Ultimo avamposto genovese del teatro internazionale, seppur a regime ridotto per le ovvie e contingenti ragioni di budget, il Teatro della Tosse ha presentato oggi, mercoledì 30 settembre, una stagione che ospita quattro produzione internazionali (l'anno scorso erano 8, aimé). Torna Peter Brook e il genio Neville Tranter che fa del teatro di marionette qualcosa di mai visto, arriva Steven Berkoff e un nuovo talento lituano Alvis Hermanis.
Mentre Tonino Conte, con il suo ruolo di presidente onorario, ammette di avere ormai una «testa da spettatore e aspetta curioso più notizie sulla stagione», Emanuele Conte e Massimiliano Civica cavalcano la missione di sempre di portare sul palcoscenico della Tosse le proposte più innovative, curiose e vivaci dall'Italia e dall'estero.
Percorre la stagione un filone shakesperiano tutto fuorché di tradizione. A partire da Steven Berkoff che con Shakespeare's villains. A masterclass in evil (13-14 novembre) crea l'occasione per vedere all'opera, ma soprattutto dal vivo, uno dei più grandi cattivi del cinema (in Beverly Hills Cop, in Rambo III, in Operazione Piovra, ecc.) lo stesso Berkoff (attore, regista e drammaturgo inglese) che con una mimica eccezionale oltre che indubbie doti interpretative ci conduce dentro i personaggi più crudeli e spietati che la penna del Bardo abbia mai prodotto. «Berkoff per me - afferma Civica - è un gigante della scena che io vedo un po' come un Robin Hood del teatro che ruba ai ricchi del cinema, dove appunto fa il cattivo, per poi concedere il suo genio al teatro». Per parte sua Peter Brook che, questa volta porta con sé due straordinari interpreti delle scene inglesi Natasha Parry (sua moglie) e Michael Pennington, ci conduce con la consueta seppur sempre originale maestria dentro un adattamento dei 27 sonetti shakespeariani, Love is my sin (1-3 dicembre - in inglese sottotitolato in italiano). Dall'Italia, Oscar De Summa (attore e regista) presenta Amleto a pranzo e cena (17-20 marzo) per sfatare il mito amletico e - ormai tragicamente noioso - dell'essere o non essere e superandolo ridere del protagonista shakespeariano in un racconto che vede attori e personaggi presi dalle mille tragicomicità della vita.
Dopo la scorpacciata di teatro di figura e marionette per 'adulti' dell'anno scorso, per fortuna, nonostante i non confortanti risultati di cassetta - viva la cultura quella che premia prodotti favolosi e non solo di consumo - torna perché geniale e ad oggi insuperabile nella tecnica di animazione delle marionette Neville Tranter con Vampyr (10-13 marzo 2010) e se non avete visto Schicklgruber, alias Hitler cercate almeno di non perdervi questo, perché oltre allo stupore, alle risate e al messaggio profondo uscirete come ammaliati da un attore e tecnico e regista e inventore della scena che non tutte le epoche hanno la bontà di regalarci.
Per restare sul tema horror, facciamo ancora un salto lungo il cartellone per segnalare il lavoro di uno dei drammaturghi italiani contemporanei tra i più rappresentati all'estero, Frankenstein. Ossia il Prometeo moderno (17-20 febbraio), liberamente ispirato al romanzo di Mary Shelley per puntare lo sguardo sulla sconcertante umanità di una creatura mostruosa (in Mary Shelley in realtà Frankenstein è lo scienziato non il mostro da lui generato) a cui presta volto Sandro Lombardi in video.
