Mercoledì 13 dicembre 2023, prima edizione per un appuntamento dedicato alle famiglie e nell’ambito del progetto Cucina Padagolosa (corsi di cucina dedicati ai bambini più fragili). La Festa della Cònba di Natale, il dolce della tradizione genovese e del levante che si prepara in queste settimane. L'appuntamento è alle 15 a Villa Gruber, il parco Urbano che si trova in Castelletto. Da quell'ora presso la sede del gruppo Città di Genova, iniziano i laboratori per impastare e preparare la Cònba di Natale, alla presenza dei volontari dei Gian dei Brughi, l'associazione che ha sede a Sori e che da molti anni si occupa di trasmettere le antiche tradizioni.
Tutti i bambini del corso possono partecipare e la Cònba di Natale preparata da ciascuno è poi infornata in loco, e cotta a puntino. Nel corso del pomeriggio non mancano momenti di festa, musica e poesia, con alcuni maghetti vestiti di tutto punto. L’iniziativa è promossa da So.Crem, la Società Genovese di Cremazione, che tra qualche giorno compie i 120 anni dalla fondazione. «Sarà una festa aperta alla conoscenza della tradizione, un momento di divertimento ma anche di tradizione - spiega Ivano Malcotti, presidente So.Crem - è anche un modo per sottolineare il legame storico tra So.Crem e Genova. Noi grazie alla nostra attività e al fatto che abbiamo per statuto l'obiettivo di svolgere attività sociali e culturali, da 120 anni promuoviamo attività culturali, concerti, momenti di incontro, di studio e di formazione». Patrizia Bighetti, una delle organizzatrici per Gian dei Brughi racconta che la «Cònba di Natale è un progetto che riprende un’antica tradizione, che, come molte, è caduta in disuso, non se ne ha più memoria. Le tradizioni sono la nostra storia le nostre radici, non vanno dimenticate ma trasmesse alle nuove generazioni.
La Cònba ha origine ligure e risale agli anni '30 del 900. A Natale in famiglia si preparava il pandolce, e nelle cucine che erano il locale più vissuto della casa, anche perché grazie al Runfò era il più caldo, ci si avvicendava all’impasto di questo dolce nutriente e buonissimo. I bambini erano partecipi di questa magia, uvetta, canditi, pinoli da sottrarre dalla madia nei momenti di disattenzione degli adulti. Il pandolce non era mai uno solo, se ne facevano per gli amici e parenti, ma la tradizione vuole che un po’ di quell’impasto venisse usato per un dolce dedicato solo ai bambini. La Cònba, una bambolina ovale con le mani in grembo in ”scoso”, una piccola treccia a scendere da un lato, aveva gli occhi di uvetta, per il naso un pinolo, la bocca con i “margheitin”, codette colorate ed il vestito era tutto decorato con finocchietti. Veniva infornata
assieme al pandolce ma a differenza di questo poteva essere mangiata dai bambini soltanto il 6 di gennaio, giorno dell’Epifania che da noi in Liguria si chiama Pasquetta».