10 professioniste per la rivoluzione della Pro Loco di Bogliasco: teatro, mercatini, concerti e «fare comunità» - Genova

Cultura Genova Venerdì 19 gennaio 2018

10 professioniste per la rivoluzione della Pro Loco di Bogliasco: teatro, mercatini, concerti e «fare comunità»

Il rivoluzionario team della Pro Loco di Bogliasco

Genova - La rivoluzione alla Pro Loco di Bogliasco (via Aurelia 106 - Bogliasco, Genova) è in corso grazie all'impegno, su base volontaria, delle competenze, idee ed entusiasmo di dieci professioniste e un uomo «che però vive all'estero - spiega Mariagrazia Bisio, una delle dieci donne - ma è nato e cresciuto qui e, sapendo del cambiamento in atto, ha voluto partecipare. Non è fisicamente qui ma c'è». 

Chi sono? «Siamo tutte donne che lavorano in diversi settori e siamo tutte mamme - prosegue Bisio - interessate alla crescita del territorio in vista delle generazioni future. Ci sono tante competenze diverse da mettere a frutto tra noi, c'è la psicologa, l'architetta, l'avvocatessa, l'addetta stampa, una organizzatrice di eventi, io che sono costumista (socia fondatrice e per anni nell'organico del Teatro Cargo), una vetrinista, una formatrice informatica. Questo caleidoscopio di competenze ci porta a portare a segno i nostri vari obiettivi». Per completezza ecco nomi e cariche delle magnifiche dieci: Simona Beretta, presidente;  Mariagrazia Bisio, vice presidente; Alessandra Loiudice, tesoriere; Patrizia Caruso, segretario; componenti del Consiglio: Giuseppina (Giusy) Castello, Irene Juarez Hernan, Marco Montefiori, Eva Perasso, Laura Pisotti, Carla Turco, Mariella Angela Zapolla

Che cos'era la Pro Loco di Bogliasco? Che cos'è ora? E che cosa sarà? «Era un po' spenta. Il nostro intento è movimentare il territorio dal punto di vista culturale e sociale. È un ufficio del turismo, siamo sede IAT, quindi la missione è promuovere tutto quello che esiste, missione che ovviamente resta. A noi interessa alzare un po' l'asticella e il livello culturale per movimentare un borgo che è in sè un posto meraviglioso. Vorremmo che tutta la comunità lo viva con più partecipazione e entusiasmo».

Collocato all'interno della stazione ferroviaria di Bogliasco, «abbiamo uno spazio molto bello, quello dell'ufficio IAT al primo piano, che abbiamo ammordenato per renderlo più fruibile anche per chi viaggia e abbia bisogno di usare il wifi, stampare un biglietto o fermarsi un momento a riorganizzare il proprio viaggio. Vogliamo che sia un punto di riferimento anche per chi qui ci vive: dove prendi un té, fai due chiacchiere, collabori a un'idea e ti inventi un'iniziativa. Poi, ovviamente, è rivolto anche a chi non vive e non conosce Bogliasco e ha voglia di scoprirlo».

Oltre all'ufficio, la Pro Loco ha in gestione anche un'altra saletta, sempre all'interno dell'edificio. «È stata usata nel tempo ma solo per eventi interni, ma in realtà ha un grande potenziale perché ci si accede sia dal binario che dalla sala d'aspetto. L'abbiamo restaurata completamente a costo zero per farla diventare una saletta d'arte: un posto di viaggio che evoca il passaggio, ma che è radicato sul territorio perché in una piccola stazione di paese, quindi un bel ponte. Abbiamo deciso che non saremo noi a scegliere chi può esporre, ma una commissione attualmente in formazione in collaborazione con la Fondazione Bogliasco, l'Accademia Ligustica di Belle Arti e alcuni artisti del territorio. Un gruppo di esperti e tecnici per trovare artisti di livello».

