono già esposte a Villa Croce alcune opere di Fontana e Manzoni, rimaste per anni nelle cantine del museo».

Guardando oltre la gestione pubblico-privata al capolinea, la Serafini esprime alcuni progetti per il futuro: «Villa Croce si rinnoverà e diventerà uno spazio più multimediale, in cui tutto è più digitalizzato. Vogliamo creare per i visitatori un'esperienza che sia sì culturale, ma anche sensoriale e digitale con l'aiuto delle più moderne tecnologie. Il nostro scopo in fondo è aumentare i visitatori e la sostenibilità del museo».

E se è vero che chiusa una porta si apre un portone, Elisa Serafini conferma che ad aprirsi per Antonelli saranno le porte di Palazzo Ducale, dove l'ex curatore di Villa Croce, vincitore del pubblico bando internazionale nel 2017, troverà posto come consulente. Nel frattempo sul sito di Villa Croce si legge che «l’associazione Amixi, main sponsor del museo, sarà impossibilitata a proseguire nel sostegno degli eventi espositivi previsti nel corso del 2018». Questo anche a causa di alcuni attriti tra lo sponsor e le nuove idee digitali del Comune


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