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Genova, 25/07/2025.
Nell'ultimo decennio la salute mentale ha ricoperto (finalmente) un ruolo importante nei dibattiti su mezzi di informazione ma non solo. Parlare di disturbi legati a solitudine, depressione e squilibri dell'umore è diventato più facile, alcuni argomenti sono stati finalmente sdoganati, grazie anche alle piattaforme social, dove molte persone trattano apertamente, ad esempio, dei disagi legati all'ansia generalizzata e a quella sociale, utilizzando una cassa di risonanza notevole che può raggiungere un'utenza pressochè infinita.
Ma allora perchè ci sentiamo sempre più soli? Perchè i rapporti interpersonali, tra cui quelli di coppia, sono diventati così difficili? E ancora: se viviamo in un mondo iperconnesso, dove comunicare con persone dall'altra parte del globo è facile come entrare al bar sotto casa a prendere un caffè, perchè esistono fenomeni di solitudine estrema, come quello degli Hikikomori, ossia persone che vivono totalmente isolate, spesso in pochi metri quadrati?
Contraddizioni dei nostri tempi, sicuramente, in cui ci sono poche certezze, da quelle economiche, a quelle lavorative, fino a quelle emotive. Ci si sposta per lavoro, raggiungendo spesso città lontane, in cui non si hanno conoscenze strette, finendo per trascorrere il tempo fuori dal posto di lavoro, in solitudine.
Genova e Milano, spesso messe a confronto tra di loro, quando non addirittura in contrapposizione, per urbanistica, qualità della vita, spazi verdi, offerta di eventi culturali, nel caso di argomenti come solitudine, ansia e depressione, diventano invece compagne di viaggio.
Secondo recenti studi, pubblicati sul sito di ricerca di professionisti della salute mentale unobravo.com, Milano si piazza sul podio delle città più sole del nostro Paese, con molti nuclei famigliari composti da una sola persona, Genova la segue al secondo posto, caratterizzata anche dall'alto tasso di persone anziane e - purtroppo sole - presenti in città. Roma si piazza al terzo posto. La città meno sola, invece, è Foggia, complice forse il carattere più aperto delle persone e la loro particolare attitudine alla socialità.
Quali sono allora i metodi per sentirsi meno soli? I mezzi di comunicazione, di certo, non ci mancano, quindi potremmo cercare di utilizzarli realemente per connetterci, invece che semplicemente per scrollare contenuti (e questo lo diciamo, come media, dandoci un po' la zappa sui piedi). Uscire, sicuramente, aiuta, soprattutto in spazi verdi. Genova, purtroppo, è carente di parchi, a differenza di Milano, ma abbiamo le spiagge, che potrebbero essere una buona alternativa.
Il centro storico, poi, è pieno zeppo di associazioni di quartiere, soprattutto nei sestrieri del Molo, di Prè e della Maddalena, senza dimenticare lo spazio comune dei Giardini Luzzati, dove ognuno può andare e partecipare a iniziative e a tavolate solidali. Non sono realtà da sottovalutare, basta fare un piccolo passo, quello forse più difficile per cercare di ritrovare una connessione con i nostri compagni e compagne di viaggio, in questa vita complicata.
Di Paola Popa