Farete anche delle open call per artisti (concorsi, bandi, residenze)? «Sì, l'intento c'è, ma vedremo quali forze abbiamo - si possono fare anche delle proiezioni. Stiamo cercando anche altre persone volontarie oltre a noi, per tenere aperte tutte e due gli spazi il più possibile. La saletta d'arte l'abbiamo inaugurata con una mostra di fotografie, al momento però è libera, a fine mese partiranno un serie di incontri per l'espressione pittorica con la pittrice Giulia Chielland, presto anche un corso di fotografia». 

Ieri pomeriggio, la presentazione della1a stagione a Bogliasco che prevede una rassegna di cibo e teatro, i giovedi musicali a teatro, GioveinMi e Il teatro dei piccoli quest'ultima in partenza proprio il 19 gennaio con La Baba Jaga una riscrittura originale della fiaba di Fiorella Colombo per una produzione del Teatro Garage. Tutto il programma prosegue fino alla primavera inoltrata.

Si chiama Teatro in gîo, la rassegna teatrale, perché sarà «un po' in giro per il paese e dunque sia alla Sala Bozzo (che è anche il cinema del luogo) sia in luoghi insoliti, come abbiamo scritto sulla locandina, per portare il teatro in giro per il territorio: vivere, scoprire, godersi una serata completa tra teatro e gastronomia» continua a raccontare Mariagrazia Bisio che della Stagione Teatrale 2018 di Bogliasco è la direttrice artistica.

La rassegna fa tesoro di un talento tutto genovese su cui offre un focus come annuncia il sottotitolo: Il palco è servito - Il Teatro di Mario Jorio. Apprezzato nelle recenti produzioni allo Stabile di Genova dal Riccardo III (2012) a Detto Gospodin (2014) fino a Il tempo di Planck (2016) per citarne solo alcune e, già noto, per la rinascita e il rilancio di Palazzo Fattinati nel lontano 2003 l'H.O.P. Altrove (oggi Altrove - Teatro della Maddalena), Jorio sta lavorando ormai da due anni a un ambizioso progetto produttivo, I Tupamaros: una scrittura originale che prende le mosse dalla felice regia La lotta nella stalla realizzata nel 2013 intorno al testo di Mauricio Rosencof, sempre per la Rassegna di drammaturgia contemporanea dello Stabile di Genova. L'intento è raccontare le vicende rivoluzionarie e politiche, molto rocambolesche, del Movimento di Liberazione Nazionale uruguayano, meglio conosciuto come movimento Tupamaros, di cui Rosencof - scrittore, drammaturgo, giornalista, assessore alla cultura di Montevideo - è stato capofila insieme a Pepe Mújica (presidente dell'Uruguay dal 2010 al 2015) nonché tra i sopravvisuti ai 12 anni di prigionia nel Calabozo, esperienza disumana raccontata nel prezioso volume La Memorias del Calabozo. 

A Bogliasco, Jorio presenterà una serie di nuove pièce brevi da Shakespeare, Le sperduteVoglia di bellezza, 20 aprile; Ma tu mi fai l'eco, 27 aprile; Me ne fai una copia, 4 maggio; e Superiormente, 11 maggio. Tutte e quattro con al centro l'attrice Sarah Pesca che garantisce anche la ripresa (in apertura del cartellone il 13 aprile) di un'altra applaudita produzione fitta di suggestioni beckettiane: Prima ero schizofrenica... ora siamo guarite  - alla Tosse nel 2013. Ultimo appuntamento del calendario teatrale (18 maggio), di certo non meno vivace, Cartella cinica dove la vena satirico-poetica di Paola Sansone va in scena con la medisima poetessa dalla voce caustica ma sottilmente autoironica, guidata dalla regia di Jorio.