Fuori dagli schemi incontriamo il lavoro di Michela Lucenti e Leonardo Pischedda che insieme a sei acrobati di Nairobi presentano un lavoro interdisciplinare I prodotti (9-12 dicembre) che mette in dialogo danza, recitazione, canto e acrobatica per riflettere e superare la retorica dell'incontro tra culture e lasciare agli individui il compito di confrontarsi. Fuori dagli schemi - com'è nel suo personalissimo stile di teatro fisico e civile - anche Le pulle. Operetta amorale (27-30 gennaio 2010) lo spettacolo di Emma Dante dove appunto la recitazione si alterna al canto mettendo al centro le protagoniste le pulle, puttane in palermitano e quattro travestiti e un trans tra cui si muovono anche tre fate guidate dalla shakespeariana Mab, loro levatrice. Fuori dagli schemi e determinato a non rientrarci anche An oak tree (3-6 febbraio) da un testo di Tim Crouch per la regia di Fabrizio Arcuri dell'Accademia degli Artefatti, che gioca sull'improvvisazione e lo spiazzamento non solo degli interpreti ma anche del pubblico. Non consueta l'epoca tantomeno i protagonisti di Sangue (14-17 aprile), nuova produzione del Teatro Cargo su un testo di Alessandra Vannucci e Laura Sicignano (anche regista), ambientato nel medioevo, in quello truce e decadente, tra carestie e guerre, lo spettacolo propone l'intreccio di due destini affatto diversi quello della luminosa Giovanna d'Arco con quello del ricchissimo e depravato Gilles de Reis: uomo che combatté al fianco di Giovanna ma restò celebre per aver violato e ucciso centinaia di bambini.
Senz'altro innovativo ma dentro la tradizione del teatro d'attore lo spettacolo Sonja (10-13 febbraio - in lituano, sottotitolato in italiano) di un nuovo talento lituano Alvis Hermanis - anni fa la Tosse presentò per prima il lavoro di Eimuntas Nekrosius - che propone due soli attori in scena capaci di dar vita a una trasformazione dell'azione e dei personaggi stessi da scatola magica. Da un nuovo fenomeno della scena internazionale a uno della scena italiana Babilonia Teatri uno spettacolo pop e blob che fotografa il nostro tempo e le sue contraddizioni Pornobboy (5-8 maggio) - il gruppo era già stato alla Tosse nella stagione 2007/2008 all'interno del Premio Scenario con Made in Italy (in scena il 19 marzo alla Sala Mercato del Teatro Modena, per chi se lo fosse perso).
A proposito del Premio Scenario, dal 31 marzo al 3 aprile 2010 si ripropone l'occasione di seguire i nuovissimi talenti della scena italiana selezionati per l'edizione 2009: Odemà da Milano con A tua immagine, Tempesta di Anagoor da Treviso, Marta Cuscunà da Gorizia con È bello vivere liberi! e infine Codice Ivan da Bolzano con Pink, me & the Roses.
La stagione non finisce qui, gli spettacoli in totale sono 18 e includono la nuova produzione del teatro 2984 (23 ottobre - 7 novembre) per la regia di Emanuele Conte, che apre la stagione il 23 ottobre: si tratta di un lavoro tratto dal celebre 1984 di George Orwell, uno spettacolo realizzato in collaborazione con il Festival della Scienza, che celebra il 60esimo anniversario della pubblicazione del romanzo distopico dello scrittore inglese «resosi ancora più attuale negli ultimi mesi - commenta Conte - dall'attenzione sui medi, la manipolazione e l'utilizzo dei mezzi di informazione, che me ne fa sentire ancora più l'urgenza». Altra nuova produzione della Tosse è Idiota. Un tradimento di F. Dostoevskij (12-15 maggio), spettacolo che nasce dall'incontro di una giovane regista Carmen Giordano e un attore d'esperienza Enrico Campanati per riflettere sulla forza umana dell'idiota nel contemporaneo. Ci sarà la ripresa del Candido. Viaggio tragicomico nel migliore dei mondi possibili (27-28 novembre) prima che parta per la sua tournée e, in una formula rinnovata, torna anche l'uomo chiuso in una scatola di Alessandro Bergallo in Box2 (20-23 gennaio).
Tra i progetti proseguono i laboratori de La Falegnameria, nascono nuovi corsi gratuiti (con il sostegno della Municipalità e della Regione Liguria) tesi all'integrazione e al recupero della socializzazione tra generazioni e culture per la terza età e per le donne migranti. Prosegue il progetto de La Claque che avrà anche un suo sito internet e resterà fedele all'idea di un caffé parigno d'altri tempi che va avanti oltre il tempo dello spettacolo. Prosegue e si conclude anche il progetto triennale Facciamo insieme Teatro, che quest'anno vede Valerio Binasco nelle vesti di Capocomico (dopo Claudio Morganti e Marco Manchisi) per guidare i sei nuovi attori della compagnia della Tosse in uno spettacolo finale Sonno (21-30 aprile), da un testo di Jan Fosse.