È sulle pagine di giornali e riviste ogni giorno e non solo su quelle di cronaca nera. Il corpo femminile domina ancora le pagine pubblicitarie italiane e non serve essere esterofili per osservare la più ampia creatività delle campagne estere che da tempo riesce a farne a meno; ma anche le copertine patinate di molti giornali e riviste se ne pasciono a quattro palmenti. Insomma è roba che vende - e fa vendere. In questi giorni è più che mai sotto i riflettori e gli inchiostri di un nuovo giornalismo-da-paparazzi per il confronto acceso, che da politico si fa privato, tra il nostro capo di governo e la moglie a proposito di una serie di giovani donne, neo candidate politiche e la valutazione delle loro doti fisiche e intellettuali.
Senza scendere nel merito di questa scaramuccia, che già occupa pagine e pagine virtuali e cartacee, nonché trasmissioni Radio e TV (per esempio stasera, lunedì 4 maggio, ne parla Gad Lerner su La7 in 'L'Infedele', ore 21.10, con Sofia Ventura, la politologa che ha parlato di 'velinismo politico'), vi segnaliamo che a Genova sta per partire - venerdì 8 maggio - un nuovo festival dedicato proprio al corpo femminile e alle varie letture, sfumature, interpretazioni, identità e Mutazioni che negli ultimi anni lo hanno visto protagonista. Quindi nel bene e nel male: Mutazioni. Festival del corpo femminile, un'iniziativa del Teatro Cargo diretta da Laura Sicignano, che propone 8 spettacoli teatrali, incontri, 11 tavole rotonde, 3 documentari, un laboratorio a partecipazione aperta e una visita guidata alla scoperta delle case chiuse per ripercorrere luoghi e tempi della prostituzione attraverso i vicoli del centro storico di Genova.
Dopo Collasso Energetico, la rassegna di spettacoli e incontri attorno al tema del clima e delle risorse del pianeta, lanciato l'anno scorso (maggio 2008), quest'anno le energie si concentrano su un ambito di genere che è in un altrettanto grave stato di emergenza(?). A partire dall'immagine del cartellone, il corpo di una Barbie smembrata e senza testa posto su una superficie marmorea si capisce che il registro è doppio: c'è spazio per il gioco e la creatività ludica, ma forse dobbiamo aspettarci anche toni più amari e macabri perché quel marmo, come sfondo, parla anche di macelleria e quindi di vivisezione o autopsia e non di vita. In verità le prospettive che il festival intende aprire sono piuttosto ampie.
Dal punto di vista delle proposte teatrali si tratta infatti di spettacoli ancora non visti a Genova o di anteprime nazionali, ovviamente sul tema del corpo della donna: sia esso agente performativo e acrobatico come in Exuvia, danza verticale + live vide; sia corpo contenitore e generatore, in Nati in casa un escursus storico del nascere a casa o in ospedale; sia troppo grasso (in Bella Tutta! I miei grassi giorni felici) o troppo magro (in Quasi perfetta: uno spettacolo sull'anoressia); sia quello di una donna ostracizzata dalla società (in La cagna) o quello di una donna che ha abbracciato l'idea di essere oggetto per il puro piacere maschile (in Moana Porno Revolution). Al di là degli spettacoli le tavole rotonde portano all'interno del festival l'opportunità del confronto e del dibattito su grandi tematiche con interlocutori/trici delle più varie formazioni (da psicologhe/gi a politologi/ghe, da giornalisti/e a scrittrici/tori).
Il primo e il secondo attualissimi: Corpo femminile e Mass Media e Corpo Politico; quindi con Willy Pasini che riparte dal concetto di Intimità (suo libro del 1990) alla luce delle trasformazioni che ha subito con le nuove tecnologie e nuove pratiche di socializzazione La Riscoperta dell'Intimità; altro tema che occupa continuamente le cronache Femminicidio; oppure quello a prima vista frivolo della Chirurgia estetica: mito dell'eterna gioventù; riflessione anche sulle nuove pratiche, età e possibilità o impedimenti de Le nuove maternità; quindi un momento multiculturale con La donna, le società, le religioni; e, a partire dal libro di Stefanella Campana, Quando l'orrore è donna: torturatrici e kamikaze, un dibattito sulla violenza espressa al femminile in Donne Kamikaze, dove da soggetti vittime di violenza, le donne sembrerebbero trasformarsi in soggetti attivi, produttori/portatori di morte; quindi, Anoressia, la'gabbia d'oro'?; e, intorno al concetto del desiderio e della felicità, Corpo e felicità.