E per I giovedi musicali a teatro: «abbiamo puntato su professionisti di altissimo livello (già in tournée a livello nazionale e internazionale), che siano giovani e del territorio: Luca Falomi (chitarra), Riccardo Barbera e Rodolfo Cervetto; Giocchino Costa (cantautore); e Simon&Philips, duo pianoforte e tromba, con Eugenia Cuomo (voce). Per Il teatro dei piccoli, tre compagnie ospiti: come già segnalato si apre il sipario con Fiorella Colombo e il Teatro Garage (19 gennaio), il 16 febbraio un'altra regia di Jorio su un testo di teatro ragazzi scritto da Maria Grazia Bisio, La vecchina volante, per chiudere (16 marzo) con un lavoro della compagnia Morro di Genova, Il segreto del bosco vecchio tratto da Dino Buzzati e riscritto da Eugenia De Grossi (anche interprete) per la regia di Fiammetta Bellone, forse meglio nota come attrice.

La trasformazione è rivoluzionari e profonda perché cambia gli assunti stessi di quella che è stata la Pro Loco fino a qui. «Abbiamo trasformato la carta della Proloco, essere soci oggi significa avere voce in capitolo per questo è stato cambiato lo statuto per renderlo più democratico. Essere presenti e partecipi è il moto, ma ovviamente non ci sono obblighi. Per chi decide di aderire ci sono anche tanti vantaggi con la Card della Pro Loco che abbiamo rinnovato: una scontistica su più di 30 realtà del territorio, il wifi a disposizione, la stampa gratuita, un servizio di portierato di quartiere per ricevere pacchi e venirseli a ritirare con comodo. Essere soci significa far parte di una rete a livello locale in cui si dà e si riceve. Facciamo anche delle mini-card turistiche per associarsi per tre giorni o per una settimana. Un'iniziativa appena lanciata ma che ha già funzionato molto bene e movimentato molto il contesto tutto». 

Infine, i mercatini. Che cosa c'era e che cosa proponete voi? «La Pro Loco gestiva un mercatino generico ogni terza domenica del mese che era un po' delle pulci un po' antiquariato un po' frutta un po' hobbisti. Abbiamo creato un calendario di 12 mercatini a tema, il primo è stato a dicembre con più di 40 banchi ed era intitolato alla tavola delle festività: quindi cibo ma anche come preparare e decorare. Prossimamente ce ne saranno 4 su Cibo vicino (a casa e al cuore)». Cibo a km zero? «Non proprio, però è dedicato ai piccoli produttori, sia del territorio che da Piemonte e Lombardia che una certa attenzione a processi naturali e alle tradizioni, ma anche all'idea di coltivare. Ci sarà anche un banco dedicato a come fare un piccolo orto da cui speriamo di far partire un orto condiviso in paese.

Domenica 20 gennaio il primo dei 4. «Ci sarà già un angolo con i ragazzi dell'Istituto Agrario Marsano che si presenta la preparazione di un orto estivo. Mentre i bambini potranno fare un laboratorio su come costruire mangiatoie per gli uccellini. Ci sarà sempre l'opportunità di mangiare al mercatino con proposte di street food - a Natale la comunità dello Sri lanka, molto grande in paese, aveva fatto una proposta gastronomica tutta loro molto apprezzata. Gli altri saranno diversi ma sempre a tema, attraverso un lavoro di ricerca verso gli espositori per proporre qualità. Sosteniamo tutto il mercatino anche attraverso la comunicazione online (sul vecchio sito stiamo rimettendo le mani) e sui social».

E dopo il cibo? «Altri 4 di antiquariato, uno sul vintage (abbigliamento) forse anche con una sfilata e uno tutto sul baratto».

Qual è l'elemento che vi pare funzionare rispetto alla comunità di Bogliasco? «Non so direi il senso di apertura e coinvolgimento, nessuna preclusione a chi ha idee e voglia di fare. A Natale c'era un quartetto di fiati che suonava nel mercantino, il che ha smosso la popolazione che si è attivata ancor di più. Quindi, visto l'entusiamo molti ci sono venuti dietro». E che il 2018 sia in crescita.

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