Genova, 26/01/2024.
"Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre". Solo le parole di Primo Leivi incise sul monumento inaugurato all'interno del Parco della Memoria di Chiavari insieme ai nomi dei 46 ebrei, residenti o domiciliati nel Tigullio, vittime della furia nazifascista tra il 1943 e il 1945.
Il Parco della Memoria, il primo realizzato in Liguria, è nato nel 2021 da un progetto condiviso dal Comune di Chiavari e dalla sezione cittadina di Anpi che ha visto la creazione di un percorso verde ed accessibile sul lungomare Scala, accanto all’ingresso del porto turistico. 46 alberi, tra tamerici e pini di Aleppo, ricordano gli ebrei che persero la vita ad Auschwitz e in altri campi di concentramento. "Un monumento che diventa un simbolo, insieme al Parco, della necessità di perpetuare la memoria dell’Olocausto, coltivandola e rendendola viva. Un impegno di tutti, per tutti. Il parco verde è un luogo dove poter trascorrere il tempo e riflettere" dice il sindaco di Chiavari, Federico Messuti. Ecco l'elenco degli ebrei deportati dal Tigullio riportati sul monumento:
"Negli anni ci siamo molto impegnati sul tema della memoria. Consegnare alle nuove generazioni le lezioni del passato é una nostra responsabilità, ed è con grande soddisfazione che ci troviamo qui insieme ai ragazzi per fare veramente cultura. Sveliamo oggi un monumento in pietra per non dimenticare la storia e vediamo crescere tante piante che germoglieranno nel futuro. La pace deve essere per tutti senza limiti di età, sesso, nazionalità o orientamento politico - aggiunge l'assessore Silvia Stanig - Speriamo siano sempre di più le famiglie ad affezionarsi e a frequentare questo parco".
Conclude Claudia Vago, presidente Anpi Chiavari: "La memoria è un ingranaggio collettivo. È compito di ciascuno di noi alimentarla, tenerla viva. La memoria non si celebra, si pratica. E per questo è importante che Chiavari abbia un parco della memoria, un luogo in cui il ricordo di ciò che è stato viva nelle storie di chi questo luogo lo attraversa e lo usa. Ed è importante che da oggi i nomi delle 46 persone ebree deportate nei campi di concentramento siano raccolti per chiunque, passando, vorrà leggerli: perché la Storia, prima che da numeri, è fatta di storie, di nomi, di vite, speranze, sogni, dolori".