Fiorella canta Fabrizio e Ivano: Anime Salve, il tour 2026 parte da Genova: «La musica come voce di dissenso»

Fiorella Mannoia ©Paola Popa Fiorella Mannoia ©Paola Popa

Genova, 03/02/2026.

Parte con un doppio appuntamento a Genova il tour Fiorella canta Fabrizio e Ivano: Anime Salve, il nuovo progetto di Fiorella Mannoia che si preannuncia come un viaggio tra i brani più amati di due dei più grandi e influenti cantautori di sempre, Fabrizio De André e Ivano Fossati. L'appuntamento è all'Arena del Mare al Porto Antico di Genova sabato 27 e domenica 28 giugno, nell'ambito dell'edizione 2026 di Altraonda Festival.

I biglietti per la nuova data di Fiorella canta Fabrizio e Ivano: Anime Salve sono disponibili a partire dalle ore 16 di martedì  3 febbraio 2026 su Ticketone e circuiti di vendita abituali (per ulteriori info: sito friendsandpartners.it).

Faber e Fossati sono figure cruciali per la carriera e per il repertorio di Fiorella e il 2026, anno in cui si celebrano i 30 anni dall'uscita dell’album Anime Salve, scritto a quattro mani proprio dai due cantautori genovesi, sembra essere l'anno ideale per una serie di concerti che porteranno in tutta Italia la musica e le parole di due giganti della musica.

Sul palco si alterneranno alcuni grandi brani dell’album - insignito della Targa Tenco - i successi più amati di De André e Fossati già presenti nel repertorio di Fiorella, fino a nuove inedite versioni di capolavori della discografia dei due cantautori

«Avevo 13 anni la prima volta che ascoltai De André e rimasi annichilita, ferma, incantata da quella voce che mi penetrò dentro la pancia», dichiara Fiorella Mannoia, a Genova per la presentazione del progetto Fiorella canta Fabrizio e Ivano: Anime Salve.

«Quella voce autorevole, che cantava di guerra, di prostitute, di drogati e di assassini, mi lasciò senza parole, facendomi scoprire l'altra faccia della luna. In fondo ero poco più di una bambina, in quell'età di mezzo che è l'adolescenza, e di quei mondi che Fabrizio descriveva non sapevo nulla. Immaginate l'impatto enorme che possono lasciare versi come Che la pietà non vi rimanga in tasca. Ne rimasta folgorata e credo che lo stesso sia accaduto a molti della mia generazione».

Fiorella e Faber nel tempo divennero amici e la stessa cosa successe successivamente con Ivano Fossati: «La nostra prima vera collaborazione naque in occasione della stesura della canzone Le notti di maggio, che io poi portai al Festival di Sanremo, facendolo arrabbiare tantissimo, proprio quando scoprì che volevo cantare sul palco dell'Ariston», scherza Mannoia.

«Ivano ora si è ritirato, non gli va più descrivere, a dire la verità non gli va più di fare niente, anche se sto cercando in tutti i modi di convincerlo a salire sul palco con me in occasione delle date genovesi di Fiorella canta Fabrizio e Ivano».

Certo sarebbe un bel colpo, tirare fuori dalla tana un maestoso orso genovese come Fossati per un ritorno, seppur momentaneo, sulle scene della sua Genova, città che con la musica ha sempre avuto un rapporto privilegiato ed esclusivo, sfornando talenti che non solo hanno rivoluzionato le note del pentagramma, ma anche il pensiero contemporaneo, parlando di ultimi, di persone ai margini della società, di quelle anime salve, citando il titolo dell'album uscito nel 1996, di cui nel 2026 si parla con più apertura, ma che un tempo erano veri e propri tabù.

L'impegno sociale è sempre stato un pilastro su cui si poggiava l' arte di Faber e di Fossati e lo stesso vale per Fiorella Mannoia, che nella sua carriera non ha mai nascosto la voglia di puntare l'attenzione, sul palco e fuori, su argomenti che ancora oggi risultano caldi: «In realtà non ho mai amato la parola impegno, perché è come se implicasse lo sforzarsi di fare qualcosa che non ci viene naturale, che non fa parte delle nostre attitudini. Personalmente è sempre stato nelle mie corde non girare lo sguardo davanti alle ingiustizie. Le ho sempre sofferte e non è caso che io mi sia impressionata così tanto, a 13 anni, sentendo Fabrizio De André. Evidentemente dentro di me quella quell'attitudine c'era già».

