Genova, 19/06/2025.
Il Teatro Nazionale di Genova annuncia la nuova stagione con 97 spettacoli in programma, di cui 18 produzioni. Lo fa con un titolo e un 'immagine simbolici e invitanti: numeri, parole, immagini che richiamano una necessaria attenzione e tante possibilità di partecipazione e inclusione nel senso più concreto del termine. Il Teatro è tuo con un'offerta che prevede di poter allargare lo sguardo su più prospettive e azioni concrete e inclusive e, dal punto di vista dei contenuti, a generi e canoni di scrittura drammaturgica e arte scenica.
Tante e diffuse sul territorio nazionale e internazionale sono le collaborazioni con le principali realtà e istituzioni teatrali, tanti sono i fili che ritornano e continuano, tra storia recente e repertori storici, progetti speciali e spettacoli tout public dedicati alle famiglie, cosi come si conferma la presenza del Nouveau Cirque durante il periodo delle feste natalizie in relazione con il Festival Internazionale Circumnavigando con tre titoli in scena nelle due sale di Sampierdarena.
Si riallaccia, ancora una volta, il filo di continuità con la rassegna dedicata alle voci e ai contenuti femminili all'interno della programmazione FEF (Festival dell'Eccellenza al Femminile), a cura di Consuelo Barilari, che tocca i suoi 21 anni di presenza sul territorio con un programma di 27 spettacoli e una serie di incontri dedicati. Sempre viva l'attenzione verso i giovani talenti, frutto della volontà di investire sulle nuove generazioni di attrici e attori, gruppi emergenti, autori e autrici in connessione con la scuola di recitazione dedicata a Mariangela Melato e che trova un suo immediato corrispettivo nella rassegna De Gustibus dedicata agli autori e autrici under35.
Apertura di stagione, l'11 ottobre nella sala ivo Chiesa, con un titolo potente che riaccende una memoria gloriosa, per il Teatro di Genova, Il lutto si addice a Elettra, di Eugene O'Neill, regia di Davide Livermore e una compagnia di attrici e attori d'eccezione: Elisabetta Pozzi, Linda Gennari, Tommaso Ragno, Aldo Ottobrino, Marco Foschi, Davide Niccolini, Carolina Rapillo.
Marina Massironi
La stagione 2025-2026 sarà più che mai ricca di proposte e progettualità che confermano la linea tracciata dal direttore Davide Livermore in questi anni, fedele al concetto di un teatro pubblico, necessario a un territorio come quello genovese e ligure e in dialogo con gli altri teatri Nazionali. Un teatro inteso come porta verso nuovi mondi possibili, nonostante la difficoltà geografica e di accessibilità del territorio ligure, che possa accogliere e far scaturire scintille di sguardo e linguaggi e, nello stesso tempo, sostenere e intercettare talenti under35, molti dei quali sono frutto del dialogo con la storica scuola di recitazione, oggi intitolata a Mariangela Melato e diretta da Elisabetta Pozzi.
Una storia che dura da oltre 70 anni e si proietta nel futuro, idealmente riconoscibile nell'edificio dedicato a Ivo Chiesa: sia nel suo archivio storico, sia nella sua sala rinnovata e abitata dalle immagini/apparizioni che ne hanno tracciato epoche e repertori. Passato, presente e futuro continuano a nutrirsi e ad alimentare di emozioni, riflessioni e divertimento.
«Questa nuova stagione parte, prima di tutto, da un edificio rinnovato grazie al sostegno di Comune e Regione e che diventa - per tutti noi - una nuova casa», dichiara il direttore del Teatro Nazionale Davide Livermore. «La ristrutturazione è stata importante: il nuovo volto e la nuova immagine ci danno la possibilità di creare nuovi contenuti visibili per questo teatro. Abbiamo un foyer rinnovato per accogliere la comunità, connesso alla biglietteria funzionale, allo spazio libreria e al bar bistrot in sinergia tra loro. Inoltre, l'ascensore consente l'accesso a persone non deambulanti e un impianto per ipoudenti e ipovedenti. La sala dedicata a Ivo Chiesa è uno spazio abitato da apparizioni, in cui possiamo intercettare le tracce di memoria che celebrano la storia di questo teatro e, dunque, del teatro italiano dal secondo dopoguerra a oggi. Nel prossimo inverno, con i lavori definitivamente ultimati, metteremo a punto un programma di visite guidate che avranno la caratteristica di una vera e propria esperienza immersiva nella storia degli oltre 70 anni del teatro. Sarà una visita dalle tante valenze, non solo per mostrare i nuovi interni, ma per raccontare quanto quella storia sia importante e viva per la vita culturale genovese e nazionale. Una forma di consapevolezza condivisa che ci rende orgogliosi.
