Rilancio dell'ex Mercato del Carmine. Beghin: «Concessionario ha il dovere di tenere aperto»

Mercato del Carmine ©facebook.com/mercatodelcarmine Mercato del Carmine ©facebook.com/mercatodelcarmine

Genova, 06/03/2026.

Durante il consiglio comunale del 3 marzo scorso, è stata discussa l'interpellanza a oggetto ''Aggiornamenti in merito al progetto di riqualificazione e rilancio dell'area dell'ex Mercato del Carmine'' presentata dal gruppo Noi Moderati.

I consiglieri hanno chiesto alla Giunta: ''quali attività di consultazione e confronto con il territorio (municipi, associazioni, comitati di cittadini, operatori economici) siano state effettivamente avviate a partire dalla chiusura del mercato e quali soggetti siano stati coinvolti fino a oggi; quali siano le ipotesi progettuali in fase di studio per la riqualificazione dell’area dell'ex Mercato del Carmine, con particolare riferimento alla destinazione d'uso futura, ai tempi previsti e alle risorse eventualmente stanziate; se sia stato redatto un cronoprogramma degli interventi e, in caso affermativo, di poterlo conoscere nel dettaglio; quali siano le azioni effettivamente messe in campo per migliorare le condizioni di sicurezza e decoro urbano dell'area e se i controlli da parte della Polizia Locale siano stati intensificati o abbiano prodotto risultati significativi''. L'ultima inaugurazione della struttura è stata il 24 aprile 2025, con chiusura dopo pochi mesi.

Ha risposta l'assessora al Commercio del Comune di Genova Tiziana Beghin: «Come è già stato detto abbiamo ereditato una situazione in divenire: il fallimento progettuale e gestionale che si è consumato in questo mercato è abbastanza evidente per tutte le ragioni anche tecniche di cui abbiamo parlato più volte. Da mesi sono stati avviati incontri frequenti con le associazioni del territorio, con il Municipio Centro Est e con le associazioni di categoria. Non ci siamo limitati a raccogliere delle proposte, ma abbiamo avviato un percorso di ascolto attivo per comprendere i reali bisogni del quartiere, che nel frattempo si è anche organizzato e ha fatto un sondaggio interno, per cui ci sono sicuramente già dei punti di vista chiari e palesi, che hanno portato a intraprendere quella che per l'amministrazione è una direzione molto chiara. Ossia: la destinazione d'uso non potrà più essere esclusivamente commerciale o solo legata alla ristorazione, ma si andrà incontro alla vera richiesta del territorio, cioè spazi di socialità, aggregazione e servizi. Questa è una richiesta che abbiamo recepito e fatto nostra».

Prosegue Beghin: «Rispetto alla situazione concessionaria e alle ipotesi progettuali, voglio ribadire che il concessionario attuale ha un diritto che si esaurisce nel 2027 con la scadenza della concessione, ma ha anche dei doveri. Noi siamo stati molto disponibili, in considerazione proprio degli investimenti che sono stati fatti dall'attuale concessionario per garantire la serietà e la stabilità. Però è chiaro che oggi non c'è più tempo e il concessionario ha il dovere di tenere aperto e funzionante il mercato. C'è un incontro fissato con il concessionario già la prossima settimana: se intende proseguire ed è nella sua facoltà a farlo lo deve fare subito. Noi non siamo disposti a concedere dilazioni per nuovi investimenti, nella misura in cui non ci siano delle chiare evidenze di una sostenibilità economica. È stata anche avanzata l'ipotesi di prolungare la concessione in assenza di canoni per l'interesse pubblico, ma è una cosa che noi non faremo. È stato fatto precedentemente con la scusa del Covid, ma adesso il concessionario non avrà più sconti».

Conclude l'assessora: «Noi abbiamo concesso tempo e l'abbiamo fatto perché crediamo che una nuova amministrazione debba necessariamente continuare a proteggere in qualche modo gli investimenti fatti sul territorio e non dare l'impressione agli investitori che un cambio di Giunta possa portare a variazioni sostanziali di progetti, però chiaramente nel limite di quelle che sono le cornici normative. Sulla progettualità futura, non stiamo aspettando di risolvere la questione del nodo concessione. Non abbiamo smesso di lavorare e stiamo già agendo per comprendere quelle che possono essere modifiche strutturali importanti, rispetto alla riqualificazione energetica del manufatto. Il percorso di partecipazione è il cuore della nostra azione politica: la logica decisionista che ci ha preceduto non ci appartiene e abbiamo scelto la strada opposta, più faticosa e anche più lunga, del confronto e di un percorso di coprogettazione. Sulla sicurezza e il decoro urbano, rispondo a nome della collega Viscogliosi con cui collaboriamo in modo costante e sinergico: la zona di piazza del Carmine è oggetto di presidio quotidiano e il fenomeno dei senza fissa dimora è monitorato dalle pattuglie, che già dalle prime ore del mattino procedono allo sgombero, all'identificazione e successivamente con Amiu alla pulizia e disinfezione dell'aria, ampliando l'intervento anche alle vie limitrofe. Riguardo gli episodi di microcriminalità, e di cessione e consumo di sostanze stupefacenti, la zona è periodicamente controllata da agenti e operatori in abiti borghesi della polizia locale, oltre che attraverso sistemi di videosorveglianza».

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