Gloria, la canzone culto di Umberto Tozzi diventa un musical. L'intervista a Valeria Mancini e Nick Casciaro

Valeria Mancini e Nick Casciaro Valeria Mancini e Nick Casciaro

Genova, 12/10/2026.

Un inno generazionale che ha conquistato il mondo, dai palcoscenici nazionali a quelli internazionali, passando per le colonne sonore di innumerevoli film e a serie tv: stiamo parlando di Gloria (nome a cui viene subito fatta seguire l'immancabile strofa, manchi tu nell'aria). Il brano di Umberto Tozzi, uscito nel 1979, diventa oggi il centro di un musical che racconta di sogni e di affermazione.

Gloria - Il Musical arriva sui palchi di tutta Italia, partendo dal Teatro Arcimboldi Milano, dove debutterà il 23 ottobre 2026. Durante il tour non mancano le repliche a Genova, da mercoledì 11 a venerdì 13 novembre al Teatro Nazionale, in Sala Ivo Chiesa.

Insieme a una selezione di altri ventuno successi di Umberto Tozzi, che in questo caso veste i panni di direttore musicale,  da Ti amo a Stella stai e Io camminerò, il musical racconta la storia di Gloria, una giovane artista piena di sogni, pronta a inseguire il successo tra passioni, conflitti familiari, amori, tradimenti e nuove amicizie. Un percorso di crescita che si muove sulle note di canzoni diventate ormai un patrimonio collettivo.

A dare voce e anima a questa avventura sono Valeria Mancini, nei panni di Gloria e Nick Casciaro, che interpreta Marco, produttore discografico passionale e istintivo. Prima dell'inizio della tournée li abbiamo raggiunti al telefono, per farci raccontare cosa significa per due artisti confrontarsi con un performer come Umberto Tozzi e cosa aspettarsi (senza spoiler) da questo debutto nei teatri italiani.

Che rapporto avevate con questa canzone prima del musical?

Valeria: «Io ho compiuto 25 anni la scorsa settimana, quindi sono nata che Gloria era già un mito globale. Ci sono canzoni che ti accompagnano da sempre: le conosci a memoria senza sapere esattamente il perché. A casa mia c'era un legame speciale con quella canzone in particolare e con Umberto Tozzi in generale: mio nonno, ad esempio, si vantava sempre che il fratello di Tozzi avesse fatto il servizio militare proprio nel suo stesso paese, in Umbria. Quindi si può dire che io  sono cresciuta con quella colonna sonora. Ovviamente mai avrei immaginato che un giorno sarei salita sul palco proprio per interpretarla. Sembra davvero un bellissimo scherzo del destino».

Nick: «Io e Valeria abbiamo undici anni di differenza, io sono del 1990, ma anche per me Gloria è sempre stata nell'aria, anche se in maniera diversa rispetto ai miei genitori, che nell'anno di uscita della canzone erano già belli grandini. Il mio rapporto con la musica italiana si è sviluppato un po' più tardi rispetto all'infanzia, vengo da una famiglia molto internazionale per via di mio padre, giocatore professionista di hockey su ghiaccio, quindi da piccolo ascoltavo soprattutto musica anglosassone. I grandi cantautori italiani li ho scoperti intorno ai quattordici anni. Poi, nel 2014, durante la mia partecipazione ad Amici, ho avuto l'onore di duettare proprio con Umberto Tozzi. Lì mi sono innamorato artisticamente delle sue melodie, che ancora oggi suonano futuristiche, internazionali e potenti».

Che cosa vi ha insegnato lavorare a stretto contatto con un gigante come Tozzi?

Valeria: «La cosa che mi ha colpito di più, nonostante la mia giovane carriera, è stata la sua immensa umiltà. Ai casting eravamo tutti comprensibilmente tesi: cantare davanti all'autore di quei pezzi mette una certa soggezione. Invece Umberto ha saputo metterci subito a nostro agio, con una gentilezza, un'eleganza e una delicatezza sorprendenti. È un'ispirazione continua.»

Nick: «Condivido ogni parola. Con Umberto ho anche un ricordo indelebile: circa un anno dopo Amici, lui cantava a Riva del Garda, dove vivo. Sono riuscito a raggiungerlo dietro le quinte per salutarlo; lui si è ricordato di me e della nostra esibizione sul palco di Amici e abbiamo finito per passare la notte fino alle quattro del mattino nella hall del suo hotel, a suonare il pianoforte e a parlare di musica e di vita. Mi ha dato consigli preziosi come un fratello maggiore. Ritrovarmi oggi scelto direttamente da lui per essere protagonista di questo spettacolo è un'emozione enorme e una grande responsabilità».

Chi sono i protagonisti che vedremo in scena e quanto c'è delle vostre storie personali?

Valeria: «Gloria è una ragazza piena di talento e coraggio. Ha un sogno nel cassetto fortissimo, ma deve fare i conti con un padre severo che vorrebbe per lei un percorso più sicuro e tradizionale, cercando in fondo di proteggerla dalle delusioni. Lei però sceglie di lottare a costo di tutto, affrontando mille ostacoli. È un percorso che rispecchia tantissimo la vita di noi artisti: la passione, i sacrifici e la determinazione nel non arrendersi mai».

Nick: «Marco è un produttore musicale di 35 anni, autore di canzoni, istintivo e guidato dal cuore. È il primo a scorgere la scintilla di Gloria e a innamorarsene. Nella storia c'è chiaramente anche un'antagonista, Eva, la star di punta della sua etichetta. Dentro Marco ho messo tanta della mia esperienza e del mio vissuto. È una storia autentica, diretta, fatta di sentimenti veri in cui chiunque può riconoscersi».

Sul palco, ovviamente. Valeria e Marco non sono da soli. Fanno infatti parte del cast Gloria Miele (Eva), Elisa Marangon (Carla), Fabio Pappacena (Pietro), Toni Fornari (Luca), Emanuela Fresi (Sara) e Laura Ruocco (Diomira). Non è finita, perchè ogni musical che si rispetti è un ensemble di artisti, tra cantanti, ballerini e performer. Sul palco anche Cristian Cesinaro, Mattia Fazioli, Anthony Finocchiaro, Matteo Germinario, Jasmine Lazzoni, Diletta Manule, Riccardo Paglia, Christian Peroni e Giorgia Riccardi.

A proposito di musical, spesso in Italia, anche nei talent show, si sente dire con sufficienza la frase ha una voce e degli atteggiamenti troppo da musical, alludendo ad una teatralità molto marcata, che alcuni giudicano eccessiva.Da artisti di teatro, come vivete questo cliché?

Risponde Nick, che in passato ha girato l'Italia Grease, con la Compagnia della Rancia: «È un puro pregiudizio nostrano. All'estero nessuno si sognerebbe mai di considerare il musical un genere minore o caricaturale. Dire hai una voce da musical in realtà non vuol dire nulla. Il teatro musicale è un connubio raffinato di recitazione, canto, danza, scenografia e tecnica; richiede una preparazione totale. Il pubblico lo sa benissimoIn questo spettacolo, poi, le canzoni di Tozzi creano una dimensione pop che oltrepassa i confini, lontana da ogni stereotipo».

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