Altre azioni concrete praticabili nel prossimo futuro sono legate alla cura dell'Ambiente, come il progetto dell'orto sul tetto, i cui lavori partiranno a luglio. Il Teatro è tuo è il concetto su cui mi batto da sempre, ovvero, affermare l'importanza del teatro pubblico come fondamento per una società migliore. Concetto, di fatto, corroborato da studi economici, sociali e antropologici. Un teatro pubblico, per il pubblico, perché andare a teatro è un atto di partecipazione e democrazia. E, citando le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ricordiamo per la sua recentissima presenza per celebrare gli 80 anni del 25 aprile con noi, siamo fieri di dire il Teatro è tuo: perché la partecipazione è un indicatore di intensità e temperatura umana e può far diventare persone migliori. E persone migliori rendono migliore la comunità».
Un altro argomento importante per il Teatro Nazionale di Genova è quello relativo alla campagna abbonamenti, che riprenderà a stretto giro. «Sulla scia dei numeri confortanti della stagione appena conclusa», dice il presidente Alessandro Giglio, «possiamo parlare di un vero e proprio record con 9315 abbonati, un dato che conferma una crescita costante dopo i difficili anni della pandemia e testimonia un ritrovato entusiasmo da parte del nostro pubblico. Le nostre quattro sale hanno ospitato artisti e maestranze per un totale di 32.214 giornate lavorative, accogliendo oltre 125.000 spettatori, tra cui 22.919 under 30, in ulteriore crescita rispetto alla stagione precedente, e 157 scuole ospitate. Nel corso dell'anno abbiamo realizzato 437 aperture di sipario, 122 titoli in stagione e 100 eventi a ingresso libero, portando 518 artisti sui nostri palchi. Inoltre, con 37 produzioni e tournée abbiamo raggiunto 78 città, rafforzando la presenza sul territorio nazionale. Per questi risultati importanti, che consolidano il ruolo del Teatro Nazionale di Genova tra i poli culturali del Paese, desidero ringraziare il nostro pubblico per l'enorme affetto e, allo stesso tempo, le istituzioni, i partner e gli sponsor per il loro costante e prezioso sostegno».
Il lutto si addice a Elettra
La stagione si apre, come da tradizione, in prossimità della data-simbolo per Genova del 12 ottobre con la prima nazionale dei Il lutto si addice a Elettra, in scena dall'11al 26 ottobre al Teatro Ivo Chiesa. «Dopo l'Orestea, coprodotta nel 2023 insieme all'Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa, ho coltivato il desiderio di tornare sull'evoluzione della tragedia greca, nell'atto fondativo del Teatro e della coscienza statunitense che Eugene O' Neill scrive nel 1931 Il lutto si addice a Elettra (Mouning becomes Electra), qualche anno prima del riconoscimento del Nobel, nel 1936», dice Davide Livermore. «Lo sento come un atto dovuto in un percorso artistico che mi ha portato a scandagliare le eterne umane fragilità, a latitudini ed epoche storiche diverse.Il testo di O' Neill non è una semplice riscrittura dell'Orestea ma è una creazione totalmente nuova che si compie aderendo perfettamente alla propria contemporaneità, in grado di creare un solco unico che inaugura una nuova era del teatro del Novecento. Un classico che si riverbera ancora oggi e in ogni epoca. Perché ogni famiglia, si tratti di Atridi o Mannon, ha un'eredità oscura. Questa apertura di stagione è dunque una dedica a quello spettacolo, ma anche a Elisabetta Pozzi che, nella messa in scena di Ronconi interpretò Lavinia e, oggi come in un gioco di specchi e riverberi, si misurerà con il ruolo di Cristine allora interpretata da Mariangela Melato. Al fianco di un'attrice di questo calibro abbiamo costruito una compagnia, a dir poco straordinaria con Tommaso Ragno, Linda Gennari, Marco Foschi, Aldo Ottobrino, Davide Niccolini, Carolina Rapillo». Partner di inaugurazione di stagione anche quest'anno RINA.
