Alessandro Cavo, titolare © Nicola Dongo
Genova, 23/12/2025.
L'origine della storia della pasticceria Marescotti di Cavo affonda le sue radici nel Settecento, quando nasce come cioccolateria Cassottana nel 1780, una delle prime cioccolaterie di Genova. Nel corso del tempo il locale si trasforma in caffetteria e, nell’Ottocento, cambia volto anche nell’arredo, assumendo l’elegante stile Carlo X in piuma d’acero che ancora oggi lo caratterizza.
«Nel 1906 il locale diventa a pieno titolo Marescotti, con l’inizio della gestione della famiglia», racconta Alessandro Cavo, l’attuale proprietario. «Da quel momento viene condotto per quasi tutto il Novecento da Beniamino e Irma Marescotti». La continuità si interrompe nel 1979, alla morte di Irma Marescotti, che era già vedova: la figlia e il nipote decidono di chiudere l’attività e per molti anni la storica pasticceria resta serrata, abbandonata al tempo.
L’idea della rinascita nasce quasi per caso: «Era un giorno di novembre del 1996, il mio primo giorno di università. Passai davanti al locale e me lo ricordavo aperto: in quel momento, invece, era cadente, in rovina. Da lì ho iniziato ad accarezzare l’idea di riaprirlo», ricorda Alessandro. Seguono anni di lettere inviate senza risposta al proprietario dell’immobile, Gino Flori. «Scrivevo una lettera a Natale e una a Pasqua. Mi rispose solo nel giugno del 2003».
Marescotti di Cavo in via di Fossatello. Foto di Ancila Mettekkatt
Da quell’incontro prende forma il progetto di recupero. Nel 2006 avviene il primo sopralluogo; nel 2007 iniziano i lavori e nell’aprile del 2008 Marescotti riapre finalmente le sue porte in via di Fossatello 35r, diventando Pasticceria Liquoreria Marescotti di Cavo.
Il restauro è stato lungo e meticoloso, condotto con un approccio filologico: «Il locale è stato smontato pezzo per pezzo, portato a Voltaggio, da dove proveniamo, e restaurato elemento per elemento. Poi è stato rimontato per verificare che tutto funzionasse alla perfezione». Anche i banconi sono stati ricostruiti fedelmente: «In acciaio, identici agli originali, ricoperti con le pennellature originali». Il tutto sotto la supervisione della Soprintendenza ai Beni Architettonici di Genova: «Il vincolo è arrivato solo dopo, su nostra richiesta, a lavori conclusi».
All'interno della pasticceria-liquoreria Marescotti di Cavo. Foto di Nicola Dongo
Oggi Marescotti è un punto fermo della tradizione dolciaria genovese. Tra i prodotti più richiesti spicca l’amaretto di Voltaggio, prodotto dalla famiglia Cavo da cinque generazioni. Accanto, i grandi classici del Natale genovese: il pandolce lievitato e quello basso, frolloso, oltre alla pasticceria secca, dai canestrelli ai baci di dama. «Vivendo a cavallo dell’Appennino, tra Voltaggio e Genova, portiamo con noi la tradizione della nocciola, del cioccolato e della pasticceria ligure».
Amaretti di Voltaggio. Foto di Nicola Dongo
Essere una bottega storica, però, comporta anche difficoltà quotidiane: «Il problema principale è la manutenzione continua. L’arredo risale tra il 1880 e il 1890 e va mantenuto sempre in piena efficienza».
Nonostante le sfide legate al contesto economico e demografico della città, la posizione del locale consente di intercettare anche il turismo. «Genova ha un mercato ristretto, ma i flussi turistici sono assolutamente benefici».
Torta Mazzini. Foto di Nicola Dongo
Tra le creazioni più simboliche c’è la Torta Mazzini: «Nel 2010, grazie all’Associazione ex alunni del Liceo Colombo, siamo venuti a conoscenza di una ricetta che Giuseppe Mazzini inviò dall’esilio alla madre». Dopo una prima preparazione occasionale, diventa il prodotto simbolo del 150° anniversario dell’Unità d’Italia nel 2011, in abbinamento al Carpano Antica Formula. «Da allora è uno dei nostri prodotti di punta».
Lettera di Giuseppe Mazzini alla madre. Foto di Ancila Mettekkatt
Per Marescotti di Cavo, il segreto della longevità sta nel cambiamento continuo: «Per rimanere uguali a se stessi bisogna cambiare. Manteniamo il fuoco della pasticceria e togliamo le ceneri tutte le sere». Dal 2008 l’attività cresce costantemente, attirando nuova clientela anche fuori città: «Siamo segnalati in tutte le guide e anche dalla Lonely Planet, che indica Marescotti di Cavo tra le tappe da non perdere a Genova nel 2025».
Di Ancila Mettekkatt