«Noi cantanti regaliamo emozioni alle persone ma se, oltre a queste emozioni, regaliamo anche pensieri, curiosità nei confronti di qualcosa che succede a casa nostra o fuori da casa nostra, allora il nostro ruolo acquista valore. Credo che questo non sia solo un impegno, ma anzi un dovere, quello di mettere a disposizione la nostra arte alle cause del nostro tempo. Abbiamo un grande privilegio, ossia quello di essere riconoscibili e possiamo dare voce a certe cause molto di più di quanto possa fare un normale cittadino. Inoltre credo che in questo momento storico non ci si possa più tirare indietro. Chi ha qualcosa da dire è giusto che si faccia avanti, perché il pericolo di zittire le voci del dissenso è reale più che mai».

Tornando alle canzoni, ma rimanendo in tema di voci, quella che più ancora emoziona Fiorella Mannoia è Smisurata preghiera, proprio perché parla di una richiesta di protezione di chi non può parlare o - per lo meno - ha meno possibilità di venire ascoltato, continuando però ad andare in direzione ostinata e contraria: «Tutti parlano della maggioranza,  ma non sempre la maggioranza ha ragione e questa canzone ci fa riflettere su questo».

Riflettendo invece sulla scena musicale contemporanea, Mannoia pensa che la connessione tra cultura e musica continui ad essere un elemento basilare per poter assistere alla nascita di nuovi talenti: «Le vette di Faber e Fossati probabilmente sono inarrivabili.  Ci sono tanti artisti che si impegnano ma vedo che il linguaggio si è un po' affievolito. Si legge poco e questo fa mancare delle fondamenta solide. Faber non avrebbe mai potuto scrivere Smisurata preghiera senza aver letto Álvaro Mutis e lo stesso vale per De Gregori, che non avrebbe mai potuto comporre Titanic, senza conoscere America di Kafka. Si cerca sempre di far passare gli studenti come futuri lavoratori, invece mi piacerebbe che si pensasse a loro come futuri uomini e future donne pensanti».

Quando si pensa a Ivano Fossati e a Fabrizio De André, il concetto di parola, del suo uso tra le note e gli accordi di canzoni che hanno segnato più di un'epoca, ricopre un ruolo fondamentale e viene da chiedersi se col passare degli anni sia cambiato proprio il significato e l'utilizzo di termini e vocaboli, anche nella musica: «Tutte le canzoni risentono del periodo storico in cui sono state scritte. Non credo che oggi Enrico Ruggeri scriverebbe mai la parola playboy in Quello che le donne non dicono ma, nonostante questo è bello riproporre le canzoni così come sono, perché così facendo si riconosce quello che siamo stati e quello che siamo diventati». 

Alla presentazione del tour Fiorella canta Fabrizio e Ivano: Anime Salve anche la sindaca di Genova Silvia Salis: «È per me un onore ospitare a Genova una grande artista e voce di consapevolezza sociale. Ringrazio di cuore Fiorella Mannoia per tutto quello che ha sempre saputo esprimere anche andando oltre la sua immensa arte». 

«Sarà uno spettacolo che ci colpirà dritti al cuore» ha aggiunto la sindaca Salis. «Anime salve è l’ultimo disco di Fabrizio De André, scritto insieme a Ivano Fossati, e pone al centro la solitudine di chi vive ai margini, un tema ancora oggi profondamente attuale, soprattutto nelle grandi città come la nostra: la solitudine del non sentirsi visti, del non sentirsi parte della società. Trovo emblematico che Fiorella Mannoia abbia scelto proprio questo album di De André, che tocca elementi purtroppo ancora centrali nella nostra società, e per noi è motivo di orgoglio ospitare la sua sensibilità nella nostra città. Sarà un grande spettacolo, uno spettacolo che fa parte della cultura identitaria di Genova».

 

Proprio parlando di Genova, Fiorella Mannoia conclude: «Nasco con la musica cantautorale per cui non ho mai trovato difficile entrare nelle menti di Faber e Ivano, ma certo la responsabilità di suonare qui la sento eccome, soprattutto perché il tour parte proprio dalla loro città. I caruggi li conosco, ma come tutti gli artisti, dei luoghi in cui si suona ricordo solo i camerini dei teatri e poco più. Il vostro mare però, anche grazie alle canzoni di De André e Fossati, lo sento molto vicino».

 

Di Paola Popa

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