In continuità con titoli e artisti di richiamo della scena nazionale, la sala Ivo Chiesa ospiterà, a fine ottobre uno spettacolo che già accende tanta curiosità, Donald. Storia molto più che leggendaria di un Golden Man, la storia di Donald Trump raccontata da Stefano Massini come se fosse la chanson de geste di un personaggio che ha fatto della menzogna un'arte (dal 31 ottobre al 2 novembre); dal 19 al 23 novembre, un titolo classico-contemporaneo del maestro americano Tennessee Williams, La gatta sul tetto che scotta, regia di Leonardo Lidi con gruppo di attori, dove spicca la gatta Valentina Picello, ma anche Fausto Cabra, Orietta Notari, Nicola Pannelli; a fine novembre (27-30), un classico di Goldoni, Sior Todero brontolon, reinterpretato da Franco Branciaroli, con la regia di Paolo Valerio; a dicembre (dal 3 al 5) arriva Re Chicchinella, la fiaba di Basile, che Emma Dante ha scelto per chiudere un'ideale trilogia dal racconti barocchi del grande autore del Seicento; dal 12 al 14 dicembre, un ritorno per Lino Guanciale, diretto da Davide Sacco, in Napoleone. La morte di Dio, da Victor Hugo; nel periodo natalizio (27-31 dicembre), torna Fantozzi. Una tragedia con Gianni Fantoni nei panni del ragioniere - maschera contemporanea - ideata da Paolo Villaggio, nella messa in scena a cura di Davide Livermore.
L'anno 2026 si apre con un personaggio di richiamo: Massimiliano Gallo, interprete dell'avvocato Malinconico, ideato da Diego De Silva, nello stesso ruolo, portato al successo nelle serie televisive, in Malinconico. Moderatamente felice (8 - 11 gennaio; un altro Eugene O'Neill e un altro interno familiare in cui immergersi, quello di Lungo viaggio verso la notte (premio Pulitzer 1957) con Gabriele Lavia, grande protagonista, nei panni del padre della famiglia Tyrone (16 - 18 gennaio. Sempre in gennaio (20 e 21), la rilettura shakesperiana che Giorgio Pasotti ha fatto dell'Otello, di cui è regista e interprete, insieme a un altro giovane attore molto amato dal pubblico delle serie tv, Giacomo Giorgio; un altro ritorno felice è quello di Massimo Popolizio, attore e regista in Ritorno a casa di Harold Pinter, commedia che definisce
pericolosamente divertente, ritratto di un gruppo di famiglia in un interno, non rassicurante (22 - 25 gennaio); dal 29 gennaio al primo febbraio, è la volta di un altro titolo shakespiriano, Riccardo III, tragedia della malvagità in cui il re tirannico e storpio viene interpretato da un'attrice di carattere come Maria Paiato, diretta da Andrea Chiodi; il 3 febbraio torna per una replica l'opera teatrale di grande successo che Paolo Fresu ha ideato per ripercorrere la vita e la musica di Miles Davis, Kind of Miles; Luca Marinelli, sarà regista e interprete de La cosmicomica vita di Q, ispirato alle Cosmicomiche, i racconti tra scienza e fantasia di Italo Calvino, che presto debutterà in prima nazionale, a Spoleto - Festival dei Due Mondi.
