La voce del Diavolo al Teatro Garage, ispirato al racconto di Pessoa

Massimiliano Sassi Massimiliano Sassi
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Domenica25Ottobre2026

Domenica 25 ottobre 2026, alle ore 18, alla Sala Diana al Teatro Garage (via Paggi 43 b) è in scena lo spettacolo La voce del Diavolo di Massimiliano Sassi, una produzione di TeatroAperto e Teatro Dehon. Lo show porta in scena l'opera di Fernando Pessoa Devil's Voice e parti dell'opera del suo eteronimo Bernardo Soares Il libro dell'inquietudine. L'adattamento teatrale è di Massimiliano Sassi.

Le prevendite dei biglietti (intero 14 euro, ridotto 11 euro + prevendita) si possono acquistare: online su teatrogarage.it e, scegliendo l'opzione print@home, si può comodamente mostrare all’ingresso il biglietto mostrando il QR code da cellulare senza bisogno di stamparlo; all’ufficio del Teatro Garage (via Repetto 18r - cancello, tel. 010 511447) mercoledì e giovedì dalle 14 alle 17, venerdì dalle 11 alle 14; la sera dello spettacolo al botteghino della Sala Diana, che apre un'ora prima. Gli under 25 hanno diritto a un biglietto ridotto a 10 euro, semplicemente esibendo alla cassa la carta d’identità. Informazioni: teatrogarage.it, info@teatrogarage.it, 010 511447.

Lo spettacolo

L'avventura di un'ora. Un sogno dopo una serata festosa. Maria, futura madre di un figlio visionario e poeta. Un accompagnatore vestito di rosso. Sono questi gli ingredienti del breve racconto di Pessoa, testo misconosciuto con una forte componente esoterica e filosofica. Maria viene accompagnata dal Diavolo, in un viaggio in treno, sopra un ponte che pare dominare tutta la terra. L'autore ritrae un Diavolo stanco del suo ruolo, quasi desideroso di comprensione se non addirittura di affetto. Un Diavolo che attraverso la parola lascia il proprio “seme” nella sua interlocutrice Maria, così come il suo “Fratello Maggiore” con l'Annunciazione portò la salvezza eterna.

Un diavolo gentile, così Pessoa tratteggia il personaggio, dubbioso ma certo del suo ruolo inutile ed essenziale. Afferma di essere il Dio dell'immaginazione, senza la quale l'Arte non potrebbe esistere. Come fece Dio, che dopo aver creato l'uomo gli soffiò la vita, così il protagonista sostiene di seminare nell'uomo l'immaginazione. L'immaginazione, come l'aria, non ha consistenza ma è necessaria all'essere umano come l'aria stessa, nutre di sé la creazione. Alla sua occasionale e ingenua interlocutrice il Diavolo illustra la propria natura divina, la sua funzione essenziale per l'uomo: “creo senza creare... non nego ma contrario... non luce ma buio trasparente...''.

Un viaggio in treno o nello spazio infinito, tra il conscio e l'inconscio. Un teatro di parola che permette di sondare noi stessi, le nostre convinzioni e i nostri dubbi. Il titolo fa parte del progetto “Da Salotto”, un ciclo di spettacoli alla Sala Diana con allestimenti agili che si possono facilmente rappresentare in piccoli spazi come, appunto, un salotto, nato da un’idea di Alessandra Frabetti. Dopo ogni spettacolo del “Salotto”, verrà offerto al pubblico in sale un rinfresco con vino e focaccia.

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