Terzo giorno a Shangai
Tra poco è Natale e si vedono in giro i cappelli da Santa Claus, ma non so bene dirvi che cosa gli indigeni pensino che sia il Natale; in piazza del Popolo, su un grande e lussuosissimo centro commerciale, campeggia un cartellone che annuncia i festeggiamenti per il Christmas Carnival: Carnival, capite?
E se verde e rosso è l'agrifoglio, non uno dei colori proposti dal Carnevale Natalizio è azzeccato: fucsia, giallo, rosa, violetto, azzurro... Ci sono tutti, meno quelli che servono. L'insieme assomiglia più al castello del Principe Azzurro che all'albero di Natale.
Ma i negozi ammiccano e sottintendono che i bambini aspettano un dono. Per i maschietti ci sono mille cose, tra cui i favolosi Lego a prezzi altrettanto favolosi, in rapporto alla retribuzione media (la segretaria dell'università guadagna 4000 Yuan al mese, cioè circa 400 Eu, il professore 7000), o i Lego tarocchi, all'apparenza identici, ma dal costo ridotto ad un terzo.
Mio figlio - anche se ormai diciassettenne - ha comprato una di codeste scatole di Bam Bao - così si chiamano - perché è imperdibile il loro essere politicamente scorrette. Tanto gli omini della Lego sono paciosi e sorridenti, e sono poliziotti, pompieri, medici, esploratori subacquei, quanto i bam-baoini (come si chiameranno?) sono, diciamo così, particolari.
Si trovano infatti, al prezzo equivalente di sette Eu e mezzo, notevoli scatole per costruire il carro armato, l'obice o, se volete essere soft, l'autoblindo e gli omini-soldatino sorridono sopra a poco rassicuranti baffetti neri e sotto ad ancor più angoscianti elmetti preoccupantemente naziformi, se avete idea di cosa sto dicendo.
Parlando di cose serie, invece, mai ho visto - in nessun posto - uno sbarramento di manodopera così possente come a Shangai: a giugno ci sarà l'Expo Mondiale Better City, Better Life e si stanno ultimando i lavori per 180 nuove stazioni della metropolitana; 180, non una, e c'è da giurare che le finiranno tutte in tempo.
La cosa più bella, però, è vedere con che maniacale precisione si stiano traforando i marciapiedi per inserivi le bande rigate per non-vedenti.
Non so quale sia il rapporto dei Cinesi con l'amore per il rischio, ma credo che nessun non vendente possa uscire da solo per strada a piedi: è una delle cose più pericolose al mondo, dopo la bomba H, le malattie infettive e i politicanti. Oggi ho preso una spallata da un ciclista, mentre ero sul marciapiede, perché voleva girare stretto e gli intralciavo il percorso; mentre attraversavo sulle strisce, mimetizzata in mezzo ad un folto gruppo di locali, un tassista ci suonava furiosamente: accidenti, lui stava passando col rosso, perché non capivamo che era il caso di toglierci dai piedi?
Il problema comunque lo stanno affrontando: ci sono piazze dotate di nuovissime rotatorie sopraelevate per i pedoni e rampe elicoidali di discesa - e non sto scherzando.
Quarto giorno
Novità del giorno: gli abitanti di Shanghai escono di casa in pigiama. Non uno, e non perché stava male e doveva correre in farmacia, ma molti, e sovente.
Stamattina ho visto in un negozio tre ragazze: una aveva la giacca a vento e sotto un coloratissimo e felpatissimo pigiama a pois multicolori, corredato (vogliamo - o no - esser eleganti fino in fondo?) da un paio di ciabattone a forma di coniglio baffuto, con tanto di orecchie ondeggianti: una roba da far invidia a Super Pippo. Ok: il mondo è pieno di personaggi eccentrici; ma qui la concentrazione deve essere davvero alta, se il governo ha dovuto imporre un obbligo di legge nuovo di pacca: quello di non uscire di casa in pigiama nei giorni dell'Expo Mondiale della prossima primavera.
Si è anche provveduto a spiegare ai cittadini che il divieto non vuole limitare la loro libertà personale, ma solo a non urtare la sensibilità dei visitatori stranieri.
Paese che vai, usanza che trovi: inutile che vi racconti della meraviglia che sono i grattacieli, tra i quali la Torre Jinmao è sicuramente quella che preferisco, e del panorama che si gode di lassù, perché ve lo leggete benissimo da soli su una guida.
Però magari non avete presente il mercato dei piccoli animali, dove si vendono anche serpenti e rospi, che sono considerati due leccornie alimentari mica da poco. Ovviamente si vendono vivi, come la maggior parte dei polli o dei pesci, che perciò boccheggiano in vasche di acqua non proprio limpida.
Il cinese, ci ha detto orgogliosamente una signora, non comprerebbe mai un pesce morto, ergo via libera a quello di allevamento; però cambiategli l'acqua, per carità.
Poi il pesce in realtà al ristorante è squisito, come un po' tutta la cucina, se riesci a schivarne qualche simpatica trappola.
Mica facile: stasera, al ristorante figo (davvero un posto super), dove abbiamo cenato con un amico che torna a Milano, dopo mille e un piatto sono arrivati i dessert: un vassoietto delizioso con tre dolcini diversi.
È un po' come il gioco napoletano delle tre tavolette. Dove sta la fregatura?
Non qui, non qua, ma là! Uno era una deliziosa tortina con crema pasticcera, l'altro una boule ripiena di panna montata e il terzo una sfoglia farcita di riso e... maiale fritto! È ovvio che non è un problema: basta cominciare da questo e rifarsi la bocca con gli altri due. Già, ma non c'è mica scritto occhio, che questo è salato.
Eppure, vi dico davvero, sono qui da quattro giorni e mi pare un secolo: ho visto mille cose, e Shanghai mi piace da morire. Del resto, il nostro amico aveva quasi le lacrime agli occhi pensando alla partenza di domani. E farà carte false per tornare. Biglietto da visita migliore per una città non c'è.