Riccardo III
Si prosegue dal 12 al 15 febbraio al Teatro Ivo Chiesa con Il gabbiano di Anton Cechov, un altro dei classici intramontabili, ospite della stagione, nella messa in scena che Filippo Dini sta mettendo a punto, con Giuliana De Sio tra i protagonisti; La coscienza di Zeno, che Italo Svevo creò cesellando a figura di Zeno Cosini, ironico e complesso personaggio della letteratura del Novecento, sarà ospite con Alessandro Haber, diretto da Paolo Valerio (19 - 22 febbraio); ancora Italo Svevo con il suo ultimo testo teatrale, La rigenerazione, regia di Valerio Santoro e Nello Mascia protagonista (24-26 febbraio); un secondo, Tennessee Williams con Improvvisamente l'estate scorsa, tra i suoi testi più misteriosi e controversi, nella messa in scena di Stefano Cordella e Laura Marinoni protagonista, nel ruolo che al cinema fu di Katherine Hepburn (27 febbraio - 1 marzo); a marzo torna Tullio Solenghi con un nuovo travestimento di Gilberto Govi,
in Colpi di timone spettacolo corale di Enzo La Rosa, autore della tradizione genovese (5-22 marzo); in aprile la commedia classica di Aristofane viene riletta da Serena Sinigaglia con Lella Costa che interpreta una Lisistrata contemporanea e universale, nel suo messaggio per la Pace, in tournée dopo i successi di questa estate a Siracusa (10-12 aprile); Fausto Cabra, torna a Genova dopo La Gatta sul tetto che scotta, per interpretare Il misantropo di Molière, regia di Andrée Ruth Shammah (15 e 16 aprile); da Napoli arriva un'altra rilettura da un classico della letteratura, a a cura di un attore-regista che da anni frequenta teatro, cinema e serie tv, Peppino Mazzotta con Le anime morte da Gogol', affresco corale messo in scena da un ensemble di attori, veri caratteristi, per ritrarre miserie umane sempre troppo attuali (21-23 aprile).
Il teatro-canzone di Giorgio Gaber torna con Neri Marcoré per ricordare e tenere vivi certi temi di pensiero e ribellione, Gaber - Mi fa male il mondo, regia di Giorgio Gallione (28-30 aprile); secondo lavoro della drammaturga americana Annie Baker, con Valerio Binasco regista e attore, Circle Mirror Transformation (6-10 maggio). La stagione si chiude con un lavoro della compagnia Scatenati che da anni lavora con gli attori detenuti del carcere di Marassi (13 maggio) e l'immancabile Acoustic Nights 26, appuntamento fisso in musica, con Beppe Gambetta e i suoi compagni musicisti internazionali (21- 23 maggio).
Anche le altre tre sale del Teatro Nazionale apriranno la programmazione nel mese di ottobre. Ecco alcuni titoli sul palco del Teatro Gustavo Modena, la cui apertura è fissata il 14 ottobre con la coproduzione internazionale History of love del collettivo Agrupación Señor Serrano (14 e 15 ottobre); il 25 ottobre un altro spettacolo internazionale dedicato al pubblico delle famiglie è Oh Oh, della compagnia svizzera Baccalà; seguono una serie di spettacoli della rassegna FEF (Festival dell'Eccellenza al femminile, vedi il paragrafo dedicato); a novembre, in scena i Motus con lo spettacolo progetto dedicato a Frankestein, la creatura dolente romantica e contemporanea frutto della fantasia di Mary Shelley (dal 4 al 9 novembre, con date che danno la possibilità di vederlo in dittico); a novembre, l'atteso Autoritratto di Davide Enia, che torna a Genova forte di un succeso importante e dovuto (13-16 novembre); Il Golem di Juan Mayorga, regia Jacopo Gassmann, con Elena Bucci, Monica Piseddu, Woody Neri (21 - 23 novembre); data unica (11 gennaio) per Il Gattopardo. Una storia incredibile di e con Francesco Piccolo; L'analfabeta di Chiara Lagani da Agota Kristof, regia Luigi Noah con Federica Fracassi (15 - 17 gennaio); Orlando dal romanzo di Virginia Woolf, regia Andrea De Rosa con un'intensa Anna Della Rosa (13-15 marzo); drammaturgia anglosassone e in chiave commedia femminile per Il funerale di mia madre. The show di Kelly Jones, regia di Francesca Montanino e Mauro Parrinello con Elsa Bossi, Alice Giroldini, Mauro Parrinello.
