Genova, 16/10/2026.
È bastata una dichiarazione per scatenare un dibattito online, attirando persino l'attenzione dell'infettivologo e direttore del reparto di Malattie Infettive dell'ospedale San Martino Matteo Bassetti: a finire al centro delle critiche è Federica Pellegrini. La campionessa olimpica ha condiviso sui social un filmato in cui sprona con decisione i giovani atleti della sua squadra a dare il cento per cento in piscina, senza farsi condizionare da ostacoli o imprevisti. Un discorso motivazionale che, tuttavia, ha fatto storcere il naso a numerosi utenti per il messaggio veicolato.
Il passaggio più discusso riguarda la gestione del malessere a ridosso delle competizioni: "Gareggiamo comunque, anche con la febbre. Io ho gareggiato anche con 40 di febbre, con una spalla che non girava. Poi dipende da quanto uno lo vuole, è sempre quello il parametro che dobbiamo tenere in considerazione".
Secondo la "Divina", l'approccio alla gara è una questione di forza mentale che va forgiata giorno dopo giorno in vasca. A prescindere dalle condizioni fisiche - che si abbia a disposizione il 50 o il 70 per cento delle energie - la priorità resta sempre esprimere il massimo potenziale possibile. Nel suo intervento, Pellegrini ha definito il nuoto come uno sport "stronzissimo", che costringe a sacrificarsi in acqua quotidianamente per competere solo pochissime volte all'anno. Proprio per questo, ha concluso l'ex fuoriclasse azzurra, qualsiasi intoppo fisico - dal mal di pancia al mal di testa o ai denti - va affrontato e superato: se capita durante una gara, gli atleti hanno tutti gli strumenti per gestirlo perché si tratta di situazioni già vissute.
Matteo Bassetti, con un video pubblicato sulla sua pagina facebook, ha criticato Federica Pellegrini dopo aver condiviso un video della nuotatrice che, parlando a giovani nuotatori, racconta di aver gareggiato anche con 40 di febbre.
«Cara Federica Pellegrini, ti abbiamo tutti ammirato, io stesso ti ho ammirato per le gesta sportive. Siamo stati tuoi grandi fan, ma attenzione a mandare questi messaggi. Gareggiare con 40 di febbre o con una spalla fuori posto, o ancora dire che uno ha gareggiato anche mentre stava molto male, non è un giusto messaggio da mandare, soprattutto ai giovani. Perché a decidere se gareggiare o meno, non deve essere un atleta, per quanto può essere bravo, ma devono essere i professionisti della salute, dello sport, della medicina, quindi non è dando il messaggio che bisogna portare il corpo all'esasperazione che si crescono bene le giovani generazioni. Quindi diciamo che bisogna sapersi fermare in alcuni momenti. Gareggiare con la febbre a 40 è un messaggio sbagliato perché si rischia di avere delle conseguenze. Avere un’infezione grave e gareggiare lo stesso può avere conseguenze gravi per il corpo. Quindi continueremo a fare il tifo per te, anche se oggi non fai più le gare, ma per favore, delle questioni mediche fai parlare i medici».
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