Il Golem
In Sala Mercato, a Sampierdarena, l'apertura è in calendario il 15 ottobre con un programma contemporaneo che attinge dalla rassegna FEF e poi vede in scena titoli e artisti tra i più contemporanei, tra cui: Scende giù per Toledo di Giuseppe Patroni Griffi, regia e interpretazione travolgente di Arturo Cirillo (8 - 10 gennaio), Argo di Letizia Russo da Mariagrazia Ciani, regia di Serena Sinigaglia che tornerà con Lisistrata (13 - 15 gennaio).
Al Teatro Eleonora Duse, l'apertura è fissata il 29 ottobre con alcuni degli spettacoli della rassegna FEF. Tra gli ospiti in stagione, Diciassette cavallini testo e regia di Rafael Spregelburd, uno dei più importanti autoriregisti argentini che scava nel mito di Cassandra (17 - 19 dicembre); Provaci ancora, Sam di Woody Allen, regia Massimo Chiesa (27dicembre - 4 gennaio); la Giovanna dei disoccupati di e con Natalino Balasso che ha creato in chiave grottesca e irriverente un apocrifo della Santa Giovanna dei macelli di Brecht, regia Andrea Collavino (8 - 9 gennaio); L'uomo dei sogni testo e regia Giampiero Rappa (dal 5 all'8 marzo).
Dopo la prima nazionale de Lutto si addice ad Elettra, tante le produzioni e coproduzioni, varie e su più fronti: al Gustavo Modena, arriva uno spettacolo internazionale History of love del collettivo Agrupación Señor Serrano che gioca con sapienza e ironia tra alchimie di linguaggi video e performativi (14 - 15 ottobre). Un'altra attesa prima nazionale, dal 2 al 14 dicembre, al teatro Eleonora Duse debutta, in prima nazionale, Carnage: Il dio del massacro con Antonio Zavatteri - attore e regista, presenza costante del Teatro Nazionale di Genova, che sceglie uno dei testi più famosi e attuali di Yasmine Reza, una commedia agra e feroce che vede fronteggiarsi un quartetto di genitori, a proposito dei due figli adolescenti.
Segue Sputnik sweetheart di Murakami Haruki, regia Francesco Biagetti in prima nazionale (16 - 23 dicembre, sala Mercato); Sette bambine ebree di Caryl Churchill, regia Carlo Orlando (prima nazionale, al Teatro Duse, 27 gennaio - 1 febbraio); Riccardo III di William Shakespeare, regia Andrea Chiodi (coproduzione con CTB Brescia, Teatro di Roma, Teatro Biondo di Palermo; dal 29 gennaio al 1 febbraio, teatro Ivo Chiesa); Il corpo consapevole Body awareness di Annie Baker, regia Silvio Peroni (coproduzione con Teatro Baretti 3 - 8 febbraio, in Sala Mercato); L'ultimo arrivato di e con Paolo Livolsi e Pier Luigi Pasino, regia Aleph Viola (27 febbraio - 8 marzo in sala Mercato); Colpi di timone è un altro affondo nella maschera attoriale di Gilberto Govi e alla commedia di tradizione ligure e genovese questa volta di Enzo La Rosa, regista e protagonista Tullio Solenghi con una compagnia affiatatissima (coproduzione con Teatro Sociale di Camogli e Scarti Centro di Produzione Teatrale d'Innovazione - prima nazionale a ottobre, al Teatro Sociale di Camogli; dal 5 - 22 marzo, al Teatro Ivo Chiesa).
I miei stupidi intenti dal romanzo del giovanissimo autore di Sarzana Bernardo Zannoni prosegue il lavoro di Vico Quarto Mazzini dedicata alla letteratura contemporanea sulla scia del successo a partire da La ferocia dal romanzo di Nicola La Gioia (coproduzione con LAC - Lugano Arte e Cultura, Scarti Centro di Produzione Teatrale d'Innovazione, Piccolo Teatro Milano - Teatro d'Europa, TSU - Teatro Stabile dell'Umbria; dal 21 al 26 aprile, teatro Gustavo Modena).
Quando la foresta brucia di Elena Dragonetti in prima nazionale (23 - 25 aprile in sala Mercato) è il nuovo capitolo del progetto L'età del fuoco, che vede insieme sul palco allievi e allieve delle Scuole superiori e attrici e attori professionisti.
>
Sputinik Sweetheart
Tra le produzioni che debuttano nei Festival estivi e d'autunno si ricordano: Lu santu Jullare Francesco di Dario Fo, regia di Giorgio Gallione, con Ugo Dighero, al teatro Eleonora Duse, dal 14 al 16 novembre.
The other side, la regista Marcela Serli sceglie un testo di Ariel Dorfman sulle conseguenze della guerra e un trio di attori come Elisabetta Pozzi, Gigio Alberti e Giuseppe Sartori, al teatro Eleonora Duse, dall'8 al 12 aprile. Con Il Raggio Bianco, Arturo Cirillo, sempre più presente e vicino al TNG, sceglie una commedia di Sergio Pierattini dalle tinte noir e dai risvolti di giallo psicologico e guida due attrici Milvia Marigliano, Linda Gennari, e il giovane Raffaele Barca (al teatro Gustavo Modena, dal 21 febbraio al primo marzo).
A inizio autunno, due nuove coproduzioni: Frankenstein_diptych (love story + history of hate) dei Motus a Genova dal 4 al 9 novembre (teatro Gustavo Modena) e la nuova creazione di Alice Sinigaglia, Uno spettacolo gigantesco. Gargantua e Pantagruel, il 22 e 23 ottobre, nell'ambito della rassegna Anni Luce, dedicata ai talenti emergenti.
Il Festival dell'Eccellenza al Femminile - edizione XXI - si svolge dal 15 ottobre con 27 spettacoli. Si inizia il 15 ottobre, alla Sala Mercato con Age Pride da Lidia Ravera, regia Emanuela Giordano. Nei tre giorni seguenti sempre alla Sala Mercato vanno in scena La moglie perfetta di e con Giulia Trippetta, Esagerate di e con Cinzia Spano, Ma che razza di Otello? con Marina Massironi. Ancora alla Sala Mercato Lei non sa cosa vuole con Luisa Merloni e Daniele
Natali (19 ottobre) e Il diario di Irene Bernasconi di e con Laura Nardi (26 ottobre); sempre il 26 ottobre ci si sposta nella sala Gustavo Modena per Teatro naturale? lo, il couscous e Albert Camus di Paola Berselli e Stefano Pasquini, storici e acclamati Teatro delle Ariette; il 29 ottobre, al Teatro Duse, un appuntamento dal carattere civile e didattico, Processo alla democrazia con Gian Carlo Caselli e Marco Travaglio, testo e regia di Pietra Selva Nicolicchia.
Il mese di novembre (il giorno 2) vede al Teatro Duse una presenza storica e uno spettacolo poetico e amoroso, Ave Maria testo e regia Eugenio Barba, con Julia Varley. Alla Sala Mercato (11 novembre), uno dei due spettacoli internazionali della stagione: A love suprême di Xavier Durringer, regia Dominique Pitoiset con l'attrice franco-italiana, Nadia Fabrizio.
Sempre a novembre un omaggio alla drammaturga e regista Fabiana lacozzilli con due spettacoli, entrambi in scena al Gustavo Modena: Oltre (18 e 19 novembre) che arriva a Genova dopo il debutto a Romaeuropa e Il grande vuoto (28 novembre) che ha ottenuto molti riconoscimenti nella scorsa stagione e vede, nel ruolo della madre, l'intensa attrice Giusi Merli.
A love supreme
Gli appuntamenti di dicembre partono il 2 alla Sala Mercato, con Bisogna lavorare l'argilla, regia di Massimo Luconi, un omaggio alla figura poetica di Violeta Parra, con musica dal vivo e l'energia di Flo. Nei giorni successivi al Teatro Gustavo Modena Antigone rilettura dell'eroina tragica, da Jean Anouilh a cura di Roberto Latini, in scena con Manuela Kustermann e Francesca Mazza (3 dicembre). Ancora a dicembre alla Sala Mercato, Il gioco dell'universo di Dacia Maraini con Licia Colò, Manuela Kustermann e Maximilian Nisi, regia di Consuelo Barilari. Ancora tanti spettacoli in scena alla Sala Mercato: 5 - 6 dicembre Armande sono io! di e con Fiorenza Menni che delinea un progetto di scavo e studio intorno agli scritti di Carla Lonzi; il 5 dicembre in Sala Mercato, Fear no more, regia di Simona Gonella; il 6 dicembre L'estasi della lotta di Angela Dematté; 7 dicembre Peitho - Persuasione con Federica Fracassi e Dimitrios Papavasiliu (della giovane e interessante drammaturga Irene Petra Zani). La corrispondenza tra una donna ucraina e una russa, durante una guerra sono al centro di Rispost@ua (7 dicembre, in sala Mercato); la stessa sera al teatro Modena, La guerra svelata di Cassandra con Gaia Aprea. il 10 dicembre, in Sala Mercato, Love Love Love con Giorgia Fasce e Mamme a metà con Elena Miranda e Lisa Santinelli.
La poetica ironica e dissacrante di Silvia Gribaudi sui corpi non perfetti diventa un gioco da non perdere, nello spettacolo/culto, R.osa con Claudia Marsicano (sala Mercato, 11 dicembre). Nella stessa sera, al confine tra danza e teatro, Controtempo di e con Anna Dego e Anna Stante. Ultimo spettacolo della rassegna, C'era una volta con Michelangelo Dalisi e Noemi Francesca anche regista (12 dicembre, sala Mercato).
L'appuntamento delle feste natalizie, si riconferma con il Festival internazionale di circo-teatro Circumnavigando e un programma di tre spettacoli, curato dall'associazione Sarabanda che organizza il festival dal 2001, a Genova, e cresce sempre più nella sua connotazione internazionale: Luz de luna di Fabiana Ruiz Diaz della compagnia Circo El Grito che torna a Genova con una creazione in cui si fondono ironia, musica e desiderio del volo (28 dicembre,
teatro Gustavo Modena). Wonderwoman you are di e con Chiara Marchese, autrice e performer specializzata in circo-marionetta (30 dicembre, sala Mercato); capodanno con Deserance della Compagnia Circo Zoé, in cui una voce lirica e il suono di una chitarra elettrica innescano la magia dei corpi, in uno spettacolo transdisciplinare di circo e danza (31 dicembre, teatro Gustavo Modena).
In tema di ospitalità si intrecciano molteplici fili, tra capolavori del Novecento e titoli e figure di autori che raddoppiano, come in uno specchio, tra classici della letteratura e autori contemporanei (da Tennesse Williams a Eugene O'Neill, da Shakespeare a Italo Svevo, fino a Annie Baker). Ma anche, presenze importanti tra i gruppi storici del teatro contemporaneo e un rimando sempre più forte per indagare il cosiddetto teatro del reale, in corrispondenza di un genere praticato e iniziato a Genova, il teatro documento che si riverbera nei progetti speciali delle stagioni passate (G8 Project o il recente D'Oro per gi 80 anni del 25 aprile) e che si intercettano nei lavori di Davide Enia, Autoritratto (13-16 novembre, a al teatro Gustavo Modena) sulla memoria collettiva dei siciliani che vivono dalla nascita a contatto con la mafia; i Kepler 452 che hanno raccontato la loro indagine a bordo della Sea-Watch 5 nel Mediterraneo poco lontano da noi (A place of Safety, 19 - 22 marzo, al teatro Gustavo Modena) fino al Teatro dei Borgia, 15 / 25 spettacolo tratto dall'inconscio degli italiani (10 - 12 febbraio, al Teatro Eleonora Duse) che scava in una memoria storica inquietante tra Matteotti e Mussolini; Pino Petruzzelli e Zingari: l'Olocausto dimenticato (26-29 marzo, teatro Duse).
Giuliana De Sio nel Gabbiano di Čechov
All'interno del denso programma, sono previsti alcuni lavori di sconfinamento tra danza e performance: a febbraio, al teatro Gustavo Modena, due serate saranno dedicate a due creazioni speculari Viro e Femina di Abbondanza & Bertoni, storica compagnia che nel 2024 ha vinto il premio Ivo Chiesa - Danza. Due lavori di grande slancio poetico e sguardo sui generi, che testimoniano un percorso sempre all'insegna della ricerca e della fantasia, della messa in gioco radicale e del rigore compositivo. Viro (8 aprile), di Michele Abbondanza e Antonella Bertoni, coreografia Antonella Bertoni, è un duetto sul 'maschile' e sulla rappresentazione di un mostro, un moderno centauro, ferito, virile e virale; Femina (10 aprile), coreografia di Antonella Bertoni, è invece un quartetto che gioca sul tema dell'identità femminile.
Otre alla presenza di Paolo Fresu (Kind of Miles, teatro Ivo Chiesa, 3 febbraio) o di Flo con l'omaggio a Violeta Parra (FEF 2 dicembre, in sala Mercato) il finale di stagione è - come da tradizione, da 26 anni - in compagnia di Beppe Gambetta con Acoustic Night 26 (21 - 23 maggio, teatro Ivo Chiesa), accompagnato da un ensemble di musicisti-ospiti internazionali.
Il teatro è tuo prevede anche una serie di attività concrete pensate in termini di inclusività e reale accoglienza per un teatro davvero di tutti: ascensore per persone con disabilità motoria, un impianto per persone ipoudenti, navetta per i teatri Gustavo Modena e sala Mercato, biglietto sospeso, campagna abbonamenti con politiche di prezzi contenuti per giovani, lavoratori, anziani e un progetto in fase di definizione per persone ipovedenti. Azioni tangibili che restituiscono al Teatro Nazionale di Genova un valore di bene comune nel senso più ampio del miglioramento della qualità della vita, della città e dei suoi cittadini. Le attività legate al biglietto sospeso e agli impianti per ipoudenti e ipovedenti si realizzano grazie al sostegno di Fondazione Carige. Il servizio navetta gratuito per gli spettacoli che si svolgono al teatro Gustavo Modena e sala Mercato continua a essere sostenuto da A.Se.F.
Da giovedì 19 giugno, fino al 14 luglio (e fino al 20 luglio solo online), gli abbonamenti a 10, 15 e 20 spettacoli sono disponibili a un prezzo promozionale. Ci sarà anche l'abbonamento Under30 a 5 spettacoli. Questa promozione estiva permette di risparmiare oltre il 70% sui biglietti dei singoli spettacoli. Gli abbonamenti in promozione sono disponibili presso le biglietterie del Teatro Eleonora Duse e del Teatro Gustavo Modena con i seguenti orari: lunedì e martedi dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle19; mercoledì, giovedi e venerdì, dalle 15 alle 19.
La biglietteria telefonica (010 5342 400) è disponibile da lunedì a venerdi, dalle ore 10 alle 13 (online a questa mail). Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito teatronazionalegenova.it oppure scrivere a questa mail.
Tutte le attività del Teatro Nazionale di Genova sono realizzate in partnership con il Ministero della Cultura, il Comune di Genova, la Regione Liguria, a cui si affiancano la Fondazione Compagnia di San Paolo, Iren, la Camera di Commercio di Genova, la Fondazione Carige con il loro fondamentale contributo e i sostenitori RINA, Coop Liguria, BPER Banca, A.Se.F., Howden, Isolani, Esaote, Gruppo Fos, Parodi & Parodi, Gruppo Cambiaso Risso, Banca Patrimoni Sella, Trilogik, Banco BPM, Centro commerciale e divertimenti Fiumara, Saar.